La conferenza a Zingonia

«Rinnovo? Importante dirlo adesso» Gasperini ha ritrovato il sorriso

«Rinnovo? Importante dirlo adesso» Gasperini ha ritrovato il sorriso
Pensare positivo 01 Settembre 2018 ore 16:48

Sereno e sorridente, nonostante la batosta in Europa League. «perché il calcio e lo sport sono anche questo, non ho nulla da rimproverare alla mia squadra». Capace di sdrammatizzare anche con qualche battuta, come quando un giornalista spiega di essere stato bloccato al supermercato da alcuni tifosi desiderosi di capire il perché dell'eliminazione («Meno male che non sono uscito a fare la spesa», ha commentato Gasperini con il sorriso). La conferenza stampa della vigilia del tecnico atalantino è corsa via senza grandi squilli, si è parlato della sfida con il Cagliari ma anche del prolungamento di contratto: ogni dettaglio è rimandato al prossimo fine settimana di sosta dal campionato.

 

 

L’avventura in Europa ormai svanita. «Abbiamo iniziato un percorso importante lo scorso 26 luglio, mi dispiace come è finita, soprattutto per la gente. Sapevo che per tutti era il primo pensiero ma sapevo anche che non sarebbe stato semplice. Ci sono tanti piccoli fattori che hanno inciso, ma ormai è andata così e fa parte del calcio: non siamo riusciti a fare gol e usciamo senza aver perso nemmeno una partita. Gli scontri diretti sono così». Le parole del tecnico di Grugliasco non possono che partire dal sogno europeo sfumato a Copenaghen. «Non ho alcun rammarico, risultato a parte. E ai miei giocatori non posso dire nulla, come del resto a tutti i tifosi che ci hanno seguito ovunque. Sono state partite complicate, anche dal punto di vista logistico, siamo finiti a giocare molto lontano. Con la Coppa avrei anche potuto alternare più giocatori mentre ora con il solo campionato un po’ meno. Pazienza, cercheremo di fare il massimo a partire dalla partita contro i sardi di domani sera».

 

 

Testa al campionato: non sarà facile. Parlando della sfida di Serie A contro il Cagliari, l’allenatore della Dea ha messo tutti in guardia: «L’anno scorso con questa squadra abbiamo perso due volte su due, sarà molto importante fare una grande partita perché non sarà di certo semplice batterli. Stiamo attenti perché tutti si sono rinforzati e quindi diventa fondamentale guardare partita dopo partita e non lasciare nulla al caso». La Serie A si fermerà subito dopo il fischio finale della gara contro i sardi e dopo la sosta si riprende con le sfide a Spal e Milan. «Vincere sarebbe importante, ci permetterebbe di andare incontro allo stop per le Nazionali con grande fiducia pur rimanendo a Zingonia in pochi. Abbiamo diversi elementi che partiranno, il gruppo potrà lavorare con più tempo a disposizione anche se non si potrà provare tutto. Faremo il massimo, ci sono tante partite anche a fine settembre e quindi il nostro obiettivo è di arrivare pronti a questi impegni per fare più punti possibili». Senza fare proclami, da adesso fino a gennaio la Dea farà all in sul campionato.

 

 

Le scelte: dentro Djimsiti e Mancini. In vista della gara contro i sardi, le scelte sono fatte ma il tecnico ne svela solo una parte: «In difesa Toloi e Palomino sono fuori e quindi giocheranno Mancini e Djimsiti insieme a Masiello. Ilicic lavorerà presto sul campo e conto, nel giro di due o tre settimane, di averlo a disposizione. Rigoni ha fatto benissimo a Roma e di sicuro, viste le sue qualità, giocherà in attacco e non in difesa. Calcia di destro e di sinistro, vede la porta. Dall’inizio o a gara in corsa vedremo. Zapata e Pasalic? È tutto da vedere, di certo non ci sarà alternanza continua e quindi non è che ora giocheranno tutti quelli di Roma». L’ultimo tema affrontato con il mister è il rinnovo di contratto: «Stiamo parlando del nuovo accordo da giugno, vista l’eliminazione è importante che Luca Percassi lo abbia tirato fuori oggi: magari avevano cambiato idea (ride, ndr). Adesso pensiamo al Cagliari, durante la sosta avremo modo di riaffrontare, chiudere e formalizzare il discorso. Soddisfazione? Certamente, ma ora pensiamo solo al campo». Con tanti saluti, da Zingonia, a coloro che erano già sicuri di un futuro del tecnico lontano da Bergamo.