Via libera a ulteriori 92 istituti in tutta Italia

Liceo in 4 anni, sperimentazione in altre 6 scuole di Bergamo (però…)

Liceo in 4 anni, sperimentazione in altre 6 scuole di Bergamo (però…)
03 Febbraio 2018 ore 12:02

«Sperimentazione», la chiamano. Ma forse sarebbe meglio parlare di rinnovamento di un’esperienza che, in realtà, l’Italia ha già vissuto anni addietro, visto che nemmeno vent’anni fa esistevano diversi Istituti magistrali il cui percorso poteva essere compiuto in “soli” quattro anni. La differenza era che, allora, gli studenti di quelle scuole non avevano accesso all’Università se non con un ulteriore anno integrativo. Ora, invece, le cose sono cambiate e la decisione del Miur di provare a ridurre di un anno il percorso in alcuni licei va verso una direzione già intrapresa da altri sistemi scolastici europei.

 

 

Il 28 dicembre scorso, in seguito al bando emanato dal Ministero il 18 ottobre 2017, cento scuole in tutta Italia erano state scelte per l’avvio, dall’anno scolastico 2018/2019, di questa sperimentazione. Tra queste, anche due bergamasche: il Natta (per una classe del liceo Scientifico con scienze applicate) e l’Oberdan di Treviglio (per una classe del liceo delle Scienze umane). Il 2 febbraio, però, il Miur ha emanato un decreto di ampliamento, «in considerazione della forte rispondenza dei progetti presentati ai criteri e ai requisiti previsti dall’avviso di ottobre, dell’alta qualità della progettazione e anche per consentire una ancor maggiore diffusione territoriale e varietà di indirizzi coinvolti». E così ecco che la sperimentazione è stata ampliata ad altre 92 scuole e, tra di esse, sono ben sei le bergamasche: l’Imiberg – Istituto Maria Immacolata (per una classe del liceo Sportivo), il Locatelli (per una classe dello Scientifico), l’Opera Sant’Alessandro (per una classe dello Scientifico), il Majorana di Seriate (per una classe del liceo Scientifico con scienze applicate), La Traccia di Calcinate (Linguistico) e il Fantoni di Clusone (Costruzioni ambiente e territorio).

Nel comunicato con cui ha annunciato la propria decisione, il Ministero ha spiegato che un campione più ampio di scuole consentirà una valutazione scientifica più significativa e attendibile della sperimentazione. «La richiesta di allargare la platea delle scuole partecipanti – aggiunge il Miur – è pervenuta al Ministero, in via formale, anche da parte di alcune Regioni». Con questo ampliamento, delle 197 scuole che hanno partecipato al bando di ottobre 2017, ben 192 ce l’hanno fatta. Un risultato importante, anche se ora i tempi per riuscire a trasformare il progetto in realtà sono veramente strettissimi, visto che i termini per l’iscrizione dei nuovi studenti alle superiori scadrà alle ore 20 del 6 febbraio. In soli quattro giorni, dunque, le nuove scuole ammesse alla sperimentazione dovranno riuscire a dare vita a una classe per avviare il progetto. Una sfida molto difficile che lascia più di qualche perplessità sulle tempistiche con cui il Ministero ha deciso di muoversi. In ogni caso, la soddisfazione delle scuole orobiche scelte è, comprensibilmente, molta, visto che la nostra provincia è quella che ha visto premiate il maggior numero di scuole da questo ampliamento concesso dal Miur, una soltanto in meno di Roma e Brescia (a quota sette) e ben tre in più di Milano (tre).

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In Italia, già dodici istituti stanno sperimentando il diploma in quattro anni sulla base di singole richieste presentate negli anni scorsi al Ministero. Con il bando di ottobre si è deciso di superare questa logica, aprendo a una sperimentazione con criteri comuni di selezione, che hanno messo al centro la qualità dei percorsi e l’innovazione didattica, e con obiettivi nazionali di valutazione che, alla fine del percorso sperimentale, consentiranno di fare scelte basate su dati e informazioni approfonditi. Nessuno “sconto” sugli obiettivi formativi: le scuole partecipanti assicureranno, come previsto dall’avviso pubblico di ottobre, il raggiungimento delle competenze e degli obiettivi specifici di apprendimento previsti per il quinto anno di corso. Un esempio? Il progetto dell’Imiberg, che nel comunicato stampa diffuso nel tardo pomeriggio del 2 febbraio per rendere nota l’ammissione alla sperimentazione, spiega: «Prevediamo lo svolgimento del programma quinquennale in quattro anni, garantendo agli studenti della sperimentazione la stessa preparazione dei colleghi. Per fare questo, per gli alunni “quadriennali” l’anno scolastico sarà più lungo (1 settembre- 30 giugno) e la settimana più intensa (lunedì-venerdì; 8.30-12.30, 13.30-16.30), con sabato libero per permettere ai ragazzi di partecipare alle manifestazioni sportive (essendo stata ammessa una classe del liceo Sportivo, ndr). Novità molto importante è l’eliminazione dei compiti a casa, infatti l’orario settimanale è costruito per occupare tutta la giornata di studio, eliminando la necessità della ripresa individuale a casa. Durante l’orario curricolare saranno previsti dei momenti per l’approfondimento individuale dei contenuti». Ovviamente, ogni Istituto ammesso alla sperimentazione prevederà percorsi diversi e specifici, ma in questo momento, per tutte le scuole, la vera sfida sarà riuscire a trasformare un progetto astratto in qualcosa di concreto, trovando abbastanza alunni per dare vita alla classe che svilupperà il percorso quadriennale.

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