Solidarietà

Oltre 1.500 chili di ravioli (10.400 pasti) donati da Lombardini a enti e istituzioni

Un regalo prezioso per il Patronato San Vincenzo, l’Opera Bonomelli, il convento dei Cappuccini, l’ospedale da campo alla Fiera, FatLab onlus di via Gavazzeni. E altri

Oltre 1.500 chili di ravioli (10.400 pasti) donati da Lombardini a enti e istituzioni
07 Maggio 2020 ore 08:30

La tradizione a servizio della comunità. Ben 1.560 chili di ravioli, cioè circa 10 mila 400 pasti, sono stati dati sinora in beneficenza a enti e istituzioni che sono impegnati nella lotta al coronavirus dallo storico raviolificio Lombardini di Canonica d’Adda, attivo dal 1957. Un regalo prezioso per il Patronato San Vincenzo, l’Opera Bonomelli, il convento dei Cappuccini, l’ospedale da campo alla Fiera, FatLab onlus di via Gavazzeni. Confezioni di ravioli sono state consegnate (prezioso l’aiuto degli alpini di Vaprio d’Adda per il trasporto) anche alla Casa Il Mantello delle Suore Poverelle di Torre Boldone e alla Comunità don Milani di Sorisole. Né sono stati dimenticati i carabinieri del comando provinciale e di alcune caserme della provincia.

«In questo periodo – affermano i titolari del raviolificio , i fratelli Luca e Stefano Lombardini – la nostra azienda, come tutte le aziende Italiane, si è trovata in grosse difficoltà. La produzione è calata del 60%. Essendo chiuse tutte le ristorazioni aziendali e scolastiche, abbiamo dovuto riclassificare la nostra idea di produzione. Abbiamo messo in cassa integrazione alcuni operatori del confezionamento e altri li abbiamo organizzati per tenere sterilizzati tutti gli impianti. Lavoriamo due giorni alla settimana con minime quantità. Essendosi fermato il lavoro e avendo grandi scorte di magazzino, abbiamo pensato che ci sono persone che stanno peggio di noi. Allora abbiamo contattato degli amici e ci siamo organizzati per fare delle donazioni, con l’aiuto del Gruppo alpini di Vaprio».

Il bene porta del bene. «Abbiamo ricevuto diversi messaggi di ringraziamento – continuano i fratelli Lombardini – e teniamo a precisare che siamo sempre a disposizione per enti che hanno bisogno di sostegno alimentare. Vogliamo aiutare chi veramente ha bisogno, perché nostra madre ci ha insegnato che il bene porta del bene. E in questo momento non possiamo fare altro che aiutare chi più ne ha bisogno. Andrà tutto bene, ma aiutandoci tra di noi andrà molto meglio».

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