Uno studio americano

Come prendersi cura del cervello (basta una tavola super green)

Come prendersi cura del cervello (basta una tavola super green)
16 Febbraio 2018 ore 09:15

Mangiare green, o comunque con un abbondante apporto di alimenti vegetali, come insalata o altre verdure a foglia verde, fa bene. Non solo al peso, ma anche al cervello. Uno studio osservazionale condotto dal Rush University Medical Center di Chicago, negli Stati Uniti e pubblicato sulla rivista Neurology, avrebbe infatti dimostrato che il consumo giornaliero di almeno un paio di porzioni di questi alimenti ringiovanisce l’età anagrafica cerebrale di almeno 11 anni.

 

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Il buono della tavola. Non alimenti né quantità a caso, bensì verdure a foglia verde, compresa l’insalata, in 1-2 porzioni quotidiane. Sono queste le dosi sane, tali da garantire protezione al cervello, ovvero regalando all’incirca una decade di giovinezza in più e una riduzione del rischio di demenza e, in generale, di declino cognitivo. Lo ha attestato un ampio e gustoso studio americano che per dieci anni ha monitorato, con questionari dedicati ripetuti ogni cinque anni, le abitudini alimentari di quasi mille persone tra i 58 e i 99 anni, facenti parte del Memory and Aging Project, uno studio avviato alla fine degli Anni Settanta presso il Knight Alzheimer’s Disease Research Center della Washington University, sempre negli Stati Uniti. Insieme alla raccolta dei dati alimentari ai partecipanti veniva anche effettuata una (ri)valutazione periodica neuropsicologica.

Lo studio. I ricercatori hanno così potuto dividere i partecipanti in tre gruppi, in funzione delle quantità di insalate e di verdure a foglia verde consumate, scoprendo grazie anche agli esami specifici, che coloro che consumavano regolarmente, cioè con una frequenza quotidiana almeno 1-2 porzioni di insalata o di altre verdure tendenzialmente verdi come cavoli e spinaci ad esempio, avevano un cervello più giovane e arzillo di 11 anni rispetto ai non o agli scarsi mangiatori green. C’è chi dice che questi benefici debbano essere associati anche a uno stile di vita salutistico, ma gli esperti sono convinti non necessariamente. Stimano infatti che i benefici di una dieta vegetale restino tali anche considerando alcuni possibili fattori interferenti come il livello di istruzione, la scarsa attività fisica, il consumo di alcol, il fumo di sigaretta, sovrappeso e/o obesità, depressione.

 

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È una questione di principio. I ricercatori riconoscerebbero il merito cerebrale ad alcuni elementi e sostanze contenuti nella verdura a foglia verde, cruda o cotta che sia, e nell’insalata. L’azione benefica sarebbe operata in maniera sinergica da tutti gli alimenti ricchi di fillochinone, più nota come vitamina K, luteina, folati, alfa-tocoferolo ovvero vitamina E, e kampferolo. Va detto però che queste evidenze positive sul rapporto di causa-effetto fra alimenti vegetali e salute mentale sono emerse da uno studio osservazionale: ciò significa che non possono essere ritenute ancora conclusive ma che dovranno essere avvallate da ulteriori ricerche.

In conclusione. In funzione dei promettenti risultati preliminari gli autori, e anche i nutrizionisti, consigliano di includere nella dieta quotidiana molta verdura, e anche insalata in abbondanza, che se non daranno alla fine gli esiti sperati sul cervello, memoria e affini, male certamente all’organismo non lo avranno fatto. Anzi. Perché comunque questi alimenti green sono protettivi verso altre patologie, alcune anche serie, come i tumori ad esempio.

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