Qualificati ai sedicesimi di Europa League

Nella patria del vero football c’è una nuova regina: l’Atalanta

Nella patria del vero football c’è una nuova regina: l’Atalanta
25 Novembre 2017 ore 04:30

LIVERPOOL – Serviva un punto, ne sono arrivati tre grazie a una vittoria leggendaria che manda in paradiso l’Atalanta e tutta la sua gente. A Liverpool finisce in goleada, i nerazzurri distruggono l’Everton con un 5-1 stratosferico e nella patria del football riscrivono la storia. Nessuno, lo scorso 25 agosto, pensava potesse essere così bello. A Goodison Park segnano Cristante (doppietta), Gosens e Cornelius (altra doppietta), la vittoria è meritatissima e poteva pure essere più larga se Gomez non avesse fallito un calcio di rigore in apertura di ripresa. Con 11 punti in cinque giornate, i nerazzurri sono primi in classifica grazie anche alla differenza reti. Per vincere il girone adesso basterà non perdere in casa contro il Lione o pareggiare subendo meno di due gol. Il traguardo raggiunto è qualcosa di pazzesco; in campionato magari la squadra fatica un po’, ma qui siamo di fronte ad un’impresa di proporzioni enormi rispetto ai valori in gioco.

 

 

Poche sorprese, tutta sostanza. Nessuna particolare sorpresa nelle scelte iniziali di Gasperini. Sul campo dell’Everton, contesto affascinante ma vetusto e nemmeno particolarmente confortevole, il mister degli orobici vara una formazione simile a quella che all’andata strappò un sonoro 3-0: il 3-4-1-2 con Cristante a supporto delle punte diventa facilmente un 3-5-2 e le punte sono Petagna e Gomez. Il sacrificato di turno, almeno tra i titolari, è Ilicic, che va in panchina insieme a Cornelius e Kurtic. In difesa, senza Caldara non ancora al meglio, giocano Masiello, Toloi e Palomino mentre sulle corsie tocca nuovamente ad Hateboer e Castagne (seppur se a fasce invertite) come a San Siro contro l’Inter. In mezzo al campo, con de Roon che torna a calcare un campo inglese dopo pochi mesi dal suo approdo all’Atalanta, rientra lo svizzero Freuler, che agisce da filtro nella zona di Rooney. A testimonianza di come in casa Everton il campionato sia ritenuto molto più importante della gara di Europa League, il tecnico Unsworth manda in campo parecchi ragazzini e affida la squadra a Klaassen e Rooney insieme al centravanti Ramirez. Pochi tifosi inglesi sugli spalti, splendido colpo d’occhio nel settore ospiti con i tremila bergamaschi già all’interno dell’impianto con grande anticipo rispetto al fischio d’inizio.

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Cristante, la meraviglia. La gara inizia con uno stadio stranamente semivuoto. Per contenere tutti i tifosi atalantini, gli steward devono anche allargare un po’ i settori per un totale che sfiora quota 3.500 nerazzurri in tutto lo stadio. L’Everton parte meglio, nei primi minuti di gioco la squadra di casa ci prova con Klaassen (2’, destro alto) e Rooney (5’, cross basso salvato da Berisha in tuffo), ma appena la Dea alza i giri del motore la fragile difesa degli inglesi finisce gambe all’aria. Dopo un colpo di testa di Masiello alto sopra la traversa (10’, cross di Gomez), lo 0-0 finisce agli archivi grazie alla premiata ditta Cristante-Castagne: il numero 4 nerazzurro (12’) scarica a destra per il compagno belga, la cavalcata del numero 21 arriva fino sul fondo e il cross arretrato viene inizialmente sbucciato da Petagna con il solito Cristante (sesto gol stagionale) pronto ad insaccare di sinistro facendo esplodere il settore riservato agli ospiti. L’Atalanta è in pieno controllo del match, le notizie in arrivo da Lione (doppio vantaggio dei francesi contro l’Apollon già nel primo tempo) confortano e blindano la qualificazione nonostante nella seconda parte di primo tempo servano due salvataggi, prima di Berisha (30’: destro di Mirallas, poi Ramirez calcia in curva) e poi di Toloi, che respinge sulla linea un destro di Davies (38’). Al 43’ il direttore di gara Kehlet ammonisce soltanto il difensore Williams per un fallaccio da dietro su Masiello e in pieno recupero Mirallas costringe ancora Berisha alla parata per una sfida che sotto la pioggia va al riposo con la Dea avanti 1-0.

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In apertura di secondo tempo, la Dea cerca subito di chiudere la pratica ma spreca una sequenza incredibili di occasioni colossali. Al 48’ Cristante si incunea in area di rigore ma viene steso da Williams al momento di calciare: il direttore di gara assegna il calcio di rigore senza però espellere il difensore dell’Everton (sarebbe stata doppia ammonizione): sul dischetto si presenta Gomez che, come a Firenze, si fa respingere il tiro dagli undici metri. La Dea insiste: al 49’ il Papu costringe ancora il portiere alla parata e dopo un salvataggio sulla linea di Kenny, che respinge il colpo di testa di Cristante, è il turno di Hateboer che si lancia in campo aperto (58’), ma sul suo destro trova l’ennesima risposta dell’ottimo Robles. Al 64’ la Dea trova finalmente il raddoppio: Cristante di testa insacca da due passi e corona una prestazione ai limiti della perfezione. L’Everton non ci sta e dopo parecchi minuti passati a difendersi trova il 2-1 con un’azione di Mirallas, che in campo aperto serve Ramirez: il destro del numero 9 è preciso e Berisha non può arrivarci.

Fuochi d’artificio finali. Nel finale, Petagna cerca la conclusione di sinistro ma Robles para e la differenza reti la sistemano due insospettabili, ovvero Gosens (86’, sinistro all’angolino) e Cornelius (doppietta: all’88’ bella azione personale in area e al 93’ altro gol) per un successo che assume i contorni del trionfo. L’Atalanta Bergamasca Calcio è prima in classifica nel Gruppo E; contro il Lione il prossimo 7 dicembre sarà una festa totale e tutti quelli che hanno il cuore che scoppia per la Dea devono essere a Reggio Emilia. La storia, quella vera, è riscritta.

 

Everton-Atalanta 1-5
Reti: 12’ e 64’ Cristante (A), 71’ Ramirez (E), 86’ Gosens (A), 88’ e 93’ Cornelius (A)

Everton (4-2-3-1): Robles; Kenny (69’ Feeney), Williams, Keane, Martina; Baningime, Davies; Klaassen (62’ Vlasic), Rooney, Mirallas (79’ Calvert-Lewin); Ramirez. All. Unsworth.

Atalanta (3-4-1-2): Berisha; Toloi, Palomino, Masiello (61’ Caldara); Hateboer (70’ Gosens), de Roon, Freuler, Castagne; Cristante (82’ Cornelius); Petagna, Gomez. All. Gasperini.

Arbitro: Kehlet (Danimarca). Assistenti: Rix e Sorensen (Danimarca). Quarto Uomo: Larsen (Danimarca).

Ammoniti: 43’ Williams (E), 67’ Martina (E), 76’ Davies (E), 92’ Calvert Lewin (E)

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