Una vittoria di tutti

Salvo il Centro Wwf di Valpredina Riceverà addirittura più fondi

Salvo il Centro Wwf di Valpredina Riceverà addirittura più fondi
Pensare positivo 01 Aprile 2016 ore 11:37

Il Centro di recupero animali selvatici (Cras) dell'oasi Wwf di Valpredina, a Cenate Sopra, è salvo. In extremis, ma è salvo. La Regione ha infatti firmato il provvedimento con cui si assume le competenze che, fino all'anno scorso, erano in capo alle Province. Tra queste c'era anche la convenzione con cui via Tasso, negli anni, si era occupata di finanziare l'attività del Cras di Valpredina: 25mila euro lordi necessari al funzionamento dei 90 ettari della struttura, con veterinari, naturalisti e volontari. Poi, però, i soldi nelle casse della Provincia sono finiti e le recenti riforme hanno portato a uno spostamento delle competenze in seno alla Regione. La quale, fino a poche ore fa, non aveva ancora provveduto a recuperare le convenzioni in essere. Risultato: il Centro di Valpredina rischiava seriamente di dover chiudere. Uno scenario, fortunatamente, evitato.

 

valpredina

 

Sicurezze e più fondi. Si sta parlando, del resto, di una vera eccellenza del settore. Il Cras Wwf di Valpredina è una sorta di ospedale destinato alla cura e al recupero di animali selvatici feriti o, comunque, trovati in condizioni di grave difficoltà. In anni e anni di attività, ha accolto 21.182 esemplari feriti, debilitati e malconci e più della metà sono stati curati, rimessi in forma e poi liberati. Si tratta di una struttura d’eccellenza assoluta, essendo l’unico Cras dotato di specifiche strutture medico-veterinarie interne per il pronto soccorso, degenze e cure riabilitative. Negli anni non ha “servito” soltanto il territorio bergamasco, ma anche le province di Brescia, Lecco e Sondrio. Prosciugate le Province, non ancora pronte le Regioni, era stata lasciata andare verso la scadenza la convenzione che aveva consentito il finanziamento dell’Oasi: la data ultima era il 31 marzo. Per questo, sin da metà mese, i responsabili della struttura avevano deciso di alzare la voce, parlando con i media della situazione. E dopo che a inizio settimana è stata lanciato l'ennesimo allarme, finalmente la Regione ha risposto, non soltanto con rassicurazioni, ma soprattutto con i fatti.

Il direttore della Riserva, Enzo Mauri, spiega al Corriere della Sera Bergamo: «Ci hanno comunicato che le deleghe della Province erano state assunte dalla Regione ed erano state recuperate anche le convenzioni. Riceveremo 34mila euro lordi che ci permetteranno di andare avanti fino alla fine dell’anno, quando bisognerà effettuare un altro rinnovo; ma questo è nell’ordine delle cose, l’importante era il passaggio da un ente all’altro. Non è che dall'1 aprile avremmo messo gli animali nel freezer, ma non avremmo più potuto accettarne altri, e poi non so come avremmo fatto a tirare avanti». Il Cras è salvo dunque. Anzi, riceverà anche più soldi rispetto al passato, con il finanziamento cresciuto da 25mila e 34mila euro lordi l'anno. Il motivo è semplice: Valpredina diventerà un punto di riferimento ufficiale anche per il 50 percento del territorio bresciano.

 

grifone

 

Una vittoria per tutti. I responsabili del centro, nelle scorse settimane, hanno sottoposto alla Regione anche un piano per una razionale spending review che, tuttavia, non comprometta l’esistenza e la piena funzionalità del Centro. Un piano che, come conferma Mauri, è stato ben accolto a Palazzo Lombardia: «Abbiamo messo a punto un piano di riorganizzazione dei Cras coordinandolo con il sistema sanitario, che sarà poi adottato dalla Regione, e questa per noi è una grande soddisfazione». Come spiega il Corriere, il centro è sempre aperto 24 ore al giorno, potendo così accogliere animali feriti in qualsiasi momento. Le specie ospitate sono le più svariate: aquile, caprioli, daini, gufi, nibbi, poiane, pipistrelli, falchi pellegrini, grifoni e ibis sacri, talvolta anche tanti animali estranei al nostro ecosistema, che qualcuno acquista all’estero e poi libera quando se ne stanca: suricati, pitoni, furetti, iguane, scoiattoli grigi, tartarughe d’acqua. Nonché papere morse dalle stesse tartarughe. Il 56 percento di questi animali, dopo essere stati curati e accuditi, vengono rimessi in libertà. Una percentuale che, da sola, racconta il mirabile lavoro svolto dai tecnici e dai volontari del Centro, che, fortunatamente, continuerà a svolgere la propria attività grazie alla Regione. Una vittoria per tutti.