arte 2.0

Abbiamo provato la nuova applicazione dell’Accademia Carrara, ed è davvero tanta roba

La si può utilizzare per un tour dal vivo o da casa e ci offre la possibilità di selezionare i nostri gusti con descrizioni semplici e accattivanti. Bella anche l'opzione delle "playlist artistiche" in stile Spotify

Abbiamo provato la nuova applicazione dell’Accademia Carrara, ed è davvero tanta roba
Bergamo, 12 Ottobre 2020 ore 17:00

di Matteo Rizzi

Ma che bella l’app della Carrara. Presentata tramite un tour guidato della pinacoteca alla fine della scorsa settimana, l’applicazione è pensata sia per accompagnare i visitatori durante i tour in presenza, sia per permettere anche da casa di scoprire le opere conservate nel museo. Il vero punto di svolta di questa applicazione, che la differenzia da qualunque altro servizio simile presente in altri musei, è la possibilità di scoprire percorsi tematici costruiti sulla base delle affinità tra spettatori e opere. Per esempio, dopo essersi registrati la schermata iniziale chiede all’utente di scegliere il percorso in base alla proprio gusto: «Ciao – dice la schermata -, cosa ti piace?». Le opzioni sono tantissime: amicizia, relazioni burrascose, bellezza, dettagli, famiglia, ritratti, moda, amore, tristezza, donne, acconciature, idee geniali e molte altre ancora. Per ognuna di queste, gli ideatori dell’app, e in particolare la storica dell’arte Serena Benelli che ha curato i contenuti dell’applicazione, hanno pensato a un percorso attraverso i quadri dell’Accademia, a loro volta collegati e confrontati con opere conservate altrove.

Scegliamo ad esempio il percorso sulla moda. Cliccando sull’icona si apre una seconda schermata, in cui viene presentato brevemente il percorso con un’anteprima delle opere che si andranno a osservare. Dopodiché, se si è in Accademia, l’applicazione guida lo spettatore nel percorso tematico attraverso le sale. I quadri che fanno parte del percorso selezionato possono essere inquadrati con il cellulare, come se fossero dei codici qr: così facendo, l’app fornisce una descrizione del quadro, curata sempre da Serena Benelli. Un linguaggio accattivante, pensato per avvicinare chiunque e non solo gli esperti, al mondo rappresentato dai quadri.

Per esempio, la descrizione del San Sebastiano di Raffaello, conservato in Sala 4, dice: «Il piccolo dipinto rappresenta un giovane a mezzo busto nelle vesti di San Sebastiano (…) Il protagonista inclina leggermente il volto per fuggire il contatto diretto con lo spettatore: ha uno sguardo perso e sognante, come se fosse intento a seguire un pensiero. Intuiamo che si tratta di un San Sebastiano, e non di un semplice ritratto, solamente per la presenza di due elementi: la freccia e l’aureola». Oltre alla descrizione principale si possono aprire, tramite delle icone posizionate in fondo allo schermo, alcuni contenuti correlati: nel caso del San Sebastiano, ad esempio, si può accedere a un commento ulteriore sull’eleganza (se l’opera viene osservata, come in questo caso, all’interno del percorso sulla moda), oltre che a una lirica di Petrarca e a un dipinto correlato (in questo caso il Ragazzo Con la Freccia di Giorgione, conservato a Vienna).

 

Oltre ai percorsi a cui accedere tramite questi passaggi, c’è anche l’opzione delle “playlist” tematiche, costruite sul modello di quelle ormai celeberrime di Spotify. Si tratta di percorsi costruiti sulla base di un mood comune alle opere scelte. Per dire: ci sono la playlist “Born Romantic”, la “Passione Botanica”, la “Splatter”, quella “Girl Power” e così via.

Per visitare il museo anche da casa è sufficiente collegarsi al sito della Carrara e inquadrare le opere, anziché dal vivo, dallo schermo del computer. Tra le altre funzioni dell’app c’è anche quella che permette di salvare le proprie opere e i propri percorsi preferiti, e tante altre funzioni che rendono l’applicazione davvero interessante, curata e stimolante, capace di permettere ogni volta di approcciarsi ai dipinti sotto punti di vista sempre nuovi.

L’applicazione, disponibile su Google Play e Play Store, è stata realizzata da 2caffè con il contributo di Fondazione Caprio, Fondazione Ubi Bpb Onlus e Regione Lombardia, con il coordinamento della Fondazione Accademia Carrara.

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