Souvenir gastronomico 2.0

Ricette da chef in una scatola My Cooking Box è pure stellata

Ricette da chef in una scatola My Cooking Box è pure stellata
22 Marzo 2017 ore 11:58

«Immaginate di avere ospiti a cena inattesi e volerli stupire con un’ottima ricetta italiana. Aprite la vostra dispensa e l’ingrediente principale per la buona riuscita del piatto vi manca. Il tempo a disposizione non vi permette di andare ad acquistare il prodotto nel supermercato più vicino, quindi con molta probabilità il vostro talento culinario rimarrà inespresso. Ma a salvare la vostra cena da chef c’è My Cooking Box, un unico prodotto con al suo interno tutti gli ingredienti necessari nelle giuste dosi e la ricetta per poter cucinare un piatto di alta qualità. Gli ingredienti sono selezionati tra le eccellenze alimentari di ogni regione italiana. Valorizzando il sapore delle materie prime, utilizzando le giuste dosi di condimento per un dieta nutrizionale corretta il consumatore potrà cucinare un piatto eccellente, sano e senza nessuno spreco di cibo». Parola di Chiara Rota, ingegnere gestionale, 32 anni, di Stezzano, che ha fondato la start-up My Cooking Box.

Un’idea semplice quanto intuitiva. La genialità del prodotto parte da una considerazione sul processo di acquisto (oltre che sulla passione di questi anni per l’alta cucina, anche faidate) : il consumatore ha l’abitudine ad acquistare per prodotto e, spesso e volentieri, si ritrova con la dispensa piena ma senza quel particolare che fa la differenza. Quindi, si interviene sul processo, inducendo il consumatore ad acquistare la ricetta, stimolando così la sua voglia di fare (bene). L’idea iniziale si è trasformata in realtà anche grazie all’acceleratore d’impresa SpeedMiUp dell’Università Bocconi e Camera di Commercio di Milano: con Chiara sono entrati nel progetto Francesca Pezzotta, bergamasca di 43 anni, ex amministratore di una società di servizi logistici per aziende nel settore alimentare, e Alessandro Riva, 32 anni, anche lui di Bergamo, con una laurea in Economia e Commercio e l’esperienza presso la Direzione del Personale di differenti realtà multinazionali.

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Dove viene venduta la scatola. My Cooking Box si trova su Amazon, negli shop enogastronomici, in panetterie e aeroporti (Orio in primis). L’idea sta avendo successo anche per i turisti che vogliono regalare e regalarsi, al rientro dall’Italia, un souvenir gastronomico «evoluto», con finanche sale grosso e olio evo, con descrizione in italiano e inglese. Le ricette hanno anche un corretto equilibrio nutrizionale, testato e approvato dal nutrizionista e da uno chef rinomato che firma la ricetta del suo territorio di origine, in collaborazione con l’Accademia del Gusto, un centro di formazione d’eccellenza del settore enogastronomico, nel panorama lombardo. C’è anche attenzione al green: parte del packaging utilizza carta ecologica nata da sottoprodotti di lavorazioni agro-industriale, in particolare con residui di agrumi, kiwi, mais, caffè, olive, nocciole, mandorle, lavanda e ciliegie.

Una nuova carriera. Chiara ha deciso di mollare il suo lavoro, per fondare la start-up. Passione per la cucina italiana e metodo rigoroso da ingegnere sono i due ingredienti da cui sono nate le My Cooking Box. Attualmente sono cinque le ricette racchiuse in scatola, tre primi – Busiate di Tumminia bio con pomodoro ciliegino, olive e capperi; Mezzi paccheri di Gragnano Igp con ventresca di tonno e pomodoro giallo; Trofiette con pesto genovese e pinoli tostati – e due secondi – Polenta bergamasca con funghi porcini; Crema di mais con fonduta di taleggio e tartufo -, ma la gamma potrebbe ampliarsi con nuove ricette tradizionali non solo salate. Attualmente sono state già vendute 7mila box ma l’obiettivo ambizioso è quello di toccare le 30mila nel 2017.

 

 

L’ultima box firmata Frosio. Ora ce n’è anche una nata in collaborazione con East Lombardy, che raccogli le tipicità enogastronomiche delle province di Bergamo, Brescia, Cremona e Mantova ed è stata insignita del titolo di Regione Europea della Gastronomia 2017. Presentata a «Identità Golose», evento di alta cucina e pasticceria, contiene tutti gli ingredienti, condimenti inclusi, per preparare la crema di mais con fonduta di taleggio e tartufo, una tipicità del territorio lombardo. Una ricetta studiata e approvata dalla chef bergamasca Petronilla Frosio, patronne del Ristorante Posta di Sant’Omobono Terme, nonché esponente di una longeva e blasonata famiglia di ristoratori che gestisce lo stellato Frosio ad Almè. È stata proprio Petronilla, insieme al fratello chef Paolo Frosio, ad aprire, lunedì 4 marzo alle 15 alla fiera milanese, la maratona dei cooking show con la ricetta studiata per My Cooking Box. Un piatto che unisce la delicatezza della crema di mais, al sapore deciso della fonduta di taleggio dop e al burro con tartufo.

 

 

Da dove vengono i prodotti. «Andiamo in cerca di realtà produttrici artigianali – ha detto Chiara Rota a Urbanpost.it – dove la grande maestria del saper tramandare e fare è il fattore di qualità e garanzia del prodotto. Selezioniamo, dunque, piccole aziende che lavorano le eccellenze del loro territorio, proprio per creare dei cofanetti, i nostri My Cooking Box, che racchiudono una specialità regionale»:

Progetti per il futuro. «A brevissimo attiveremo una nostra piattaforma di e-commerce che darà l’opportunità di incrementare le vendite su tutto il mercato europeo. Inoltre, stiamo lavorando a nuovi concept di My Cooking Box, uno dedicato ai bambini e l’altro pensato per chi soffre di intolleranze alimentari. E naturalmente, a breve, lanceremo altre box con nuove ricette regionali!».

 

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