In vista del match di Europa League

Un pareggio portato a casa da Atalanta

Un pareggio portato a casa da Atalanta
Pensare positivo 26 Settembre 2017 ore 20:30

SECONDO TEMPO

Nonostante un primo tempo in trincea, l'1-0 dei francesi lascia l'amaro in bocca. Il Lione, infatti, ha controllato la partita ma ha creato pochi rischi a Berisha. Anzi, l'Atalanta si è anche mangiata un gol incredibile con Hateboer. Ma ora c'è un intero tempo davanti per trovare il pareggio. Forza ragazzi. Gasp ridisegna la squadra inserendo Castagne al posto di Cristante: si passa a un 3-4-3, con Hateboer avanzato sulla linea più offensiva. Partono meglio i nerazzurri, che sembrano molto più convinti in questo secondo tempo. E infatti arriva il pareggio: 56' minuto, Caldara si conquista un calcio di punizione dall'angolo sinistro dell'area di rigore avversaria. Il Papu la tocca corta per Freuler, che la ridà al Papu, destro potente che lascia immobile Lopes. Pareggio ragazzi, pareggio. Benissimo così. E siccome Gasp ci crede, dentro Ilicic al posto di Petagna per dare meno punti di riferimento ai difensori avversari. Prima vera reazione del Lione dieci minuti più tardi, con Aouar che salta di netto Castagne, arriva sul fondo e mette in mezzo. La retroguardia nerazzurra libera ma non senza affanni. Due minuti dopo è invece Diaz a riuscire a trovare uno spazio centralmente e ad andare al tiro, ma Caldara, che sta giocando benissimo, devia in angolo. Proprio sul corner, Tete stacca altissimo e impatta il pallone con potenza: Berisha sarebbe battuto, ma è Castagne a salvare. Attenzine al cambio dei francesi: fuori Diaz e dentro Depay, giocatore dal talento incredibile. Il Lione cresce dopo il buon avvio con pareggio dei nerazzurri e al 74' vanno vicinissimi al nuovo vantaggio con Palomino che devia un cross di Traorè e quasi non batte il suo portiere. Bravissimo Berisha ad avere il riflesso giusto e mettere in corner. All'81' si rivede l'Atalanta con un gran numero sulla sinistra di Spinazzola (molto meglio in avanti che in difesa) che mette un bel cross, ma Hateboer tenta l'aggancio volante togliendo praticamente la palla dalla testa di Castagne che stava accorrendo in area. Peccato. Tre minuti dopo è il giovanissimo Maoulida (1999) a mettere i brividi in contropiede all'Atalanta, ma Masiello è sontuoso nel chiuderlo. Nei tre minuti di recupero, i nerazzurri si mettono in trincea e ributtano su tutti i palloni, con Masiello muro invalicabile e conquistando, alla fine, un uno a uno di fondamentale importanza come dimostrano gli abbracci tra i ragazzi dopo il triplice fischio dell'arbitro.

12 foto Sfoglia la gallery

PRIMO TEMPO

In una cornice stupenda, resa ancora più bella dai tremila sostenitori nerazzurri giunti da Bergamo, è iniziata la partita. Sono i francesi a tenere il pallino del gioco in questo avvio di gara. Primo leggero brivido al 10', quando Petagna perde un brutto pallone sulla trequarti offensiva e fa ripartire il Lione in contropiede. Il velocissimo Traorè rientra da destra e calcia di sinistro, ma il suo tiro è deviato in corner da un difensore nerazzurro. Molto aggressivi i francesi, fatica a fare il suo gioco l'Atalanta. Due minuti più tardi è ancora Traorè a far vedere i sorci verdi a Spinazzola e a provare il tiro rientrando sul sinistro. Palla alle stelle. Il primo intervento di Berisha arriva però al 15', quando Mariano Diaz lascia partire un potente e angolato destro su cui l'estremo difensore è costretto ad allungarsi e mettere in angolo. I nerazzurri, per ora, non pervenuti. Al 21', finalmente, si vede l'Atalanta che tutti conosciamo: Papu sul fondo e cross arretrato, su cui Cristante non arriva di un nulla; ma l'azione continua, la palla giunge a Spinazzola che salta l'avversario e dal fondo mette un cross stupendo su cui Hateboer arriva dal lato opposto e, veramente a un metro dalla porta, sbaglia incredibilmente. Pazzesco. Al 27', potente punizione di Diaz (fallo di Cristante dopo un suo errroe in uscita) che Berisha mette in angolo. Sul tiro dalla bandierina, incredibile traversa di Tousart con una beffarda palombella che ha rischiato di beffare i nerazzurri. Al 34' Palomino esalta il pubblico nerazzurro con una stupenda sgroppata sulla sinistra e cross su cui nessuno arriva. Panico nell'area nerazzurra, invece, due minuti dopo, con Aouar (classe '98) che va via a sinistra e crossa. Pallone deviato che finisce sul fondo dopo aver sfiorato il palo lontano. Si soffre, ma si resiste. Almeno fino al 44', quando Traorè buca la resistenza: Fekira attacca la fascia sinistra, ubriaca de Roon e mette un cross teso in mezzo. Il numero 10 tenta prima un gol bellissimo di tacco su cui Berisha ha un gran riflesso, ma sulla ribattuta il francese è più veloce di Palomino e porta in vantaggio (ahinoi, meritatamente) i padroni di casa.

 

FORMAZIONI

Ci siamo. Ventisei anni d'attesa, ma finalmente ci siamo. Tanti ne sono passati dall'ultima trasferta europea dell'Atalanta e dei suoi tifosi. Fu a San Siro, contro l'Inter, allora. Sono quasi ventisette, invece, dall'ultima trasferta oltreconfine: novembre 1990, contro il Colonia. Ora l'avversario, invece, sarà il Lione. Una squadra che non presenta grandi campioni ma compatta e dinamica. Ostica insomma. Gasperini e i ragazzi lo sanno, ma non hanno paura. Una vittoria in Francia significherebbe salire a sei punti nella classifica del girone e mettere una seria ipoteca sul passaggio del turno. Anche il pareggio non sarebbe certo una brutta opzione, ma l'obiettivo, come ha detto chiaramente il tecnico in conferenza, sono i tre punti.

8 foto Sfoglia la gallery

Capitolo formazione: dopo l'ottima prestazione contro l'Everton, Gasp punterà nuovamente sul 3-5-2, con Cristante pronto a spostarsi dietro a Gomez e Petagna in fase offensiva trasformando di fatto il modulo in un 3-4-1-2. A sinistra, dopo essere tornato in campo con la Fiorentina, sarà ancora Spinazzola a macinare chilometri, con de Roon e Freuler a coprire il collaudato trio difensivo composto da Masiello, Caldara e Palomino. Per il Lione, invece, attenzione a due dei tre trequartisti del 4-2-3-1, ovvero il capitano Fekir (quello del «Gomez? Non lo conosco») e l'esterno mancino Traoré, veloce e talentuoso. Spinazzola avrà il suo bel da fare nel fermarlo.

 

 

Lione (4-2-3-1): Lopes; Tete, Marcelo, Morel, Mendy; Ndombele, Tousart; Traorè, Fekir, Acuar; Diaz. All.: Genesio.

Atalanta (3-5-2): Berisha; Masiello, Caldara, Palomino; Hateboer, Cristante, de Roon, Freuler, Spinazzola; Petagna, Gomez. All.: Gasperini.

 

CONFERENZA PRE-PARTITA
di Andrea Rossetti

Al grande giorno manca sempre meno. All'evento, poco più di ventiquattro ore. Lione-Atalanta rappresenta il ritorno in una trasferta europea del club nerazzurro ben ventisei anni dopo l'ultima volta. La tensione tra i tifosi è palpabile, saranno circa tremila domani sera a sostenere la Dea al Groupama Stadium, vero e proprio gioiellino architettonico inaugurato nel gennaio 2016 e ora pronto ad ospitare l'entusiasmo di marca orobica.

 

 

L'Atalanta, dopo una seduta d'allenamento svolta la mattina di mercoledì 27 settembre a Zingonia, nel primo pomeriggio s'è imbarcata a Orio su un volo charter diretto in Francia. Lì, subito una sgambata ma soprattutto l'incontro con la stampa per mister Gian Piero Gasperini e Mattia Caldara. «Sì, c'è entusiasmo - ha dichiarato in apertura il tecnico nerazzurro -. Ma non siamo qui per partecipare e basta. Vogliamo giocare al meglio delle nostre possibilità. Siamo curiosi di ogni partita e portiamo rispetto per questa competizione e gli avversari, ma siamo anche ambiziosi». E ne ha ben donde l'Atalanta: lo straordinario debutto europeo di due settimane fa, con quella roboante, nel risultato e nella prestazione, vittoria sull'Everton, ha messo la Dea nelle condizioni migliori per affrontare i prossimi incontri e l'arduo cammino nel girone di qualificazione.

 

[Gasperini durante la conferenza, toto Facebook Atalanta]

 

Dopo la difficile trasferta a Firenze, in cui Papu e compagni hanno strappato un meritato pareggio, ora un'altra trasferta ostica, come sottolinea Gasp: «Il Lione è una buona squadra, prestigiosa, che ha una grande esperienza esperienza europea. Noi però, qui, rappresentiamo il calcio italiano e vogliamo rappresentarlo al meglio». E a chi ritiene che i francesi stiano un po' snobbando l'Atalanta, Gasperini dà corda: «Può essere, del resto del resto loro giocano stabilmente in competizioni di questo tipo da tempo a differenza nostra. Speriamo di farci conoscere sul campo». Il sorrisino sul volto del tecnico di Grugliasco, però, lascia intendere che forse è meglio così: 'sti francesi non sanno ancora bene con chi se la dovranno vedere. Anche perché fare vittoria al Groupama sarebbe fondamentale in ottica classifica del girone: «È un girone difficile, lo sappiamo, ma riuscire a fare risultato qui vuol dire costruire una base sempre più credibile al passaggio del turno. Dobbiamo sbagliare molto poco, essere concentrati e avere la forza di proporci».

Dalla cornice al campo. Il giocatore di maggior talento del Lione, dopo l'addio in estate del bomber Lacazette (passato all'Arsenal), è certamente il capitano Nabil Fekir, centrocampista di origini algerine classe '93 e con già diverse presenze con la nazionale. «Lo conosciamo bene - ha detto Gasp -, come del resto conosciamo bene tutto il Lione. È un giocatore di livello. Grazie ai potenti mezzi di oggi, però, abbiamo la possibilità di studiare ogni giocatore avversario». La cosa però non dev'essere arrivata ai francesi, visto che Fekir, su precisa domanda riguardante uno dei suoi più temibili avversari, il Papu Gomez, ha detto di non conoscerlo bene. Pungente la risposta di Gasperini: «Sono certo che quando il Papu sarà stabilmente nell'Argentina lo conoscerà molto meglio». E Ilicic, invece, come sta dopo la lieve distorsione di Firenze? «Vedremo domani, ma è convocato e sta molto meglio». Bene così, anche perché servirà il massimo impegno da parte di tutti: «L'unica defezione è quella di Toloi (stop di una decina di giorni almeno, ndr). Ilicic vedremo, il resto dell'assetto, invece, è già definito».

 

[Caldara durante la conferenza, toto Facebook Atalanta]

 

Da buon amante del possesso palla, Gasp passa poi il pallino della conferenza a Caldara, che da bergamasco (di Scanzo) rappresenterà Bergamo in Europa: «È certamente un orgoglio per me. È un'emozione particolare poter realizzare il sogno di tanti tifosi di rivedere l'Atalanta in Europa. Non sarà facile, però. Se vogliamo farcela dobbiamo essere pronti al sacrificio. Se ci aiutiamo, possiamo mettere in difficoltà chiunque». Nonostante la giovane e un futuro radioso (ci auguriamo almeno) assicurato dal passaggio avvenuto formalmente il gennaio scorso (per la pratica aspettiamo volentieri giugno 2018) alla Juventus, Caldara è già il leader della difesa nerazzurra. Un reparto che, però, in quest'avvio di stagione ha lasciato intravedere qualche lieve sbavatura in più rispetto al passato. «È vero, lo sappiamo - conferma il numero 13 -. Abbiamo preso gol in tutte le partite e ne abbiamo anche parlato nello spogliatoio. Serve più concentrazione, anche perché in partite come quella di domani cali di attenzione non sono ammessi. Il Lione corre per tutta la partita, è una squadra molto dinamica e l’anno scorso ha eliminato la Roma». Ostacolo insormontabile, dunque? Assolutamente no: «Noi, a livello di condizione fisica, siamo in grado di contrastarli» conclude Caldara, che quando parla con i giornalisti sembra sempre essere un po' in difficoltà. Ma il suo mestiere è un altro e lo sa fare benissimo. Lo dimostri una volta in più domani sera in campo, con tutti i suoi compagni. Insieme a loro giocherà anche tutta Bergamo.