Pensare positivo
In difesa? «Attendo centrali forti»

Reja: «Siamo pronti a ricominciare Andiamo a San Siro senza paura»

Reja: «Siamo pronti a ricominciare Andiamo a San Siro senza paura»
Pensare positivo 21 Agosto 2015 ore 06:00

A pochi giorni dall’esordio in campionato, il secondo della sua avventura nerazzurra dopo quello di Parma della passata stagione, quando subentrò in corsa a Stefano Colantuono, il tecnico dell’Atalanta Edy Reja racconta la sua attesa a BergamoPost. Alla soglia dei 70 anni (“manca ancora un po’, non corriamo troppo”, precisa sorridente), il tecnico goriziano si appresta ad iniziare il suo decimo campionato di serie A da allenatore e la voglia è quella del primo giorno.

La preparazione della Dea è andata avanti senza particolari intoppi, la tegola Cigarini non ha bisogno di interventi sul mercato e la regola delle “coppie” vale per tutti. Edy Reja ci ha raccontato questo e molto altro, le sue parole lasciano trasparire fiducia. Ma per capire a che punto è l’Atalanta bisognerà attendere le prime partite della stagione. La 55esima per gli orobici nel calcio che conta.

Mister Reja, dopo l’antipasto di Ferragosto, domenica a San Siro si ricomincia a fare sul serio. Sensazioni?

«Fino ad oggi abbiamo lavorato molto bene, sono contento. Dopo lo scorcio finale della passata stagione, siamo partiti per una nuova annata con l’inserimento di qualche giocatore e grandi stimoli che ci spingono a voler dare il massimo. La squadra sta progredendo, ma credo che sia necessario aspettare l’inizio del campionato per dare i primi giudizi. È necessario farlo con i risultati delle prime 3-4 giornate. Il test in Coppa Italia contro il Cittadella è stato significativo per i movimenti e gli automatismi che abbiamo provato e riprovato nei circa 40 giorni di preparazione che sono ormai alle spalle. La condizione fisica migliora ma, ripeto, tra 3-4 partite vedremo dove saremo e potremo dare un primo giudizio».

Parliamo della preparazione fisica. Con Colantuono eravamo abituati ad una squadra che in primavera correva forte verso gli obiettivi finali. Lei che approccio utilizza?

«Secondo me è necessario avere sempre una buona intensità, senza picchi, ma con una costante di rendimento. Il calendario, poi, suggerisce che sarà importante partire molto forte e anche se è difficile fare previsioni posso dire che il lavoro fatto fino a questo momento sia adatto per cercare di dare vita ad un inizio di stagione brillante. Sono molto fiducioso, spero che i risultati siano favorevoli».

Si parte a Milano con l’Inter, lei in panchina con l’Atalanta è imbattuto lontano da Bergamo e la sensazione è che può essere una gara da tripla. E’ d’accordo?

«Le prime partite, soprattutto contro le squadre forti come l’Inter, sono sempre molto particolari. Se l’avversario trova subito la condizione e l’amalgama, è normale andare in difficoltà. Sicuramente Mancini è alle prese con l’inserimento di tanti giocatori ed è alla ricerca di una fisionomia di squadra che permetta di ottenere i risultati e che forse ha bisogno di altro tempo per essere al massimo. Però l’Inter ha giocatori importanti in ogni reparto, ci sono singoli che sono degli autentici cannoni dal centrocampo in avanti e quindi dovremo stare molto attenti».

 

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Che Atalanta servirà per strappare i primi punti della stagione?

«Noi dovremo fare una partita straordinaria, senza dubbio. Servono 90 minuti di grande intensità. Il campo ci darà tante risposte che dovremo essere bravi a cogliere, ma intanto andiamo avanti con la preparazione e presentiamoci a Milano senza paura e con la voglia di fare la partita. Questo è quello che conta. Mi piacerebbe vedere una gara come quella ammirata a Bergamo l’anno scorso contro la Lazio, stavolta in trasferta. Spero davvero possa essere una gara da tripla, non voglio parlare di colpaccio perché i valori in campo saranno molto diversi, ma l’Atalanta andrà a Milano organizzata, senza paura e senza tentennamenti. Avanti con il piglio giusto, dobbiamo proporre gioco senza aspettare l’Inter. Ecco, voglio vedere un’Atalanta propositiva, che abbia voglia di giocarsi le sue possibilità».

Due giorni fa ha perso Cigarini che si è fatto operare in Spagna: pensa di gestire la sua assenza con i giocatori a disposizione o un giocatore come Ledesma può arrivare?

«Cigarini è assolutamente al centro del nostro progetto, nel giro di 15-20 giorni dovrebbe tornare a disposizione e quindi salterà sicuramente solo le due gare prima della sosta. Con lui, oggi ho a disposizione sette centrocampisti per tre ruoli: Cigarini, Migliaccio e De Roon sono le alternative al centro, Kurtic e Giorgi quelle di sinistra e Carmona con Grassi la coppia di mezzi destri. Ledesma è un giocatore importante e che conosco molto bene, però siamo coperti nei ruoli di centrocampo e l’assenza del “Ciga” non sarà poi così lunga. Avanti con i giocatori che sono a disposizione».

Ci tolga una curiosità: secondo lei c’è un modo per giocare con Gomez e Maxi Moralez contemporaneamente in campo? Dicono che i giocatori bravi devono sempre scendere sul terreno verde..

«Sono due giocatori bravi, verissimo. Ma non dobbiamo dimenticare che ci sono giocatori bravi anche nella zona di destra dell’attacco, parlo di D’Alessandro e di Estigarribia. Abbiamo cercato di creare delle coppie, Maxi-Gomez e D’Alessandro-Estigarribia ad esempio, perché quel ruolo è particolarmente dispendioso: quando siamo in fase di ripiegamento, i due attaccanti esterni diventano i primi difensori, ma devono saper ripartire subito anche in velocità. Si tratta di un lavoro di scatto sui 20, 30 o 40 metri a ripetizione. Con due giocatori per ruolo, possiamo avere il massimo livello d’intensità in ogni situazione: se durante la gara, un giocatore è in difficoltà, entra il suo omologo. Che giochi uno o l’altro, non è importante: quello che conta è che l’Atalanta abbia intensità e ritmo, parliamo di giocatori molto importanti e di volta in volta giocherà chi sta meglio».

 

Reja (Atalanta-Chievo amichevole)1

 

Altro ruolo d’attacco, altro dubbio: a Milano giocherà Pinilla dal primo minuto?

«Pinilla è tornato dalle vacanze tirato a lucido, in ottime condizioni. Titolare a Milano? Non lo so ancora, non dobbiamo dimenticare che anche Denis è in ottime condizioni. Il “Tanque”si è allenato sempre con il gruppo, non ha saltato nemmeno una seduta dall’inizio del ritiro e quindi dovrò fare delle valutazioni. Anche per loro, vale il discorso delle coppie fatto per gli altri giocatori: le due prime scelte per il ruolo di centravanti sono loro con Boakye e Monachello a completare il reparto. Ogni domenica, giocherà chi sta meglio».

Ma dal suo tridente, cosa si aspetta in questa stagione?

«Numericamente parlando, dalla coppia di centravanti mi aspetto un bottino complessivo di 15-20 gol (l’anno scorso si sono fermati a quota 17 complessivi contando anche i 3 segnati da Pinilla con il Genoa, ndr) e non sarebbe affatto male avere un contributo importante in termini realizzativi anche dagli esterni. Se Gomez e Maxi a sinistra mi garantissero 7-8 reti complessive e magari si arrivasse vicino a quella quota anche con D’Alessandro ed Estigarribia sarebbe il massimo. Abbiamo bisogno di un rendimento di alto livello dai nostri attaccanti, se vogliamo raggiungere obiettivi importanti è necessario che ci si attesti su certi numeri».

C’è solo una zona di campo che non è coperta dalle “coppie” di cui parlava, il centro della difesa. Diciamo da settimane che qualcuno arriverà: l’attesa la infastidisce o è abituato a lavorare con quello che ha?

«Non sono affatto infastidito. Io lavoro con i giocatori che ho a disposizione, è chiaro che prima cercavamo un centrale e con la partenza di Benalouane forse ne servono addirittura due. Però bisogna essere molto chiari: i giocatori che verranno, dovranno essere forti. Decisivi. Capaci di alzare davvero il tasso tecnico e qualitativo della squadra. Prendere qualcuno tanto per prenderlo non credo sia opportuno. Bisogna fare operazioni che possano davvero dare valore aggiunto all’Atalanta. Paletta? Ci hanno parlato un po’ tutti, anche con il procuratore. Io non ho sentito il giocatore, in generale credo che comunque non accadrà nulla prima della sfida di Milano».

Chiudiamo con un gioco: se dovesse fare il nome di un giocatore da cui si aspetta molto a San Siro chi sceglierebbe?

«L’olandese De Roon mi ha colpito. Si è inserito subito, è un classe 1991 ma ha esperienza alle spalle e sinceramente non mi aspettavo che fosse già così avanti nell’integrazione all’interno del gruppo. E’ un giocatore molto interessante, da lui mi aspetto una grande partita a San Siro in linea con le ultime uscite. Però pensiamo alla squadra, cerchiamo di andare a giocare con intensità e con la grinta giusta. Mi piacerebbe tantissimo vedere la mia Atalanta giocarsela in casa dell’Inter».

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