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Pagare la spesa con un selfie e altre 4 novità tecnologiche

Pagare la spesa con un selfie e altre 4 novità tecnologiche
Pensare positivo 11 Luglio 2015 ore 15:25

Le aziende hi-tech sono sempre alla ricerca del brevetto vincente, quello capace di lanciare un nuovo trend e attirare milioni di consumatori, spesso incapaci di resistere alla tentazione dell'ultima moda tecnologica. Abbiamo raccolto per voi le cinque novità più interessanti e curiose del settore annunciate negli ultimi giorni.

 

1) Si rompe il display dello smartphone? Tranquilli, si riparerà da solo

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I nuovi smartphone hanno schermi sempre più grandi e luminosi, ma anche sempre più delicati e facili al danneggiamento. A volte un piccolo graffio al centro dello schermo è sufficiente per rovinarne l'esperienza d'uso e ci costringe a spendere cifre folli per sostituirlo, tanto che spesso si rinuncia alla riparazione, optando per l'acquisto di un nuovo smartphone.

Questo piccolo dramma tecnologico potrebbe però risolversi a breve, con la commercializzazione di un nuovo materiale auto-riparante, originariamente sviluppato per le ali degli aeroplani ma che amplierà presto il suo uso a diversi ambiti. Grazie ad un mix di sostanze chimiche, alla cui base c'è il carbonio, questo materiale sarà in grado di compiere un processo "cicatrizzante", simile a quello che permette alla pelle di riparare piccoli tagli o graffi. Lo schermo del nostro dispositivo potrà così auto-ripararsi, almeno per quanto riguarda i danni meno gravi. Il team di ricercatori che ha sviluppato questa tecnologia viene dall'Università di Bristol, con a capo il professor Duncan Wass. L'equipe prevede che l'invenzione potrebbe essere utilizzata anche in ulteriori ambiti, a partire dal settore cosmetico, in particolare per quanto riguarda gli smalti per unghie, ma anche per vernici, telai di biciclette, turbine eoliche e parabrezza per auto.

 

2) In Svizzera la posta verrà consegnata da un drone

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Le poste svizzere hanno annunciato, con un comunicato ufficiale, di aver avviato un nuovo progetto che coinvolge anche Swiss WorldCargo e Matternet, un famoso produttore di droni americano. L'intenzione è quella di cominciare una sperimentazione su larga scala dell'utilizzo di droni per la consegna della posta sul territorio, con una particolare attenzione alle aree più difficilmente raggiungibili e lontane dai centri abitati. Il personale delle poste svizzere non ha di che preoccuparsi, infatti pare che l'obiettivo non sia quello di sostituire il personale, bensì di facilitare le consegne nelle zone più scomode.

L'idea non è del tutto nuova, sia perché già in cantiere per la famosa multinazionale Amazon, sia perché già sperimentata dalla stessa Matternet, che ad Haiti ha potuto testare i propri droni consegnando medicine e rifornimenti in aree inaccessibili con altri mezzi. Nel comunicato stampa si legge: «È possibile prevedere impieghi in situazioni d'emergenza, come ad esempio l'approvvigionamento di un insediamento isolato a causa del maltempo. Un altro campo d'impiego realistico è il trasporto urgente di invii estremamente prioritari, come i campioni di laboratorio».

 

3) Una startup di Parma fa paura a Google Car e viene comprata da una società americana

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La startup italiana VisLab, fondata dal professor Alberto Broggi, ha progettato in questi anni un sistema di guida automatica per automobili, un'idea molto simile a quella in cantiere nei laboratori di Google Car. I progressi fatti dall'azienda di Parma sono stati tali da attirare l'attenzione di molti investitori, tanto che la società californiana Ambarella ha deciso di acquistarla per la considerevole cifra di 30 milioni di dollari.

Fermi Wang, Ceo di Ambarella e creatore tra l'altro di un chip video in uso sulle famose GoPro, ha commentato: «Il nostro interesse è integrare le nostre soluzioni con quelle dell'automotive. È per questo che siamo felici di dare il benvenuto al professor Broggi e al suo team di VisLab in Ambarella, per cercare di sviluppare le future generazioni di computer vision». I risultati raggiunti finora sono molto incoraggianti, tanto da superare quelli del colosso della Silicon Valley, non tanto per l'efficienza, quanto per la maggiore economicità. L'auto è provvista di 26 telecamere per fornire una visione dettagliata a 360 gradi, ma sono nascoste per farla sembrare un normale veicolo e non ha l'ingombrante barra sul tetto che caratterizza il prototipo di Google.

 

4) Mastercard sta sperimentando un nuovo metodo di pagamento tramite selfie

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La moda dei selfie sembra proprio non conoscere crisi tra bastoni per l'autoscatto, applicazioni per ottenere un risultato perfetto e decine di social che offrono l'occasione di condividere con più persone possibile il nostro bel viso. Ora l'ultima trovata arriva addirittura da Mastercard, che pare stia studiando un modo di sfruttare questa moda anche come metodo di pagamento rapido. Per ora la sperimentazione coinvolgerà soltanto un piccolo gruppo di 500 clienti, ai quali verranno scansionate le impronte digitali e l'immagine del volto tramite una apposita app e grazie alla collaborazione con Apple, Blackberry, Google, Microsoft, Samsung e alcuni istituti di credito.

Per motivi di sicurezza, visti anche i brutti incidenti con iCloud di Apple, i dati personali degli utenti, soprattutto quelli identificativi del volto, non saranno salvati sulla nuvola virtuale, ma rimarranno soltanto sullo smartphone dei clienti e verranno condivisi con i server di Mastercard. Non si sa ancora nulla su quali saranno i tempi di sperimentazione, ma già c'è chi si preoccupa per il proprio conto in banca: pagare con un semplice selfie potrebbe essere perfino troppo facile e piacevole per qualcuno...

 

5) Nel 2016 su alcune auto ci sarà il "climatizzatore" per smartpthone

Active Phone Cooling

Il mercato dell'automobile, oggi in timida ripresa dopo anni di crisi, propone di anno in anno un numero sempre maggiore di optional per migliorare comfort, sicurezza o semplicemente l'estetica delle vetture. Dal prossimo anno, però, un passeggero un po' particolare verrà coccolato da un nuovo optional delle vetture Chevrolet, ovvero il nostro smartphone: se posato su un'apposita base, oltre a ricaricarsi, verrà tenuto al fresco grazie a un sistema di climatizzazione dedicato.

Si chiamerà "Active Phone Cooling" ed è stato pensato per ridurre il surriscaldamento del device durante la fase di ricarica wireless, che potrebbe causare danni al dispositivo o pregiudicarne il funzionamento. «Ci siamo accorti che alcuni smartphone sospendevano la carica, o si spegnevano del tutto dopo alcuni minuti quando c'erano elevate temperature nell'abitacolo - ha spiegato la Chevrolet -, così abbiamo pensato di dedicare una parte del sistema di condizionamento all'alloggiamento per lo smarpthone».

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