Metodo Bonori e Sclerosi Multipla Sempre di più i pazienti in cura

Metodo Bonori e Sclerosi Multipla Sempre di più i pazienti in cura
17 Dicembre 2018 ore 09:01

La diffusione del Metodo Bonori continua a crescere. E di conseguenza aumentano i pazienti affetti da sclerosi multipla che ottengono risultati positivi. Oltre un centinaio di persone oggi hanno scelto il trattamento ideato dal dottor Matteo Bonori e utilizzato negli studi Fisiotek e nei centri affiliati. «I risultati si misurano anche in base alle condizioni di partenza – ha spiegato – perciò è meglio iniziare ad utilizzare il Metodo il prima possibile, senza titubare, prima che il corpo sia ormai compromesso». Ma andiamo a vedere in che cosa consiste.

Come funziona il Metodo Bonori. Il Metodo Bonori utilizza le onde d’urto radiali sui muscoli di tutto il corpo, andando anche a stimolare determinati punti e meridiani di agopuntura. Il metodo di lavoro integra in sé anche il trattamento delle catene muscolo fasciali per far sì che il corpo sia il più possibile flessibile, migliorando così la circolazione dei fluidi. Le stesse fasce che rivestono i muscoli rivestono anche i vasi venosi, arteriosi, linfatici, i nervi, il sistema nervoso centrale, gli organi e anche le ossa: tutto è collegato e unito da questa struttura. Quindi riducendo la tensione dei muscoli si ha una ripercussione su tutte le funzioni fisiologiche che il corpo espleta in modo autonomo. Se diminuiscono tutte le tensioni abnormi sicuramente il sangue, anche in quelle persone con alterati circoli venosi, defluisce meglio dalla periferia (dal cranio e midollo spinale) al cuore.

 

 

L’effetto delle onde d’urto. In contemporanea, grazie all’effetto delle onde d’urto su una regolazione del sistema neurovegetativo, e in particolare a una riduzione dell’attività del sistema ortosimpatico, arriva ai tessuti più sangue arterioso, sarebbe a dire più nutrienti e ossigeno per i tessuti, con conseguente miglioramento del trofismo di quei tessuti nobili che in sofferenza di ossigeno e sostanze nutritive degenerano. Il nostro sistema immunitario, che ha come scopo di mantenerci in vita prima che questi tessuti possano degenerare in qualcosa di più pericoloso, come un tumore, crea un’infiammazione per bloccare questa degenerazione di tessuto nervoso. Quindi il sistema immunitario fa probabilmente una scelta e non attacca se stesso ma ci difende da un male peggiore!

I malati di sclerosi multipla. Pensiamo ora ai malati di sclerosi multipla. Non ne esiste uno con gli stessi sintomi, uguale all’altro. Una cosa che differisce ogni individuo dall’altro è anche la circolazione artero-venosa e soprattutto quella dei piccoli vasi. In caso di continuo stress psicofisico, il sistema neurovegetativo va in disequilibrio e la microcircolazione di alcuni tessuti va in spasmo cronico con la conseguente anossia degli stessi e degenerazione. È come il classico uomo iper-stressato che ha un infarto perché le coronarie vanno in spasmo cronico: così non arriva più sangue all’organo e vi è la necrosi del tessuto cardiaco. Ormai si dice che la causa della sclerosi multipla sia multifattoriale: un fattore di rischio maggiore sembra trovarsi nelle persone con un insufficiente circolo venoso cronico cerebellare. Ma chi non ha questa alterazione di circolo all’ora? Probabilmente altri fattori sono preponderanti per alterare la microcircolazione del sistema nervoso centrale come alimentazione, disbiosi intestinale, obesità, eccessivo uso di sale, fumo e stress psicofisico.

Lo stress è un fattore determinante. Ma forse la cosa determinate è lo stress (o emozione o conflitto…), che crea ripercussioni sulla microcircolazione arteriosa di determinati tessuti nervosi. Si sa che certe emozioni colpiscono certi organi, ad esempio la rabbia agisce sul fegato, la paura sui reni, il dolore affettivo sul cuore. Corpo e psiche sono una cosa unica e di sicuro anche la condizione psicologica della persona ha una ripercussione sui tessuti del sistema nervoso e sul decorso della malattia, quindi è essenziale anche un supporto psicologico non solo dato dal fisioterapista ma dallo specialista.

 

 

La direzione futura. Il futuro è in divenire e va verso lo sviluppo di protocolli per altre malattie neurodegenerative. Oltre a Parkinson e sclerosi multipla, il Metodo può per esempio dare risultati anche per chi è affetto da fibromialgia, da sindrome di stanchezza cronica o da psoriasi. Prosegue infine l’attività di formazione: ecco quella «interna», con la partecipazione di fisioterapisti affiliati provenienti persino da Ragusa, Olbia e Lecce, ma anche dalla Slovenia (e a breve il Metodo sbarcherà pure in Spagna). E poi c’è quella programmata per la prossima primavera e destinata a un ampio pubblico di fisioterapisti interessati.

I contatti utili. Gli Studi Fisiotek sono cinque e si trovano a Villanuova sul Clisi (in provincia di Brescia), Brescia, Mazzano (Brescia), Castiglione delle Stiviere (Mantova) e Vestone (Brescia). I centri affiliati si trovano a Paratico (Brescia), Nanto (Vicenza), Taranto e Feletto Umberto (Udine), prossimamente a Ragusa e a Lecce. Per ulteriori informazioni scrivere a info@studiofisiotek.com, consultare il sito studiofisiotek.com o chiamare il dottor Bonori al 3384166791.

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