Quando a Bergamo?

Parcheggi disabili, suonerà l’allarme Grazie al dissuasore Tommy 2.0

Parcheggi disabili, suonerà l’allarme Grazie al dissuasore Tommy 2.0
01 Luglio 2016 ore 08:55

Siete in auto, con tutta probabilità in ritardo, diretti verso qualche meta necessaria (il posto di lavoro, la scuola dei figli, le poste). E da mezzora state cercando parcheggio. Non lo trovate, in queste nostre città ce n’è sempre troppo poco. Che fate, allora? Ebbene, davanti a voi c’è quel piccolo grande miraggio di un rettangolo a tinte gialloazzurre sempre vuoto. È dedicato ai disabili, ma voi avete così fretta che quasi quasi…

Immaginatevi adesso che, mentre state occupando quello spazio, scatti una sirena: inconfutabile e perfettamente udibile da tutti i passanti dei dintorni. Grida che voi siete abusivi, che lì proprio non potete lasciarla, la vostra auto, che no, non siete disabili e quindi sì, state usurpando un diritto d’altri. E pure con nonchalance. Adesso provate vergogna. È il sentimento giusto. Fate retromarcia, lasciate libero il parcheggio a righe gialle, restituite il diritto a chi di dovere.

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Immaginate, si è detto, ma neanche troppo. Perché il dissuasore Tommy ora è realtà. L’idea è di Gianluca Nicoletti, 62enne giornalista, scrittore, speaker di Radio 24, editorialista de La Stampa e padre di Tommy, neomaggiorenne ragazzo autistico cui troppo spesso viene defraudato il diritto di trovare il proprio posto auto libero da veicoli non autorizzati a stare lì. E pure con annesse scuse imbarazzanti: «Mi fermo solo 5 minuti, anche io ho un parente disabile, dopo le 20 può parcheggiarci chiunque, non c’era altro posto » e affini.

Si tratta di un dispositivo semplice, economico e di facile installazione: un sensore quadrato, di circa 50 centimetri di lato, che da terra verifica l’occupazione dell’area e attiva per 30 secondi un segnale sonoro in presenza di veicoli non autorizzati. L’allarme si interrompe quando il parcheggio viene liberato dal trasgressore, oppure può essere disattivato, anche preventivamente, tramite un telecomando abilitato. Prodotto totalmente in Italia, e dunque con eventuali pezzi di ricambio facilmente reperibili, costa 200 euro, ha una struttura ecologica e facile da smaltire, per la sua posa basta pochissimo (quattro perni) e la sua batteria dura tre mesi. Durante i test finora condotti dall’ACI, la sensibilizzazione acustica e il conseguente effetto gogna hanno dimostrato più efficacia della semplice sanzione, nello scongiurare l’occupazione impropria degli spazi riservati ai disabili.

 

test su strada di #dissuasoretommy

Pubblicato da Gianluca Nicoletti su Martedì 20 settembre 2016

 

Tommy 2.0 non è il primo progetto di questo genere in seno a Insettopia, il contenitore permanente di startup che – spiega Nicoletti – «propongano un uso spropositato e folle di ogni supporto che la tecnologia potrà metterci a disposizione per rendere migliore la vita degli autistici». Un primo tentativo era già stato avviato nel 2014: allora era stato ideato e creato un pannello ad alimentazione fotovoltaica che, installato al suolo, si abbassava quando il legittimo titolare del posto digitava il pulsante sull’apposito telecomando. Il classico archetto dissuasore che si trova anche in tanti parcheggi privati. Ma il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti aveva posto il veto, bloccando la sperimentazione: si trattava di fatto di modifica applicata a suolo pubblico e, secondo la legge, «per fare manovra anche l’occupazione temporanea dello stallo è ammessa». Dunque, non si poteva collocare una limitazione fisica all’accesso.

 

#dissuasoretommy di nuovo a terra…Ma servirà?

Pubblicato da Gianluca Nicoletti su Martedì 20 settembre 2016

 

Poi, scrive Nicoletti, «abbiamo l’intuizione. Perché sbarrare l’entrata? Alla fine non dobbiamo definire nessun territorio, il suolo è pubblico e nessuno vuole espropriare i cittadini. Ci basta che la gente capisca che chi occupa un posto destinato a una persona disabile commette un furto. La nostra è una battaglia di cultura e di sensibilizzazione della coscienza civile di tutti. Ci basta ricordare che l ’indifferenza equivale alla complicità in una rapina». Ecco quindi che, nel 2015, a fronte del nuovo prototipo dal Ministero, viene avviata l a sperimentazione, con supervisione tecnica dell’agenzia della mobilità. In questo caso, arriva il parere favorevole all’installazione da parte del Ministero.

Così, Tommy 2.0 è stato reso operativo, pochi giorni fa, in alcuni spazi di Roma: in via Tommaso Gulli angolo Viale Mazzini e in via Forte Boccea 50, per poi essere esteso ad altre aree della città. I fondi verranno inseriti nel bilancio del I Municipio, che cercherà il sostegno dell’Aci e la collaborazione con sponsor. A Bergamo quando?

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