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Cosa ci fa Mogol (con Mondonico) nel comitato etico della Serie B

Cosa ci fa Mogol (con Mondonico) nel comitato etico della Serie B
Pensare positivo 20 Novembre 2014 ore 13:20

Non è un pool di esperti. Di più. È un gruppo di uomini. C'è Emiliano Mondonico, che aiuta gli alcolisti a uscirne, e poi ha sfidato la malattia e ovviamente ha vinto lui. C'è Mogol, che non scrive solo canzoni: racconta le emozioni dell'anima. C'è Chantal Borgonovo, che ha visto quanto possa essere terribile la vita. Ci sono Simone Farina e Gianfelice Facchetti. La Lega di Serie B li ha voluti e riuniti tutti per creare il Comitato Etico di categoria. Ma come, un altro comitato? Calma tutti Abodi: «Non è l'ennesimo organismo che cerca di parlare in maniera astratta di valori. Sarà la nostra coscienza quotidiana e interverrà tutti le volte che lo riterrà opportuno». Il presidente della Lega di B lo ha voluto a tutti i costi. Dice che per capire certe cose bisogna esserci passati, e il calcio ha un valore sociale di spicco. «Serve un modello che chiarisce il perimetro dove vorremmo giocare la nostra partita. Vogliamo invertire la tendenza che indica soltanto il calcio quando diventa cronaca per gli aspetti negativi».

Una volta l'ex giocatore del Gubbio Farina denunciò una tentata combine che poi avviò l'inchiesta sul Calcioscommesse. Si guadagnò una convocazione in nazionale, ma poi sparì nell'ombra. Adesso fa parte dello staff dell'Aston Villa. «Mi piacerebbe tornare in Italia e lavorare nel mio paese - ha detto -, questo comitato mi permette di fare qualcosa per il posto che amo di più». Anche per lui il calcio ha grande responsabilità in ambito sociale, «è un grande veicolo di comunicazione - dice -, e su questo calciatori ed ex calciatori si devono mettere in gioco». Lo sa molto bene anche Emiliano Mondonico. A Rivolta d'Adda, nel centro di algologia, faceva giocare i suoi "ex ubriaconi", come li chiama lui con affetto, al punto da salvargli la vita. Nel 2007 al Corriere della Sera disse: «Ho capito la forza del volontariato». Ma non è questo il punto. Sensibile, fine intenditore di calcio, il Mondo vorrebbe «dare al calcio la giusta importanza e significato. Dobbiamo fare in modo che il calcio sia vissuto in maniera diversa perché è molto di più. Speriamo che questo riesca ad essere la normalità».

E poi c'è Mogol. Dopo il primo incontro, il Comitato si riunirà ancora, questa volta in Umbria, al Cet, la scuola di Mogol. «Nella mia scuola viene prima l'uomo poi l'artista. Condivido in pieno l'importanza di radicare la dignità e la purezza nello sport. Potremmo fare una classifica di tutti tifosi delle squadre che potrebbe essere di stimolo per una condotta civile sugli spalti». Il nuovo comitato etico si riunirà il prossimo 10 dicembre per licenziare il Manifesto per il Rispetto e il bilancio sociale. «Ci daremo una scaletta». L'obiettivo è comunque uno, e lo spiega bene Abodi: «Vogliamo migliorare i comportamenti di giocatori, tecnici e prima di tutto i dirigenti. Vogliamo arrivare a fare in modo che il concetto di Serie B non venga più percepito come un fattore negativo. L'ambizione è che si possa parlare di Serie B con la stessa dignità con cui si parla della categoria superiore».