Con tanto di Manifesto

Oggi è la Giornata della gentilezza che è un fare e rifare leggera la vita

Oggi è la Giornata della gentilezza che è un fare e rifare leggera la vita
Pensare positivo 13 Novembre 2018 ore 12:26

«Io non conosco nessun altro segno di superiorità nell’uomo che quello di essere gentile». Non è il pensiero di un qualunque, ma del grande Ludwig Van Beethoven. E se lo dice lui, dall’alto della sua grandezza, c’è da credergli. Oggi 13 novembre Beethoven sarebbe contento: infatti, seguendo il suo consiglio, questo giorno è stato dedicato proprio alla gentilezza.

 

 

L’idea è nata grazie al Japan Small Kindness Movement, fondato a Tokyo nel 1998, dove, due anni prima, si era costituito il primo gruppo di organizzazioni non governative riunito nel World Kindness Movement (Movimento mondiale per la Gentilezza). La ricorrenza ha quindi origini recenti, è una proposta di gruppi umanitari che hanno anche elaborato la prima Dichiarazione della gentilezza, e hanno fondato il Japan Small Kindness Movement. La prima giornata della gentilezza si è tenuta nel 1998. Aderirono subito Canada, Australia, Nigeria ed Emirati Arabi Uniti, fino a diffondersi in tutti i continenti. Venne anche stilato un manifesto in cui si dice, tra le altre cose che «in un mondo che tende alla disumanizzazione, abbiamo più che mai bisogno di gentilezza. Verso noi stessi, gli altri, il pianeta». I promotori sono anche convinti « che l’era dell’aggressività e del “ciascuno per sé” sia tramontata» e che «essere gentili significhi essere parte attiva di un processo di miglioramento dell’esistenza di tutti». (QUI potete trovare il testo completo del Manifesto della gentilezza).

 

 

Un recente studio dell’Università di Zurigo e della Northwestern University di Chicago conferma che la gentilezza ha il potere di renderci più felici, per le conseguenze che un comportamento generoso ha su specifiche aree cerebrali. Un piccolo gesto di gentilezza genera felicità, e si può trovare anche una spiegazione scientifica al fenomeno. Infatti la gentilezza mette in attività tre specifiche aree del cervello: la giunzione temporoparietale, dove vengono elaborati i comportamenti sociali e di generosità, lo striato ventrale, associato alla felicità, e la corteccia orbito frontale, legata ai processi decisionali.

 

 

 

Ovviamente la gentilezza è tale se non cerca troppa enfasi pubblica e resta discreta. Per questo la Giornata che la riguarda non è caratterizzata da gesti pubblici clamorosi, anche se c’è chi organizza flash mob, conferenze, concerti. La gentilezza è questione di piccoli gesti. E forse il modo migliore per celebrarla è leggere e far leggere queste righe di un grande psichiatra come Eugenio Borgna: «La gentilezza ci consente di allentare le continue difficoltà della vita, le nostre e quelle degli altri, di essere aperti agli stati d’animo e alla sensibilità degli altri, di interpretare le richieste di aiuto che giungano non tanto dalle parole quanto dagli sguardi e dai volti degli altri: familiari, o sconosciuti. La gentilezza è un fare e un rifare leggera la vita, ferita continuamente dalla indifferenza e dalla noncuranza, dall’egoismo e dalla idolatria del successo, e salvata dalla gentilezza nella quale confluiscono, in fondo, timidezza e fragilità, tenerezza e generosità, mitezza e compassione, altruismo e sacrificio, carità e speranza».

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