«Al primo posto nel mio cuore»

Quelle lacrime sentite di don Alex nel giorno in cui ha salutato Curno

Quelle lacrime sentite di don Alex nel giorno in cui ha salutato Curno
04 Ottobre 2019 ore 05:00

«Un poeta contemporaneo, di quelli che a scuola non si studiano, scrive: “Siamo soltanto bagagli. Viaggiamo in ordini sparsi”. È così che mi sento». Don Alex, commosso fino alle lacrime, comincia con queste parole il suo discorso di ringraziamento alla comunità di Curno. Dopo di che, dalla chiesa gremita all’inverosimile, parte un lunghissimo applauso. L’emozione è palpabile. Le lacrime sono ben visibili sui volti dei tantissimi ragazzi, ma anche di parecchi adulti, che hanno riempito la parrocchiale nella mattina di domenica 22 settembre.

 

 

«Un bel giorno di otto anni fa, senza che io lo volessi in alcun modo, sono sbarcato a Curno – prova a continuare il don -. È come uno che prende un biglietto aereo, sopra c’è scritta la destinazione, ma non ha la minima idea di dove essa sia. Parti e basta. Nel bagaglio avevo poca roba, poca esperienza ma tanto entusiasmo. Finalmente ero prete, avevo un oratorio. Finalmente avrei incontrato dei giovani che mi avrebbero chiamato don, anche se le prime volte che li ho sentiti questa cosa mi suonava strana. Insieme all’entusiasmo, avevo messo la mia fede in un Dio che, quando ti incontra, ti cambia la vita. Avevo il desiderio grande che anche gli altri potessero incontrarlo. Quando si parte per un viaggio ci sono due cose che ti possono affascinare: i paesaggi che vedrai e le persone che incontrerai. Curno non è che abbia dei gran paesaggi, ma da quando ho saputo che me ne sarei andato, ho iniziato a guardare le case, le strade, i giardini e il cielo in modo diverso, e ogni angolo mi ricordava qualcosa che avevo vissuto. I paesaggi sono poi diventati un tutt’uno con le persone che li abitano. E, se oggi piango, è proprio perché mi si stringe il cuore al pensiero di staccarmi da voi. Se mi guardo indietro, solo oggi mi accorgo di quante cose abbia fatto, di quante esperienze abbia vissuto. Ma tutto è stato possibile solo grazie all’aiuto di alcune persone. Non ho fatto tutto da solo».

I primi ringraziamenti  sono per don Giancarlo, don Lorenzo e don Alberto. «Nei primi anni mi hanno aiutato a inserirmi in parrocchia e mi…

 

Articolo completo a pagina 34 di BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 3 ottobre. In versione digitale, qui.

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