Pensare positivo
Su una spiaggia australiana

Si tuffa per aiutare un ragazzo e in quegli occhi scuri riconosce...

Si tuffa per aiutare un ragazzo e in quegli occhi scuri riconosce...
Pensare positivo 03 Gennaio 2015 ore 12:15

Maggio 2014, Australia. Un signore di 62 anni, Phil Baker, sta passeggiando lungo la spiaggia di Byron Bay, nel Nuovo Galles del Sud. È agitato, perché di lì a poco rivedrà il figlio con cui ha perso i contatti da ben 13 anni. Benji Baker ha 21 anni e ha deciso di allentare la tensione dovuta all’ imminente incontro con il padre facendo un’escursione con il kayak. Insieme a lui c’è anche la fidanzata, Kathryn Wisnan. A un certo punto, Phil Baker è distolto dai suoi pensieri da grida concitate. Si ferma e guarda in direzione dell’oceano. Vede un kayak con tre persone. Quella che sta in mezzo si agita in modo convulso, mentre le altre due cercano di tenerla ferma. Senza esitare, si butta in acqua.

Benji si è sentito male, il respiro gli è mancato come quando da ragazzino aveva le crisi epilettiche. Per fortuna insieme a lui c’è Kathryn. Lei sa cosa fare, quando si sente male. Benji entra ed esce da uno stato di incoscienza, poi qualcuno lo trasporta a riva. Quando riapre gli occhi, non è il volto della fidanzata a guardarlo con espressione apprensiva. È quello di un uomo. È quello di suo padre.

 

Phil-Benji-and-Kathryn-and-Liz

 

Phil Baker e Jacquie Blake, sua compagna, si erano trasferiti in Australia molti anni fa e avevano avuto un figlio, Benji. Quando il bambino aveva solo tre anni, i due si sono separati e Jacquie ha fatto ritorno in Gran Bretagna insieme al piccolo. Da allora, padre e figlio si sono visti pochissime volte, nessuna da quando Benji ha compiuto 8 anni. Il ragazzo ha continuato a ricevere biglietti d’auguri e cartoline da parte di Phil, ma non l’ha mai più rivisto. Qualche mese fa ha stabilito che era giunto il momento di riannodare i rapporti con il padre e ha fissato con lui un appuntamento, nel mese di maggio, sulla spiaggia di Byron Bay. E poi la sorte (o il destino) ci ha messo del suo.

Ora Benji è ritornato a casa, in Europa. Dice che tutti rimangono senza parole, quando raccontata loro la straordinaria storia del suo ricongiungimento con il padre: «è grandioso avere mio padre di nuovo nella mia vita. Sembrava tutto così strano, divertente e commovente. Ma la cosa veramente bizzarra è che, non appena ho aperto gli occhi, mi è sembrato del tutto naturale vedere mio padre lì, in quel momento, anche se dopo tutto quel tempo. È come quando due buoni amici dicono che non si sono visti per anni, ma che quando si incontrano hanno la sensazione di essersi visti ieri. Sembrava completamente normale. Quando sono tornato a casa e ho raccontato ai miei amici e ai miei familiari quello che è accaduto, non ci potevano credere».

Altrettanto grande è stata la sorpresa e la gioia di Phil. «Quando ho guardato il volto del ragazzo che avevo portato a riva, qualcosa ha colpito la mia attenzione. Quegli occhi scuri erano molto familiari». Nonostante Phil abbia visto poche foto del figlio da quando ha compiuto otto anni, lo ha riconosciuto immediatamente. «In un istante ho saputo che quello sconosciuto era il mio ragazzo. Ho controllato il suo respiro e il battito cardiaco e gli ho detto: Sono io, il tuo papà. Andrà tutto bene».