Una card nominale

500 euro per la cultura ai 18enni? Bella idea, ma cultura vera sia

500 euro per la cultura ai 18enni? Bella idea, ma cultura vera sia
25 Novembre 2015 ore 15:46

«Da quest’anno abbiamo stabilito una carta bonus da 500 euro per i professori, la quale sarà estesa ai 550mila italiani che compiranno 18 anni, i quali tutti gli anni riceveranno questa carta. Potranno investire i soldi in teatri, musei, concerti. Un bonus che diventa simbolicamente il benvenuto nella comunità dei maggiorenni, ma soprattutto diventa simbolicamente il modo con cui lo Stato ti carica della responsabilità di essere protagonista e coerede del più grande patrimonio culturale del mondo». È stato un annuncio inatteso quello fatto martedì 24 novembre dal premier Matteo Renzi. Inatteso ma non nuovo nel metodo, visto la stessa “offerta” è stata depositata sui conti correnti degli insegnanti, i quali nell’arco dei 12 mesi dovranno presentare le pezze giustificative per dimostrare che quei soldi sono stati spesi in cultura e formazione e non per altro.

 

 

Per quanto riguarda i 18enni la procedura non è ancora del tutto chiara, perché c’è ancora bisogno dell’ok da Bruxelles e anche perché, a differenza degli insegnanti che sono dipendenti dello Stato e il cui conto corrente è quindi noto a Roma, i neo diciottenni può essere che il conto neppure ce l’abbiano. Si tratterà quindi, con buona probabilità, di una vera e propria “card”, personale ed elettronica, con un valore nominale di 500 euro che sarà fruibile come strumento di pagamento su almeno uno dei circuiti telematici di pagamento a maggiore diffusione sul territorio nazionale.

Fatta la tara a queste faccende tecniche, il provvedimento è certamente interessante. Ma come spenderanno i 500 euro i neo diciottenni? I consumi culturali oggi sono una materia molto fluida. Per gli insegnanti c’era ad esempio anche la possibilità di dotarsi di strumentazione tecnologica (un tablet ad esempio). Se l’opzione restasse valida anche per i ragazzi, c’è da supporre che libri, cinema o altri “prodotti” e attività culturali ne usciranno con le ossa a pezzi. Sarà quindi il criterio con cui si sceglierà come e dove si potranno spendere quei soldi a rappresentare la vera sfida.

 

bonus-maggiorenni

 

Ma dietro la scelta di Renzi c’è anche un altro dato di fatto importante. Negli ultimi anni il settore del turismo e della cultura ha assorbito occupazione giovanile con tassi molto superiori a tutti gli altri settori: il tasso di under 30 impiegati in questi ambito è del 10 percento superiore a tutti gli altri, settore informatico compreso. Questo significa che è un mercato in espansione e, soprattutto, che è un mercato che ha bisogno di volti e menti giovani. E ha bisogno di persone che sappiano le lingue: in Italia sono solo 275mila le persone che frequentano corsi di lingua al di fuori della scuola. Più dei corsi, però, nel caso delle nuove generazioni funziona la familiarità con internet (che obbliga a una conoscenza dell’inglese media) e con la musica, come si è potuto vedere nelle recenti selezioni di X Factor, dove tanti ragazzi dialogavano in inglese, con facilità e semplicità, sia con Mika che con Skin, quasi dimenticandosi di essere su una tv italiana.

Ben vengano quindi i 500 euro di Renzi come atto di fiducia e anche come stimolo a generazioni sin troppo penalizzate. Certo però i criteri di spesa scelti non saranno secondari se si vuole far sì che questo regalo sia anche un regalo efficace.

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