Pensare positivo
I nati tra il 1981 e il 1996

Ma quale generazione perduta! Cinque storie di Millennials creatori di opportunità

Racconti di cinque bergamaschi che, dopo gli studi, sono diventati imprenditori, padri e madri e si sono pure comprati casa

Ma quale generazione perduta! Cinque storie di Millennials creatori di opportunità
Pensare positivo 05 Giugno 2021 ore 10:35

di Arianna Zucaro

Fanno parte della generazione più istruita della storia dell’umanità. Ma una duplice crisi economica, quella finanziaria del 2008 e quella pandemica cominciata nel 2020, ha segnato inevitabilmente il loro sviluppo individuale.

Sono i nati tra il 1981 e il 1996, oggi rappresentano più di un quarto della popolazione globale ed entro il 2025 costituiranno i tre quarti della forza lavoro: sono i “Millennials”, rappresentati negli studi come una generazione in un certo senso “compressa”, in particolare da quella precedente. Ma dai racconti di alcuni di loro, che vivono a Bergamo e dintorni, emerge un quadro diversificato di esperienze che li dipinge come instancabili “creatori” di opportunità.

Diventare imprenditori sarebbe il sogno di sette Millennials su dieci. Come nel caso di due fratelli di Casazza, Gianluca e Michele, e dell’amico Michael, tutti e tre soci in affari, i quali di recente hanno avviato un e-commerce dedicato alla vendita di soli prodotti freschi. «Ho sempre lavorato nell’azienda di famiglia, che si occupa del commercio all’ingrosso di frutta e verdura - racconta Gianluca - ma poi ho sentito l’esigenza di trovare qualcosa da fare, volevo fare qualcosa di mio». Il sito, attivo dall’inizio di quest'anno, «è nato nel giro di sei mesi», spiega Gianluca, che prima ancora di essere un imprenditore è un graphic designer.

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Viene spesso sottolineato come i Millennials siano la prima generazione a essere cresciuta nell’era digitale: è infatti “l’impronta” evidente di Martina, nata verso la fine del Secolo, nel 1996. Laureata in Scienze della comunicazione, crea contenuti di bellezza, moda e cucina per i suoi oltre 13 mila follower: «Ho Instagram da quando è nato e dopo la laurea ho lavorato in un’agenzia di comunicazione. La mia pagina non deve essere per forza una fonte di guadagno, per me è un canale parallelo per creare per me stessa nuove opportunità, non qualcosa da usare per arrivare o diventare per forza qualcuno».

Un numero sorprendentemente elevato di Millennials ha ritardato i tradizionali passaggi appartenenti all'età adulta. Non è il caso di Luca, trentenne, già papà da tre anni. Quando gli chiedi com’è essere un giovane padre in un mondo in cui l’età media per diventarlo è un po’ più elevata, risponde che a volte «è strano, soprattutto perché nella mia annata [1991, ndr] sono stato uno dei primi, se non il primo, ad aver fatto tutto, a sposarmi e avere un figlio. Non sempre sono capito nelle mie esigenze, diverse da quelle dei miei amici».

I Millennials, sottolineando gli studi, non sono ancorati al concetto di proprietà, ma sono alla ricerca costante di emozioni. Ormai, però, i “giovani adulti” nati tra il ‘96 e l’81 stanno entrando nel loro picco di spesa e per alcuni questo si traduce anche nell’acquisto di un immobile. Mattia, nato nel 1987, ha infatti di recente comprato una casa insieme alla sua compagna: «Avevo già un appartamento, ma piuttosto che metterlo a posto abbiamo messo insieme le forze e con un potere di acquisto raddoppiato ne abbiamo cercato un po’ più bello e adatto alle nostre esigenze».

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