Pensare positivo
Ador, a sud di Valencia

La città spagnola in cui la siesta è obbligatoria (dalle 14 alle 17!)

La città spagnola in cui la siesta è obbligatoria (dalle 14 alle 17!)
Pensare positivo 22 Luglio 2015 ore 19:40

E con questa fanno due. L’altro giorno vi abbiamo parlato del Comune di Parigi che ha autorizzato il passaggio col rosso alle bici che voltano a destra su un incrocio o proseguono dritte su una strada cui afferisce un’altra dalla sinistra. Oggi è il turno del sindaco di Ador, cittadina della Spagna, che prendendo atto delle necessità dei suoi elettori (e anche di quelli che non lo hanno votato) ha reso obbligatoria per tutti la siesta dalle 14 alle 17, onde evitare l’aumento incontenibile della mortalità da colpi di calore.

L’Ayuntamiento di Ador si trova a un’ottantina di chilometri a sud di Valencia, e se qualcuno ha dovuto recarsi da quella parti in questi tempi di fuego non può che lodare la decisione del Sindaco (l’Alcalde) Joan Faus. Quando la colonnina di mercurio tocca i 40 gradi è bene che qualcuno si prenda la responsabilità di vietare a chiunque, giovane o vecchio, maschio o femmina che sia, non solo di abbandonare l’abitazione, ma anche di tener le persiane aperte e la radio troppo alta, perché è universalmente noto che tra le cose che fanno caldo, la radio (o il televisore) a tutto volume dei vicini è quella che lo fa più di ogni altra. E così Ador, a detta di chi ci si è trovato, diventa, in quelle ore pomeridiane, una città fantasma.

Guardando la tv in queste sere di anticiclone e ritrovando perciò don Matteo travestito da Guardia Forestale ci siamo però detti che anche Schmieden (Ferrara), il villaggio sulla strada per Braies che ogni tanto rispunta nello sceneggiato, dopo le 7 di sera sembra un villaggio fantasma. Non per via del caldo, né perché sia stato decretato il coprifuoco: semplicemente perché gli Schmiediesi sono educati. Fine della digressione.

 

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Quella di Ador non è però la sola iniziativa che ha riconosciuto a tutti non solo l’obbligo, ma anche il dovere della siesta. Parola che prende origine dal latino sexta (hora), cioè le dodici, perché è noto che in campagna i contadini si alzano per il fresco, tornano a casa alla mezza e poi riposano fino a quando non torna il fresco la sera. Altri la chiamano pisolino, diminutivo di “pisolo”, dal vebo “pesulare” o “pensulare”, supposta forma coniata sul latino “pensilis” (= che pende) connessa a “pensus”, participio passato di “pendere” (=penzolare), detto della testa di chi ha sonno e non lo vuole ammettere, soprattutto se ci sono ospiti.

O, ancora, il pisolo è detto pennica (romano) da “pennicare”, a sua volta derivato dal latino “pendiculare”, cioè “ciondolare” da tutte le parti, come quando ci si appoggia coi gomiti sul tavolo o ci si strafà sulla poltrona. O infine ciafagna (marchigiano), che il sito prourbino.it illustra così: “ * Sonnolenza. Senso di stanchezza e di sonno di chi ha consumato un pranzo abbondante. Cojonàggin".

 

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L’alcalde - si diceva sopra - non è però stato il solo a diramare l’ordine di chiudersi in casa. In Ucraina «Stazione sanitaria di Stato ucraino e Idrobiologia consigliato sul territorio dell'Ucraina di introdurre siesta obbligatoria. Essi sostengono che il resto di questo genere potrebbe essere l'unica via di fuga dagli effetti negativi massimo di calore». Evidentemente si tratta di una traduzione automatica, perché anche solo a leggere si sente l’accento russo (pardòn!, ukraíno) e si capisce che con “resto” si intende “riposo”, “sosta nelle attività”. Se vi piace l’ukraíno, ecco un altro passaggio: «Esperti ucraini anche consigliano di stare lontano dall'acqua, in particolare, a Kiev. Fatto, hanno spiegato, a causa della temperatura molto alta delle alghe inizia a crescere più velocemente, e quindi moriranno, per cui possiamo osservare la lenticchia d'acqua morta. E, secondo hydrobiologists tale lenticchia d'acqua per l'uomo sarà ancora più terribile germi del condizionatore d'aria». Siamo all’invasione degli ultracorpi.

Esiste tuttavia anche la versione commerciale e tecnologica della pennica. Negli Stati Uniti due giovani imprenditori di Manhattan, Arshad Chowdhuri e Christopher Lindholdst, si sono inventati "MetroNaps" ('nap' sta per “pisolino”), il primo salone americano per pennica a pagamento. Si trova al 24simo piano dell’Empire State Building (dunque se non sei in zona è meglio che lasci perdere). Lì si possono affittare delle poltrone - progettate dai due - sul tipo di quelle che usano per riposarsi i piloti di Formula 1. Un’unità di sonno dura venti minuti. Le poltrone sono delle specie di gusci in fibra di vetro dotate di cuffie per sentire la musica e altri comfort. Per esempio, si può regolare l’inclinazione come nei letti delle cliniche. SI può attivare il condizionatore. Si può scegliere come venir risvegliati. 20 minuti per 9, ossia le tre ore dichiarate obbligatorie dal sindaco di Ador, farebbero 14$ x 9 = 126$. Meglio la Spagna, sicuramente.

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