Il progetto

Monte Farno, Gandino prepara la nuova vita della ex Colonia delle Orsoline

Maggioranza e minoranza unite per progettare il rilancio dell'enorme struttura inutilizzata. Fu acquistata dal Comune nel 2002 con un impegno di due miliardi di vecchie lire. Si prevedono demolizione e nuove strutture di accoglienza e promozione turistica.

Monte Farno, Gandino prepara la nuova vita della ex Colonia delle Orsoline
Pensare positivo Val Seriana, 20 Febbraio 2021 ore 09:48

di Giambattista Gherardi

Nonostante il lockdown e la pandemia (o forse proprio per merito loro), la conca del Farno a monte di Gandino è senza ombra di dubbio la star del momento, con migliaia di persone che ogni giorno scelgono le distese innevate per escursioni e sci di fondo. Un boom che conferma le potenzialità delle nostre “Cinque terre di montagna” e che ha creato non pochi grattacapi (e polemiche) per la gestione di accessi e aree di parcheggio, che in quota non sono certo infinite.

Sul tavolo ci sono progetti a medio e lungo termine per garantire sostenibilità a questo trend ed è per questo estremamente positivo che con l’inizio del nuovo anno sia partito il proficuo lavoro dei consiglieri di maggioranza e di opposizione del Comune di Gandino per valutare una possibile nuova vita della ex Colonia delle Orsoline, “cattedrale nel deserto” del Farno.

Un tema da decenni all’ordine del giorno, con polemiche anche aspre, ma che finalmente pare indirizzato a ipotesi concrete di intervento, che lasciano presupporre anche la possibile demolizione dell’attuale complesso edilizio, di fatto inutilizzabile se non con una costosissima messa a norma di almeno 1,3 milioni di euro, senza comprendere la successiva ed eventuale ristrutturazione funzionale.

Per comprendere quanto mastodontico sia il complesso dell’ex Colonia, si consideri che esso è ben visibile già all’uscita del casello Autostradale di Bergamo (25 chilometri da Gandino) ed è sostanzialmente una copia dell’analogo complesso di Botta di Sedrina. Entrambi furono progettati dall’ingegner Pietro Servalli di Gandino, morto nel 2016. Il fabbricato sul Farno occupa un’area di circa 2320 mq, con aree scoperte per ulteriori 23 mila mq, un tempo utilizzate per le attività all’aperto e negli ultimi decenni divenute aree di parcheggio.

La sala da pranzo della Colonia negli anni ’60

La Colonia fu costruita negli anni ’60 e ampliata negli anni ‘70, quando sul Farno saliva anche la seggiovia, poi dismessa nel 1976, privilegiando la strada carrabile attuale. Cessata negli anni ‘90 l’attività da parte delle suore (che a Gandino hanno la propria Casa Madre), la Colonia ormai in disuso fu acquistata dal Comune nel 2002, quando sindaco era Marco Ongaro della Lega Nord.

Allo scopo furono accesi mutui per oltre 687 mila euro (1,7 miliardi delle vecchie lire) che il Comune finirà di pagare solo nel 2022. Al notevole impegno finanziario si aggiunsero anche 50 milioni di vecchie lire per un mediatore fra Comune e Orsoline, portando l’esborso per le casse comunali (calcolando gli interessi) a circa 2 miliardi delle vecchie lire, cioè un milio di euro.

In questi anni, il tema della Colonia è stato più volte dibattuto, per l’impegno economico che ha comportato per i cittadini gandinesi ma anche per le possibili progettualità sempre arenatesi sull’antieconomicità di qualsiasi intervento. Un’ipotesi, nel 2006, fu messa nero su bianco da Comune di Gandino e Comunità Montana Valle Seriana con il progetto “Orobie, turismo sul Serio”, ipotizzando la realizzazione di un punto di accoglienza e di servizio per la pratica degli sport sul Farno: fondo, mountain bike, escursionismo, parapendio e altro. Nel 2009 l’amministrazione guidata dal sindaco Maccari lanciò anche un bando per raccogliere manifestazioni di interesse.

Le enormi potenzialità del Monte Farno sono note, e direttamente confermate anche dal notevole afflusso registrato nelle recenti settimane (con qualche polemica per strada, parcheggi e regolamentazione accessi). In quota attualmente sono operativi il Rifugio Monte Farno (vicino alla Colonia) e il Rifugio Parafulmine, che domina la piana della Montagnina con la pista da fondo ai piedi del Formico. Qui si disputava lo storico “Raid del Formico”, oggi soppiantato da attività legate alla corsa in montagna, come Trail degli Altipiani (nuova edizione il 13 giugno 2021), Valgandino Vertical ed Orobie Bike.

Il bellissimo contesto della conca del Farno

A gennaio il gruppo consiliare dell’attuale sindaco Elio Castelli (lista civica “Insieme per Gandino, Barzizza, Cirano 2022”) ha coinvolto nello studio dei nuovi scenari progettuali per la Colonia anche il gruppo di minoranza “Idee, Impegno Risultati”, appoggiato da Lega e Fratelli d’Italia e rappresentato in consiglio (dopo le dimissioni di Piero Gelpi, candidato sindaco, e Antonio Savoldelli, capogruppo) da Manuela Vian (già sindaco a Cazzano Sant’Andrea), Oliviero Bosatelli, Mattia Lanfranchi e Monica Salvatoni.

C’è stato un primo incontro l’11 gennaio e probabilmente un altro si svolgerà a breve, per passare a una fase più concreta ed esecutiva. Consiglieri e internauti sono sostanzialmente allineati all’idea che il Comune ha ipotizzato: possibile demolizione dello stabile fatiscente, creazione di un centro servizi utile per ristoro, infopoint turistico, noleggio attrezzature, degustazione prodotti tipici, valorizzazione percorsi montani, breve soggiorno, considerando per esempio anche quanti percorrono nelle vicinanze l’Alta Via delle Grazie, che unisce i santuari mariani di Val Seriana, Lago d’Iseo e Val Cavallina. «Grazie al confronto fattivo e sereno – sottolinea il sindaco Castelli -, contiamo di arrivare a breve in Consiglio a una proposta progettuale condivisa».

Il consigliere Bosatelli (acclamato runner di montagna sulle lunghe distanze, vincitore di due edizioni del Tor des Geants) ha aperto sul proprio profilo una sorta di sondaggio e segnalato l’ipotesi di arretrare di 7 metri rispetto al previsto la nuova struttura, per garantire ulteriori spazi di sviluppo presente e futuro. Un tema che va verificato con i costi (mai banali in quota), la qualità del terreno sottostante e di quello futuro (che comprenderà anche le macerie frutto della demolizione) per le fondazioni.

Siamo comunque ai dettagli e finalmente si respira aria di collaborazione. Il miglior viatico per un concreto rilancio post pandemia e per quello più complessivo dell’intera Val Gandino.

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