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Scuole bergamasche in salute Siamo al terzo posto in Italia

Scuole bergamasche in salute Siamo al terzo posto in Italia
Pensare positivo 22 Ottobre 2018 ore 12:20

Scuole lombarde in chiaroscuro, tra vetustà degli edifici e carenza delle certificazioni da una parte e dall’altra stanziamento di fondi sopra la media nazionale per manutenzione e messa in sicurezza e per i progetti educativi. È stato presentato l’annuale rapporto di Legambiente Ecosistema Scuola che fotografa lo stato di salute delle scuole italiane prendendo in considerazione le caratteristiche strutturali, il tasso di innovazione e gli indicatori di qualità sia degli edifici che dei servizi. Ottima però la performance di Bergamo che sale sul podio nazionale. Appena fuori dalla top ten Brescia (11esima), poi a seguire Sondrio (16esima), Cremona (22esima), Varese (26esima), Milano (27esima), Mantova (28esima), Lecco (29esima). Poi Pavia (41esima), Monza (49esima) e Como (66esima). Lodi è l’unico Comune lombardo a non aver inviato il questionario.

A prova di terremoto. Uno dei dati più rilevanti che emerge riguarda la datazione degli edifici scolastici lombardi: il 79,6% è stato costruito prima del 1974, contro il 63,6% del dato medio nazionale, e solo l’1,0% dopo il 2001. Non brillante l’attività di verifica di vulnerabilità sismica, eseguita sul 25,8% degli edifici a fronte di una media nazionale del 32,9%. Circa la stessa percentuale – 25,3% – ha beneficiato di indagini diagnostiche dei solai (20,7 % nazionale) con un 4,5% in cui si è intervenuti per la messa in sicurezza. Bergamo è la città dove su tutti gli edifici è stata fatta la verifica di vulnerabilità sismica; Lecco, Mantova e Sondrio hanno invece effettuato le indagini sui solai di tutte le scuole. «La principale grande opera di cui abbiamo bisogno è la riqualificazione edilizia delle scuole – dichiara Simona Colombo, direttrice di Legambiente Lombardia -. È necessario orientare i finanziamenti e la programmazione verso obiettivi strutturali come nuove scuole e azioni di riqualificazione per adeguamento sismico ed efficientamento energetico per il patrimonio esistente. Supportando i Comuni che non riescono in maniera reattiva ed efficiente a spendere le risorse, che ci sono, per le manutenzioni ordinarie e straordinarie. Troppi edifici sono insicuri, sprecano energia e sono poco adatti ad ospitare studenti, insegnanti e lavoratori: la sicurezza e la salute devono essere al primo posto per tutti coloro che hanno responsabilità politiche e amministrative».

 

 

Certificazioni in regola. Seppure le città lombarde abbiano speso più della media italiana, oltre la metà degli edifici necessita di interventi urgenti di manutenzione. Como, Cremona e Pavia sono le città con le maggiori esigenze; nessun edificio di Mantova invece ne necessita. Un dato a cui vanno associati quelli relativi alle certificazioni: il 53,7% dispone del collaudo statico, il 51% dell’agibilità, il 63,2% della certificazione igienico-sanitaria, il 50,5% di impianti elettrici a norma, solo il 27,3% di certificato di prevenzione incendi. Comunque percentuali sotto la media nazionale, solo a Bergamo tutti gli edifici sono in regola con le certificazioni.

Energie rinnovabili. Poche fonti rinnovabili ed edifici molto energivori: è il quadro delineato da Ecosistema Scuola in materia. Il 60,4% è in classe energetica G, l’ultima. Meno di uno su dieci utilizza energie rinnovabili (18,2% il dato nazionale). La produzione di energia da rinnovabili però copre ben il 71% dei consumi degli edifici scolastici in cui sono presenti impianti. Sondrio è la città con la maggiore percentuale di edifici con solare termico, Bergamo con fotovoltaico.

A misura di bici. Luci e ombre, in generale, rispetto alla mobilità casa-scuola: solo il 7,6% degli edifici scolastici sono serviti da scuolabus (22,9% la media nazionale); quasi assenti le linee scolastiche. Sopra la media i dati riferiti agli edifici coinvolti nel servizio di pedibus (7% contro il 5,3%) e raggiungibili in bicicletta grazie alla presenza di piste ciclabili. Como e Lecco le città che non contemplano lo scuolabus, Lecco tuttavia è quella dove il pedibus risulta maggiormente attivato, mentre le scuole di Bergamo sono le più raggiungibili in bicicletta.

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