Gruppo di speleologi

Le stupende immagini delle profondità delle nostre montagne scattate da Underland

Le stupende immagini delle profondità delle nostre montagne scattate da Underland
Val Brembana e Imagna, 07 Marzo 2020 ore 07:30

di Angelo Corna

Siamo abituati a vedere la bellezza esteriore delle nostre montagne, meraviglie che si trovano nelle valli tra fiumi e panorami. Ma queste racchiudono, nelle loro cavità, mondi segreti a noi sconosciuti, riservati a poche persone che, con la dovuta esperienza e attrezzatura, raggiungono il cuore delle vette spingendosi fino alle loro profondità. Alla scoperta di luoghi inesplorati e, in certi casi, ecosistemi ancora perfettamente intatti.

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Tra i gruppi speleologici della nostra provincia, con ricerche attive sopratutto in Presolana e in Val Giongo (bassa Val Brembana), troviamo l’associazione Underland. Lo scopo principale dell’associazione è la ricerca speleologica, lo studio dei percorsi d’acqua sotterranei, la loro documentazione e la tutela dell’ambiente sotterraneo. Il gruppo conta una quindicina di iscritti, è composto da ragazzi molto giovani e da altri grandi conoscitori del territorio. La gran parte dei soci ha partecipato alle ricerche nel complesso carsico del Sebino Occidentale, contribuendo in maniera attiva allo sviluppo degli abissi Bueno Fonteno e Nueva Vida fin dal loro nascere.

«Ho iniziato la mia avventura da ragazzo, nel 1982, con le prime esperienze nel carso triestino, poi in Liguria, Piemonte e Toscana, per arrivare in Lombardia nel 1992 con ricerche soprattutto nella Bergamasca, in Val Seriana, Brembana e Imagna – commenta Max Pozzo, presidente del gruppo Underland -. Sono stato in diverse associazioni, come lo Speleo Club Orobico, e nel 2006 ho creato Progetto Sebino, che ha portato alla scoperta del famoso abisso di Bueno Fonteno. Ho partecipato in prima persona, come presidente del progetto, allestendo le squadre, mappando le gallerie ed effettuando tutti i rilevi, scoprendo questo abisso che oggi conta 32 km di gallerie. Purtroppo alcuni anni fa abbiamo avuto delle divergenze al nostro interno. Il gruppo si è diviso e non essendo rimasti in buoni rapporti le ricerche che coinvolgevano me e altri amici al momento sono state volutamente omesse dal sito ufficiale… Da qui la decisione di perseguire l’idea di ricerca originaria (ovvero le acque sotterranee della Sorgente Acqua Sparsa di Grone) e nel 2017, di dare vita al progetto di Underland».

L’articolo completo, con le interviste ai ragazzi del gruppo, lo potete leggere sul PrimaBergamo in edicola fino a giovedì 12 marzo. In versione digitale QUI.

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