Un primo bilancio

L'Expo piace, tantissimo (a un mese dal via lo si può dire)

L'Expo piace, tantissimo (a un mese dal via lo si può dire)
Pensare positivo 30 Maggio 2015 ore 17:07

È la prima cifra che trapela dal misterioso mondo di Expo: sarebbero quasi 2 milioni i vistatori italiani che hanno affollato l’esposizione nelle prime quattro settimane. Lo ha rivelato Federalbeghi, preannunciando un pienone per il lungo weekend di fine maggio in corso. Due milioni per sei mesi fanno 12 milioni, quindi ben al di sotto dell'agognata (e annunciata) soglia dei 20 milioni. Resta da capire quale sia stata la quota di stranieri, per poter avere un calcolo più attendibile.

 

Italy Expo

 

Ma ci sono altri bilanci che su Expo si possono fare. E sono quasi tutti in segno positivo. Il primo è che Expo piace, piace tantissimo. E chi ci va pensa solo a come e quando tornarci. Piace ai bambini delle scuole che hanno costituito il nucleo duro di questo primo mese; piace ai giovani che l’hanno scelto come luogo privilegiato per la movida; piace al pubblico maturo che, dando l’idea di fare una cosa seria, in realtà ha l’occasione di divertirsi ritrovando lo spirito fanciullesco. Piace al punto che si è disposti a fare code infinite pur di mettere piede almeno in uno dei padiglioni fatidici (e il Giappone è quello più in ascesa). Piace anche quell’oggetto indefinito che è l’Albero della Vita, che di giorno se ne sta un po’ "tristanzuolo" nel suo bagnasciuga e di notte invece, improvvisamente, fiorisce. Ma le notti di Expo andando verso il solstizio d’estate sono sempre più brevi…

 

 

Expo piace molto anche a chi non lo ha ancora visitato e forse neanche lo visiterà, perché ha fatto da volano ad una magica trasformazione della città che l’accoglie. In poche settimane Milano ha sciolto magicamente tanti nodi che rendevano complicata oppure un po’ triste la sua vita. Inaugurata la Darsena, che piace da impazzire a tutti, tanto da raggiungere livelli di sovraffollamento quasi insostenibili; inaugurata al completo la Linea 5 della metropolitana, quella moderna, senza pilota, che corre silenziosa da Bicocca sino a San Siro: s’aspettavano 60mila passeggeri al giorno, la media ha già toccato i 90mila. Ma sono più contenti anche i pendolari, che da una parte della città si son visti la Tangenziale Nord rimessa a nuovo e liberata dalle maledette strettoie, e dall’altra si sono ritrovati lo sfiatatoio provvidenziale della Tangenziale esterna, che finalmente rende vivibile l’asfalto infuocato della Tangenziale Est. Expo ha contagiato tutti di uno strano entusiasmo collettivo, al punto che si son viste scene inedite per una città fredda come Milano: brigate di cittadini che a tempo libero lavano i muri dalle scritte per rendere più bella la loro città.

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Infine, Expo non sarà l’evento che cambia i destini dell’alimentazione del mondo, come i duri e puri difensori del tema esigevano, ma certamente rivela che gli stili di vita di chi lo visita stanno cambiando. Nessuno o quasi nessuno, infatti, arriva in auto. I grandi parcheggi sono tutti con larghe chiazze vuote, mentre metro e treno suburbano viaggiano sempre ai limiti dell’overbooking. Segnale non da poco in un paese autodipendente come l’Italia.