Graduation Day

Le foto della bellissima festa dell’Università per i mille laureati “digitali” dei mesi scorsi

L'emozionante discorso del rettore Remo Morzenti Pellegrini, la commozione del ministro Gaetano Manfredi, le canzoni dei Pinguini Tattici Nucleari

Le foto della bellissima festa dell’Università per i mille laureati “digitali” dei mesi scorsi
Bergamo, 30 Settembre 2020 ore 15:25

di Heidi Busetti (foto di Devid Rotasperti)

Questa mattina (30 settembre), nella “cittadella accademica” del Lazzaretto di Bergamo gremito di giovani, rigorosamente seduti a un metro e mezzo di distanza l’uno dall’altro, si è svolta, alla presenza delle autorità, la consegna dei diplomi di laurea agli oltre mille studenti laureati a distanza nelle sessioni primaverile ed estiva del 2020.

«Oggi ci troviamo qui alla presenza del ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi, che ha dato un bellissimo messaggio agli studenti di tutta Italia – ha affermato il rettore dell’Università degli studi di Bergamo, Remo Morzenti Pellegrini -. Un messaggio che parte da Bergamo, città baluardo del mondo accademico durante quei mesi terribili, così definita proprio dal Ministro, acquisisce un valore ancor più simbolico perché ci troviamo al Lazzaretto. Questo posto ha molto da rivelare in termini di sofferenza e volontà di ricostruzione: fu infatti proprio qui che nel 1630 le autorità dell’epoca ospitarono le persone che avevano contratto la peste, che nel nostro territorio causò più di 55mila morti. Dovremmo provare a lasciarci ispirare da ciò che è avvenuto in risposta a tale evento: la ripresa, la voglia di guardare avanti, la rinascita appunto. Che la vostra laurea concretizzi di fatto una ripartenza, una vera e propria rinascita: un punto luminoso in grado di riaccendere le speranze e di rimettere in circolo il vostro talento e le vostre capacità».

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L’intervento del rettore si è concluso con una dedica tratta dai versi di Forever Young, canzone che Bob Dylan dedicò al figlio: «Che tu possa sempre fare qualcosa per gli altri / e lasciare che gli altri facciano qualcosa per te. / Che tu possa costruire una scala verso le stelle / e salirne ogni gradino. / Che le tue mani possano essere sempre occupate / e i tuoi piedi possano essere sempre veloci. / Che tu possa avere delle basi solide / quando soffiano i venti del cambiamento».

L’augurio rivolto dal rettore dell’Università degli Studi di Bergamo ai neo-laureati è stato quello di continuare a sognare e costruire il proprio percorso di vita verso grandi ideali, rimanendo allo stesso tempo saldi, con i piedi per terra e con le mani occupate: «Portate i vostri sogni in giro per il mondo, care dottoresse e cari dottori, e, insieme, portate dentro di voi anche un pezzo di UniBg con il ricordo di tutte le persone che avete incontrato qui». In un’atmosfera composta ma commossa, i ragazzi hanno poi ascoltato l’intervento del ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi che ha dato il via alle lezioni del nuovo anno accademico proprio da qui, «dalla città simbolo della lotta al Covid e baluardo del mondo dell’istruzione», per citare le parole del Ministro.

«L’impegno civile di questa città che ha risposto al dramma con lo studio, il sacrificio e il senso di responsabilità ha reso Bergamo un grande esempio, un messaggio per tutta l’Italia. Ricordo la telefonata dell’amico Remo alle due di notte che mi parlava di una situazione sanitaria che stava precipitando rapidamente. Mi diceva che la situazione era così grave che forse si sarebbe dovuta chiudere l’Università. Risposi, permettimi Remo di ricordarlo, “tu non puoi chiudere l’Università perché l’Università non fu chiusa nemmeno durante la guerra. Deve essere il luogo da cui noi dobbiamo ripartire”. E così è accaduto e ringrazio tutta la comunità accademica per aver avuto questa forza in un momento così difficile. È stato un esempio importante per tutto il Paese, perché nel momento in cui l’Università della città più colpita restava aperta e continuava le sue attività sebbene a distanza, veniva inviato un chiaro messaggio a tutto il sistema universitario italiano. Grande spirito di sacrificio, grande abnegazione e grande organizzazione sono stati la testimonianza del senso di responsabilità di Bergamo e del suo impegno civile».

Al termine del discorso, è stato lo stesso ministro a conferire le lauree. La mattinata si è conclusa con un’esibizione speciale dei Pinguini Tattici Nucleari, classificati terzi all’ultima edizione del Festival di Sanremo con la canzone Ringo Starr e fortemente voluti dall’ateneo orobico per questo giorno per via della loro «identità ibrida meravigliosa, a metà strada tra l’attaccamento al proprio luogo di origine e l’apertura al mondo, come l’Università degli studi di Bergamo», ha dichiarato il rettore Remo Morzenti Pellegrini presentando la band. Che si è esibita, tra gli altri, nel pezzo sanremese e nelle canzoni che più l’hanno resa nota al grande pubblico.

Presentata da Max Pavan, alla cerimonia hanno preso parte, tra gli altri, il prefetto Enrico Ricci, il sindaco Giorgio Gori, il questore Maurizio Auriemma, l’assessore regionale ai Trasporti Claudia Terzi in rappresentanza di Regione Lombardia, il presidente della Provincia Gianfranco Gafforelli, il procuratore capo della Procura di Bergamo Antonio Chiappani, il generale Bonifacio Bertetti, comandante dell’Accademia della Guardia di Finanza, il comandante Vigili del Fuoco Calogero Turturici e il colonnello Alessandro Nervi, comandante provinciale dei Carabinieri.

Una ripartenza alla grande. Oggi non solo si è inaugurato il nuovo anno accademico e sono stati consegnati i diplomi, ma si è anche tornati alle lauree in presenza: nel pomeriggio stesso, infatti, avverranno le proclamazioni dei corsi di Psicologia, alle 15 presso l’auditorium del Seminario, e di Ingegneria e Informatica, alle 17.30 presso la sede universitaria di Dalmine.

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