Pensare positivo
Il 2 e il 21 settembre

Ryanair cerca hostess e steward Ecco come fare per candidarsi

Ryanair cerca hostess e steward Ecco come fare per candidarsi
Pensare positivo 31 Agosto 2016 ore 05:00

Altezza, bella presenza, ma soprattutto professionalità: ecco i tre requisiti fondamentali per diventare hostess e steward Ryanair. Se li possedete e questa è la rotta che percorrono i vostri sogni, è il momento migliore per candidarsi: la compagnia low-cost ha appena aggiunto tre nuove destinazioni alle 77 mete già esistenti in partenza dall’aeroporto di Orio al Serio, Edimburgo, Vigo e Lussemburgo.

Requisiti per diventare hostess o steward. Con il modico investimento di un miliardo di dollari, Ryanair ha aperto la campagna di recruiting per Assistenti di volo e, tra le date, i cosiddetti Cabin Crew Days, sono in programma due tappe bergamasche, il 2 e il 21 settembre 2016. Si occupa delle assunzioni Crewlink, una società che da anni effettua il lungo processo di selezione del personale della compagnia. I requisiti minimi sono la maggiore età, un’ottima conoscenza dell’Inglese e capacità natatorie. Inoltre servono almeno 157 centimetri di altezza per le donne, 170 per gli uomini, nessun tatuaggio o piercing visibile, buone capacità visive e una buona forma fisica. Vi sembrano richieste stravaganti?

 

 

  • Maggiore età. Sulla maggiore età, nulla da obiettare, anche se alcune compagnie, come la Emirates, richiedono i 21 anni; lo stesso vale per l’Inglese, che è assolutamente imprescindibile per la Compagnia irlandese: è necessario almeno un  livello B1 del quadro europeo di riferimento, visto che la prima scrematura avviene proprio con un test di inglese, cui farà seguito un colloquio.
  • Capacità natatorie. Per quanto paia strano che gli assistenti di volo debbano saper nuotare bene, non lo è in previsione di una situazione d’emergenza; esistono invece compagnie che stabiliscono necessità alquanto bizzarre: la Tam, brasiliana, addestra i suoi lavoratori a un eventuale sopravvivenza in caso di atterraggio d’emergenza nella foresta pluviale.
  • Altezza minima. Sull’altezza le diverse compagnie aeree non trovano un punto di riferimento comune: i 157 centimetri sono una richiesta piuttosto clemente a confronto con i 165 di Blue Air e i 167 per Meridiana. Qatar, Emirates ed Etihad preferiscono misurare la distanza tra i piedi e la punta delle dita della mano con il braccio alzato e il minimo è 212 cm, calcolati per permettere alla hostess di gestire senza problemi il vano bagagli sopra le teste dei viaggiatori.
  • Buona capacità visiva e forma fisica. Per la vista perfetta l’unica scappatoia alle diottrie mancanti sono le lenti a contatto, mentre la buona forma fisica non è altro che la parafrasi dell’antico – ma pur sempre di moda – bella presenza e aspetto curato, perché, particolare non da poco, essi si rapportano direttamente alla clientela e devono garantire agio nel popolo dei viaggiatori, anche dei più aerofobici.

 

 

Divisa e make up. L’attuale uniforme obbligatoria è stata progettata dalla giovanissima designer irlandese Emma Collopy, la quale ha finalmente messo fine all’imbarazzante combinazione di blu elettrico e giallo delle vecchie divise, che ora sono di una tonalità più scura di blu, mentre il giallo dei foulard, delle finiture e dell’impermeabile femminile tende all’oro. Certo, nulla a che vedere con gli abiti firmati Trussardi e Armani dell’Alitalia, cui Mattel ha anche dedicato quattordici Barbie con le uniformi storiche.

Nessuna indicazione restrittiva per il trucco richiesto: la Virgin Atlantic, la cui base è a Crawley, vicino a Gatwick, prevede che le donne mettano un rossetto rosso identico alla tonalità della divisa, e le unghie devono o essere dello stesso colore o al naturale. Alitalia impone agli steward che vogliano la barba, una lunghezza massima di 1 centimetro, mentre i capelli non devono superare il colletto della camicia.

L’unica specifica estetica di Ryanair riguarda l’outfit per le selezioni: camicia, gonna al ginocchio, collant color carne per le donne, pantalone classico e camicia a maniche corte per gli uomini.

 

 

E poi, pazienza e gentilezza. Infine,per il ruolo che ricoprono hostess e steward, si richiedono abilità nella comunicazione e nella gestione delle relazioni, nonché la capacità di rimanere il più possibile calmi e lucidi anche in situazioni di emergenza. Un'altra abilità è il far fronte alle domande più assurde che talvolta i passeggeri avanzano: nel 2012, in un articolo dal titolo Strange but true: Weirdest passenger requests revealed (trad.: Strano ma vero: le richieste più assurde dei passeggeri rivelate), il sito CabinCrew aveva riportato le richieste più comiche e paradossali dei viaggiatori agli assistenti di volo. Qualche esempio? «Perché non si può aprire la finestra e avere una boccata d'aria?» o «Dov'è il bancomat a bordo?».

Il corso di formazione. Ancor prima di iniziare concretamente, urge mettere da parte denaro per il corso teorico per diventare hostess o steward, giacché in Italia è obbligatoria una formazione che dà diritto a un attestato: i corsi non sono gratuiti e, per Ryanair, si aggira sui 2mila euro (più spese di alloggio e di iscrizione). Con Ryanair il corso dura sei settimane ed è tenuto da Crewlink al Centro di Formazione di Hahn; al termine è previsto un esame finale e, per tutti coloro che l’avranno superato, il decollo avviene con un contratto di tre anni.

Iscriversi alle selezioni. Dunque che fare per tentare le selezioni? Se siete in possesso di tutti i requisiti qui sopra, basta effettuare un metaforico check-in, compilando il modulo di domanda online sul sito di Crewlink, e attendere di ricevere la chiamata per il recruitment day nella città più vicina. Buona fortuna!

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