Semplice e intelligente

Chi prega si salva, il libriccino che ora ha la prefazione del Papa

Chi prega si salva, il libriccino che ora ha la prefazione del Papa
Pensare positivo 04 Giugno 2018 ore 09:45

«Gli amici di don Giacomo lo considerano il suo regalo più bello: un piccolo libro in cui, su richiesta di giovani che si convertivano al cristianesimo, il sacerdote volle raccogliere le preghiere più semplici della tradizione cristiana e tutto ciò che aiuta a fare una buona Confessione». Sono alcune righe tratte dalla prefazione di papa Francesco per un libretto nato dall’intuizione di un sacerdote che lui stesso aveva conosciuto benissimo quando era cardinale: don Giacomo Tantardini.

Il piccolo libro è intitolato Chi prega si salva ed è un incredibile long seller, venduto (e donato) in centinaia di migliaia di copie nelle sette lingue in cui è stato stampato: oltre l’italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo, portoghese e cinese. Chi prega si salva ha poi un’altra caratteristica che ne segnala la preziosità: ha ora due introduzioni, perché quella di Bergoglio si aggiunge a quella firmata da Joseph Ratzinger nel 2005, pochi giorni prima di essere eletto papa. Una conferma paterna e autorevole dell’importanza e della bellezza di questo libretto che in 140 pagine raccoglie, con semplicità e chiarezza, tutte le principali preghiere della Chiesa.

 

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È un libretto in cui non si fanno discorsi, non si “spiegano” le preghiere, perché la sua funzione è quella di venire incontro a un bisogno. Il bisogno di conoscere delle orazioni che sono uscite dal sapere diffuso e che hanno smesso in gran parte di essere tramandate anche da chi crede. Don Giacomo Tantardini, come ha voluto sottolineare Francesco, non ha immaginato questo libretto per semplici ragioni devozionali ma per rispondere a una domanda inattesa: quella di giovani che avendo incontrato il cristianesimo chiedevano di avere uno strumento per poter dire bene e correttamente le preghiere e di essere aiutati attraverso le preghiere a vivere i sacramenti («Il Signore ci ha donato la Chiesa che ci aiuta a pregare», aveva scritto l’allora cardinal Ratzinger. L’uomo infatti deve fare i conti con la sua «incapacità di pregare e di parlare ad un Dio nascosto»).

Il successo del libretto, che prende il titolo da un’espressione di sant’Alfonso Maria de’ Liguori, può essere spiegato da due fattori: una geniale semplicità e l’intelligenza. La semplicità ha fatto sì che non ci sia stata la preoccupazione di “mediare” i testi delle preghiere attraverso spiegazioni o consigli. L’intelligenza è nell’aver capito che questo libretto era comunque rivolto al mondo del terzo millennio (la prima edizione è del 2001) e quindi avesse bisogno anche di una veste grafica contemporanea: di qui la scelta di una copertina pulita, di un’essenzialità molto moderna, quasi si trattasse di una “moleskine” della fede.

 

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Il libretto era uscito come allegato a 30Giorni, un mensile allora diretto da Giulio Andreotti, che ogni numero si avvaleva delle geniali intuizioni di don Giacomo. Per tanto tempo il mensile ha continuato a pubblicare le lettere di gratitudine di cattolici di tutto il mondo che avevano avuto l’opportunità di procurarsi il libretto. Ora questa narrazione prosegue sul sito che gli amici di don Giacomo hanno messo online proprio per continuare l’opera di diffusione di questo che come ha scritto Francesco, va considerato come «il suo regalo più bello». Sul sito si possono acquistare le copie di Chi si prega si salva. Il prezzo è ultra modico (1 euro) perché l’invito è quello di prenderne più copie per regalarle a chi non lo conosce, perché «diventi un compagno di viaggio di molti cristiani», come si è augurato il cardinal Ratzinger.

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