L'unione (degli esercenti) fa la forza

A Sant'Agostino riparte l'estate E per la prima volta si fa squadra

A Sant'Agostino riparte l'estate E per la prima volta si fa squadra
Pensare positivo 03 Giugno 2015 ore 19:15

L'unione fa la forza, ma stavolta per davvero. Dopo la bella esperienza dell'anno scorso, bar e ristoranti di Città Alta tornano ad allearsi per offrire all'estate bergamasca un luogo dove bere e mangiare all'aperto, possibilmente bene. “Borgo Sant'Agostino” ha aperto i battenti lunedì 1 giugno e animerà le serate dell'omonimo parco fino al 6 settembre.

 

 

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Ma se lo scorso anno ognuno faceva comunque per sé, stavolta si farà squadra. “Borgo Sant'Agostino” è infatti il nome della neonata srl che diventa a tutti gli effetti un soggetto nuovo del commercio bergamasco. Questione di forma, ma anche di sostanza. I 14 soci fondatori, tutti marchi storici di Città Alta, con almeno 40 anni di storia alle spalle, hanno deciso di fare massa critica per contare di più e sfruttare le economie di scala. In termini pratici, significa poter strappare condizioni più favorevoli ai fornitori, ma non solo. «Questo è solo l'inizio – spiega Robi Amaddeo, patron di Mimmo e principale artefice dell'iniziativa – perché in futuro potremmo anche decidere di partecipare ad alcuni bandi e lanciare nuove iniziative sul territorio. L'idea è di aiutarsi l'uno con l'altro, sostenendo anche il piccolo esercizio commerciale che rischia di scomparire. In una città dove spesso si fatica ad andare d'accordo con il vicino, è quasi una rivoluzione».

A beneficiarne sarà soprattutto chi salirà a Sant'Agostino, che faticherà a resistere alle tentazioni offerte da un autentico “Dream team” dell'enogastronomia bergamasca. La cassa sarà unica (e l'incasso sarà diviso in parti uguali) ma la proposta culinaria sarà diversificata al massimo. Proprio qui sta il segreto: ogni ristoratore conserverà la sua specificità, contribuendo alla buona riuscita dell'offerta collettiva. “Borgo Sant'Agostino” sarà come un grande piatto composto con ingredienti d'eccezione, tutti ben riconoscibili.

 

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Mimmo & Marianna. Ci sarà anche una “chicca” dell'ultima ora: per l'occasione, due pezzi da novanta come Mimmo e Marianna hanno deciso di dar vita a un marchio comune. «Si chiamerà Mamì – svela Amaddeo – e proporrà i prodotti dell'orto. Non tanto in chiave vegetariana, quanto in un'ottica di riscoperta della terra e dei suoi frutti. Il tema dell'Expo, in fondo. Ci saranno piatti a base di verdura, frutta, cereali e legumi, proposti in maniera creativa». Al diavolo campanilismi e anacronistiche rivalità, per promuovere Città Alta è più che mai il momento di unire gli sforzi. «Ne ho parlato con Mirko Panattoni, amico da sempre, ed ecco l'idea. Sarà anche un modo per dimostrare che lavorando insieme si possono fare grandi cose. Non a caso lo stand esporrà foto degli anni Cinquanta, con i nostri padri ritratti assieme. Perché una volta chi apriva un ristorante si vedeva aiutare da chi c'era già. Nel corso degli anni tutto questo si è perso. Ma è il momento di ritrovarlo. È una grande lezione del passato che va riscoperta. Un ritorno al futuro».

Servizio navetta. Gli esercenti di Città Alta hanno pensato anche al problema del parcheggio. Il venerdì e il sabato funzionerà un servizio navetta che costerà come una corsa urbana: lo garantirà l'Atb, grazie anche al contributo del “Borgo”. Ogni quarto d'ora un autobus partirà dal piazzale dello stadio, un altro dalla Croce Rossa a Loreto.

 

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