L'iniziativa

Quella lettera d’amore anonima che tanti bergamaschi si sono trovati nella casella delle lettere

Una fanzine realizzata da qualcuno che non si è firmato, illustrata dalle bellissime opere di Elenia Beretta e piena di consigli su come passare la quarantena. In fondo, belle parole dedicate a tutti noi

Bergamo, 13 Aprile 2020 ore 11:04

«Buongiorno amore, spero che tu abbia riposato bene. Forse al risveglio per qualche istante hai creduto che tutto fosse solo un brutto sogno»: inizia così la lettera che tanti abitanti di Bergamo città, negli ultimi giorni, si sono trovati nella casella delle lettere o sulle zerbino di casa. Una lettera d’amore, rivolta a tutti noi e dedicata a Bergamo, scritta su una fanzine (per chi non lo sapesse, questo termine indica una pubblicazione non professionale e non ufficiale) realizzata anonimamente e distribuita in alcuni quartieri della città, da Redona a Longuelo.

In copertina, una bellissima illustrazione a firma di Elenia Beretta, giovane e talentuosa illustratrice bergamasca, che ha curato anche alcuni degli altri disegni presenti all’interno della fanzine. In ultima pagina, invece, la lettera d’amore per Bergamo. In mezzo, invece, un a serie di interessanti suggerimenti per far pesare un po’ di meno questa dura e complicata quarantena a cui tutti siamo sottoposti.

C’è, ad esempio, una «piccola ricetta per tornare a sognare» che spiega come fare il ragù per «taaante persone», così da sentirsi un po’ meno soli. E ancora: tre libri suggeriti, qualche sito dove rifarsi gli occhi attraverso l’arte, dove trovare dei film da guardarsi legalmente e gratuitamente in streaming. C’è poi un’interessante pagina dedicata alla mixology, ovvero l’arte di abbinare profumi e sapori dando vita a cocktail niente male. Ovviamente, anche in questo caso non manca una ricetta per un drink simpaticamente chiamato “Amo-China”. E poi consigli sulle serie tv, sulla musica (si suggerisce l’ascolta di Trevisan), un po’ di calcio emozionale a firma di un misterioso Jack Frusciante e addirittura una ricetta per realizzare la «plastilina fai da te».

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In ultima pagina, come detto, la bella lettera d’amore. Che è dedicata a noi tutti e che è per Bergamo, inteso forse per la sua gente, per fare in modo che questo torpore tra noia e sofferenza non si prenda tutto, anche le emozioni. Per questo, siccome ci è particolarmente piaciuta l’iniziativa, abbiamo deciso di riproporvi per esteso il, testo. Sperando che, un giorno, scopriremo chi sia la persona che l’ha scritta e ci ha fatto questo semplice ma bel regalo su carta.

Buongiorno amore,

spero che tu abbia riposato bene. Forse al risveglio per qualche istante hai creduto che tutto fosse solo un brutto sogno. Mi piace pensare che hai sorriso, per un attimo. E che quando hai realizzato che anche oggi è realtà, che è tutto vero, tu ti sia alzata di scatto pronta nuovamente a combattere, come fai sempre, come m’hai insegnato.

Non è facile però, sai? Non avrei mai pensato mi mancasse così tanto il contatto fisico. Si dice che per esser felici servano almeno 17 tocchi al giorno. Questo spiegherebbe perché anche aver tempo di far le cose che mi piacciono sembra inutile, e non porta pace.

Non avevo mai realizzato quanto odiassi il suono dell’ambulanza. Anche da lontano, ogni volta è come una fitta del cuore, perché immagino subito sia tu, o uno dei nostri cari. Da bambino mio nonno Francesco era il mio migliore amico. Quando l’hanno operato d’urgenza ero chiuso in casa degli zii, inerme, paralizzato, in attesa che il telefono squillasse per dare notizie. Le ora sembravano giorni, ed è un po’ come adesso.

È vero, ci sentiamo ogni giorno. Forse più del solito, con tutto questo tempo e possibilità. C’è chi fa dei video streaming, chi delle missive virtuali, chi compila mixtape da donare a chi ne ha bisogno. E lo so, potevo risparmiare inchiostro e carta, che oggigiorno non sono più necessari.

Ok, forse per recapitartela ho contravvenuto all’ordine di stare in casa, ma te l’assicuro, l’ho fatto nel modo più sicuro possibile, evitando ogni contatto, ogni sguardo, ogni pericolo. Mi son sentito quasi una spia.

Ma ti ricordi quella cosa dei tocchi? Eccone uno.

Questa è la mia lettera d’amore, per Bergamo.

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