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La speranza

Il sorriso dei medici sottoposti al vaccino: «Come sto? Non capto il 5G e non sparo laser»

Abbiamo intervistato alcuni dei primi bergamaschi che si sono sottoposti alla profilassi anti-Covid. Che ci spiegano perché non c'è motivo di avere paura

Il sorriso dei medici sottoposti al vaccino: «Come sto? Non capto il 5G e non sparo laser»
Pensare positivo 09 Gennaio 2021 ore 11:53

di Paolo Aresi

«Ho fatto la vaccinazione il 27 dicembre, nella giornata cosiddetta promozionale, il V-day. È andato tutto bene, certo, ma non poteva essere diversamente». Il dottor Marco Rizzi è primario dell’unità di cura delle malattie infettive al Papa Giovanni, in prima linea contro il Covid dai primi giorni, da febbraio. Anche in questi giorni è in ospedale. «Per quanto riguarda il Covid, in questi giorni a Bergamo, siamo abbastanza calmi, come del resto è accaduto per tutta la seconda ondata, da ottobre a Natale. Il timore della “terza ondata” dopo lo shopping e il Natale, mi sembrava giustificato, ma sembra che invece le cose stiano andando abbastanza bene; dal Natale sono trascorsi undici giorni, dallo shopping natalizio due settimane e i numeri di contagi e ricoveri sono rimasti abbastanza fermi, non c’è stata recrudescenza. D’altro canto, nemmeno siamo mai scesi a zero, come invece era avvenuto ad agosto».

Il dottor Rizzi durante la vaccinazione anti-Covid

Marco Rizzi è convinto che l’incubo Covid-19 finirà grazie al vaccino. Spiega: «Si tratta di un normale vaccino, simile a quelli di routine, tipo influenza. Abbiamo tutti i motivi per ritenere che sarà molto utile. Come sto io? Bene, ma non poteva essere altrimenti. Ho fatto la prima iniezione ormai dieci giorni fa e non ho avuto alcuna conseguenza, di nessun tipo, ma nessuna delle persone che conosco che han fatto il vaccino hanno avuto problemi, effetti secondari indesiderati o altro». D’altronde, dice Rizzi, questo vaccino è stato testato su 30 mila persone prima di venire messo in commercio e non ha saltato alcun passaggio di controllo, sebbene i tempi siano stati abbreviati, soprattutto per quanto riguarda l’aspetto burocratico.

«L’unico punto di domanda – dice il medico – riguarda la durata della protezione, possiamo soltanto ragionare per analogia. Questo è un vaccino a Rna che riguarda un virus che tutto sommato ha dimostrato di essere abbastanza stabile e di non abitare – di norma – dentro un ospite per tempi lunghi. Ci sono vaccini contro malattie virali che proteggono per anni o addirittura per decenni… Questo vaccino in tal senso non lo conosciamo, ma è probabile che possa offrire questo tipo di performance. Certo, se il virus mutasse in maniera radicale allora anche il vaccino diventerebbe assai meno efficace. Ma, ripeto, in questo anno di osservazione, questo coronavirus si è dimostrato abbastanza stabile».

La dottoressa Pedrini durante la vaccinazione

Il vaccino verrà somministrato in due fasi, con due iniezioni a 21 giorni di distanza. Spiega Rizzi: «Con la prima iniezione si ha una copertura calcolata attorno al cinquanta per cento di protezione. Con la seconda si arriva al novanta per cento. Dal punto di vista epidemiologico, avrebbe un senso anche praticare una sola iniezione, perché potrebbe crearsi comunque uno scudo sociale forte contro il Covid. È chiaro tuttavia che, potendo, la vaccinazione completa è una garanzia ancora maggiore». Ma dei timori che qualcuno esprime sul vaccino, che cosa dice l’infettivologo? «Dico che sono timori infondati. Lasciando perdere i no vax, ci sono altre osservazioni che hanno un fondamento, per esempio è vero che la produzione del vaccino rappresenta un grande affare per le aziende, ma questo non significa che non sia utile e pure necessario…». Dopo il vaccino della Pfizer, arriverà il vaccino della Moderna, già approvato, mentre è ancora in sospeso il terzo, quello dell’Astrazeneca, che sembra presentare qualche problema.

Paola Pedrini è medico di base a Trescore e segretaria regionale della Federazione italiana dei medici di Medicina generale. Spiega: «Ho fatto il vaccino anti-Covid il 27 dicembre, il cosiddetto “V-Day”, ad Alzano. Il richiamo è già stato fissato per il 18 gennaio. La copertura del vaccino sarà in azione circa quindici-venti giorni dopo il richiamo, quindi dalla seconda iniezione. Direi che va tutto bene, non capto segnali 5G e non sparo raggi laser dagli occhi». Paola ride e poi continua…

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