Un altro passo verso l'Europa

L’emozione di papà Caldara che poi è quella di tutti noi

L’emozione di papà Caldara  che poi è quella di tutti noi
24 Aprile 2017 ore 13:10

Atalanta-Bologna, in cinque immagini. Come sempre, in questo pezzo, troverete un sacco di belle fotografie fatte allo stadio, ma per raccontare il pirotecnico 3-2 maturato al Comunale questa volta vogliamo anche sfruttare fotogrammi che rappresentano al meglio quanto è stata speciale la serata che ha lanciato la Dea sempre più in alto verso l’Europa. L’Atalanta doveva vincere e ha vinto, come sia successo in questo momento importa poco perché la classifica è talmente bella che quasi toglie il fiato. In attesa della Juventus.

 

 

Gasperini e lo stadio tutto per lui. Il Comunale pieno e festante, nelle ultime settimane, è diventata una piacevolissima abitudine. Prima del fischio d’inizio è andata in scena l’annunciata contestazione contro L’Eco di Bergamo, ma il momento più emozionante e partecipato è stato il grandissimo applauso per Gian Piero Gasperini. Il tecnico atalantino, fermo in piedi davanti alla sua panchina con i fotografi a pochi passi, ha ascoltato il coro che ormai accomuna una provincia intera: «Gasperini portaci in Europa, portaci, portaci, portaci in Europa, Gasperini portaci in Europa». La tifoseria atalantina è alle porte del Paradiso e chiede al condottiero di una stagione da record di concludere l’opera, di prendere per mano la squadra e di condurla dove da oltre 27 anni l’Atalanta non mette più piede. In Europa League. L’abbraccio di tutto lo stadio, prima di iniziare la partita, è arrivato da ogni settore.

Il lampo del Papu e il fuorigioco di Conti. L’avvio di gara è stato bruciante e il gol dell’1-0 è uno spot di quanto sia bella e incredibile la stagione della Dea. Il Papu Gomez, dal nulla, si è inventato una giocata in verticale che solo i campioni sanno fare. Ricordate? Lo stesso taglio di destro lo faceva a ripetizione un certo Andrea Pirlo nella Juventus servendo Lichtsteiner che partendo da destra bucava difese e portieri. Questa volta, per la sesta volta, è toccato ad Andrea Conti timbrare il cartellino schiodando lo 0-0. Nonostante la festa di tutto lo stadio, è giusto sottolineare come la rete sia stata viziata da fuorigioco. I monitor di servizio, a disposizione della stampa ma non dei tifosi, hanno subito confermato che la posizione di Conti non era completamente regolare, un po’ come quella di Dzeko settimana scorsa a Roma. Forse per la prima volta in stagione, l’Atalanta si è vista convalidare un gol che poteva anche essere annullato. Segno del destino? Colpo di fortuna? Forse tutto, forse niente. Sicuramente il replay del gol è tanto bello (la giocata di Gomez) quanto fortunato e rimarrà negli occhi di chi allo stadio ha subito pensato che la gara fosse in discesa.

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Cristante spizza, Caldara insacca, lo stadio esplode. Dopo il 2-0 di Freuler e il flipper che ha regalato a Destro il 2-1, lo stadio è calato in uno stato di preoccupazione che la squadra in campo ha pian piano accentuato. Vedere l’Atalanta così contratta non è normale, evidentemente il peso del traguardo che si avvicina inizia a farsi sentire e anche ad inizio ripresa i nerazzurri non sono riusciti a sviluppare la propria manovra in verticale come nei momenti migliori. Preso il 2-2 da Di Francesco e con l’incubo di non farcela, tutto lo stadio è rimasto allibito quando Gasperini ha tolto Petagna per mettere Grassi. Con Paloschi, Pesic e Mounier in panchina il mister che ti inventa? Dentro un centrocampista e Gomez centravanti. Dopo una manciata di minuti Freuler (un centrocampista) conquista l’angolo su cui Cristante (un centrocampista) spizza e Caldara (un difensore) insacca il 3-2, mandando letteralmente in visibilio i 17.500 spettatori.

In tribuna stampa senza parole e con i crampi. Che in curva si canti e si soffra è risaputo, che le tribune vivano con trepidante attesa le partite è altrettanto chiaro e domenica dopo domenica le coronarie di tutto lo stadio vengono messe a durissima prova dalle emozioni di un campionato che ricorderemo a lungo. Ma se pensate che anche in tribuna stampa il trasporto e la passione con cui si segue (prima) e si scrive (poi) l’Atalanta lascino il segno, allora potrete capire davvero che la stagione, per tutti, è una storia da raccontare ai nipoti. Ci sono due immagini, significative, che restano dentro a chi ha vissuto la gara nella zona stampa verso la Curva Pisani. Il buon Giacomo Mayer (Bergamo&Sport), al fischio finale, era letteralmente senza parole. Al suo fianco chi vi scrive (Fabio Gennari) ha dovuto fare i conti pure con i crampi e complessivamente (Sabrina, Luca, Luciano e tutti gli altri) non erano mica freschi come rose. I tifosi intorno applaudivano festanti e noi, operatori della comunicazione con l’onere di mettere nero su bianco tutte le emozioni che si vivono, eravamo stanchi come se avessimo giocato.

 

 

Caldara senior e Kessiè che zoppica. Alle 9 della sera, dopo la conferenza di Gasperini e con i pezzi ormai consegnati al giornale, la passeggiata verso il parcheggio del Lazzaretto ha regalato altre due istantanee da urlo. Prima di tutto, Stefano Caldara. Il papà del numero 13 atalantino non viene mai allo stadio e di solito non vede neppure le partite in diretta alla tv. Soffre troppo, ci aveva raccontato. Questa volta ha deciso di esserci ma dopo la partita era uno straccio. «È la prima volta che vedo un gol di Mattia dal vivo» ha raccontato con la pochissima voce rimasta. Davanti alla prestazione del figlio, tutti abbiamo battuto le mani e lui ha sorriso. Si è emozionato. Era davvero felice. Poco prima di tornare verso casa, ecco Franck Kessiè. Il numero 19 ivoriano ha posato per qualche selfie e ha salutato tutti con un bel sorriso, le facce dei tifosi vicino a lui erano un misto tra il preoccupato e lo stravolto. «Come stai, Franck?» gli hanno chiesto in tanti. Lui ha confermato di aver preso una brutta botta zoppicando verso un gruppo di amici e lasciando la sensazione che non sia tutto ok, ma che venerdì, contro la Juve, voglia far di tutti per esserci.

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