«Mi ha fatto sentire meno sola»

Imparare a esser mamme insieme e finire col diventare delle amiche

Imparare a esser mamme insieme e finire col diventare delle amiche
16 Ottobre 2019 ore 11:37

Doveva essere un semplice servizio che accompagnava le future mamme verso il parto, ma l’iniziativa dell’amministrazione comunale ha avuto uno sviluppo positivo molto interessante, non previsto. Un anno fa è partito “L’ostetrica per e con voi” che prevede una visita domiciliare gratuita di una ostetrica. Ma le mamme hanno continuato a incontrarsi una volta al mese, nei locali dell’ex Asilo Nido parrocchiale, per momenti di scambio, valutazione, confronto con l’ostetrica e fra di loro. Sono venticinque. Non contente di vedersi una volta al mese, hanno creato un gruppo WhatsApp che consente loro di essere in contatto 24 ore al giorno. Eh sì, 24 ore, perché la vita quotidiana della partoriente o di una mamma non ha orari. «L’opportunità del servizio gratuito – spiega Veronica Salvi, l’ostetrica di Wocare che gestisce l’attività – ha creato una rete sul territorio anche dopo il parto. Le mamme sono entusiaste e da parte dell’amministrazione comunale sembra ci sia l’intenzione di andare avanti con l’iniziativa». Tra l’altro Salvi ha gestito il percorso mentre era in dolce attesa: «Mio figlio Gian Filippo, sia nella mia pancia sia dopo la nascita, ha vissuto in diretta l’iniziativa di questi dodici mesi, sia negli incontri con le mamme sia durante le visite domiciliari, mentre la mia prima figlia Maria Vittoria era alla scuola materna». «Il progetto dell’Ostetrica a casa – aggiunge l’assessore ai Servizi Sociali Nuccia Gasparini – continuerà fino all’inizio del 2021, così come gli incontri di sostegno all’allattamento».

 

 

Claudia, una delle mamme, commenta così: «Ho partecipato a tutti gli incontri con l’ostetrica Veronica. Sono stati molto utili, soprattutto il confronto con le altre mamme. Uno spazio organizzato a misura di bambino, o meglio di neonato. Per chi come me era al primo figlio, Carlo, e non sapeva cosa aspettarsi, è stato un angolo di rassicurazioni in cui poter esprimere le proprie paure e i propri dubbi in un clima amichevole e soprattutto solare. A ottobre è ripreso il progetto, mi spiace solo non riuscire a partecipare perché il mio bambino andrà al nido. Fortunatamente rimarremo in contatto con il gruppo in WhatsApp per ogni piccolo dubbio». Giorgia, mamma di Emanuele, ricorda: «Era circa un anno fa quando per caso, una sera, ho visto su Instagram una locandina relativa a un servizio per l’allattamento offerto dal Comune. Ho deciso di partecipare all’incontro. Quel lunedì mattina all’asilo ad aspettarmi due ostetriche, Martina e Veronica, e un pancione: Gian Filippo, che già dava qualche segnale di voler arrivare a sua mamma Veronica, che da vera professionista non si scomponeva per qualche contrazione. Nessun’altra mamma, nessun altro bimbo. Dopo qualche minuto, timidamente è arrivata un’altra mamma con il pancione. Nessun’altra. Doveva essere un gruppo allattamento, ma di latte, per il momento, non ce n’era proprio. C’era però già un’aria di accoglienza, di amicizia. E quelle due ostetriche da subito mi sono piaciute. Mi hanno accolta come mamma quando ancora non sapevo bene cosa volesse dire e da quel giorno, ogni primo lunedì del mese, il gruppo diventava sempre più numeroso (pancioni e neo-mamme). Non ho perso un incontro. È arrivato Gian Filippo, che si è prestato come modello per tutto quello che le mamme dovevano imparare: massaggio infantile, lavaggi nasali, suzione. Veronica e Martina sono riuscite a trasmetterci con semplicità tutte le informazioni scientifiche di cui una mamma ha bisogno per affrontare con fiducia il parto e con tantissimo coraggio l’allattamento a richiesta. È arrivato anche Emanuele e pian piano tutti i bimbi che all’incontro precedente erano ancora nei pancioni».

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«Sono Sara, mamma di Carolina – dice un’altra signora -. Lo spazio allattamento di Mozzo per me è stato fondamentale, mi ha fatta sentire meno sola nella fatica dei primi mesi. Il confronto e il supporto di persone competenti e aggiornate mi hanno fatto sentire più sicura e serena. Mia figlia poi è stata in un ambiente sereno, accogliente e ha potuto avere i primi contatti con altri bambini». Valeria è originaria di Romano di Lombardia e lavora a Calcinate: «A Mozzo non conoscevo nessuno, ma soprattutto ero completamente inesperta su come si “cura” un bambino: mi sentivo parecchio sola. Le visite domiciliari dei primissimi giorni mi davano una boccata d’aria e ovviamente un grandissimo aiuto nell’accudire la mia bambina, Alessandra, appena nata. Gli incontri mi hanno fatto conoscere diverse mamme del paese. Veronica e Martina, sono sempre state dolcissime e gentili». Lorella, mamma di Federico, aggiunge: «L’incontro con altre neo-mamme mi ha permesso di creare una piccola rete di conoscenze che non sarebbe stata possibile altrimenti. Sapere che certi dubbi e problemi erano condivisi anche da altre mamme, lo scambio reciproco di informazioni, esperienze e consigli, insieme al valido supporto e alla competenza delle ostetriche, mi ha permesso di vivere più serenamente i primi mesi di maternità e mi ha incentivato a non abbandonare al primo ostacolo l’esperienza, faticosa ma dolcissima, dell’allattamento». Erica è mamma di Marika: «Lo spazio allattamento è stata la nostra “salvezza”: un momento di incontro, condivisione e confronto che si è rivelato un tesoro prezioso durante tutto il percorso di crescita mio e della mia piccola. Lo consiglio a tutte le neo-mamme».

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