Pensare positivo
L'arte paga, se si pensa in grande

Se Bergamo facesse 4 belle mostre (un consiglio al sindaco Gori)

Se Bergamo facesse 4 belle mostre (un consiglio al sindaco Gori)
Pensare positivo 02 Dicembre 2014 ore 08:40

Giovedì 27 novembre a Virus, la trasmissione su Rai2 condotta da Nicola Porro, Vittorio Sgarbi ha detto, con la solita ironia, che da quando ha messo in piedi la mostra “Da Giotto a Gentile” a Fabriano non lo vedono più come un critico d’arte, ma come una specie di santo patrono, che non cammina per strada ma appare un po’ in alto lassù. Perché? perché la sua mostra ha portato in città 57.000 visitatori, una folla mai vista da quelle parti. Una manna per ristoratori, albergatori e quanti lucrano sulle masse in spostamento.

Si magna licet con quel che segue (ovvero: fatte le debite proporzioni) martedì scorso artribune.com aveva dato notizia di un documento in cui il Metropolitan Museum di New York ha presentato i risultati di quattro mostre tenutesi nella sua sede nella primavera/estate del 2014. Le mostre sono: Lost Kingdoms: Hindu-Buddhist Sculpture of Early Southeast Asia, 5th to 8th Century [Reami perduti: Scultura Indo-Buddista dell’Antico Sud Est Asiatico dal V all’VIII secolo]; The Roof Garden Commission: Dan Graham with Günther Vogt [Il progetto Roof Garden: Dan Graham e Günther Vogt]; Charles James: Beyond Fashion [Charles James: oltre la moda] e Garry Winogrand [Garry Winogrand fotografo].

Utilizzando standard di settore per il calcolo dell’impatto di un evento sulle entrate fiscali, «lo studio ha rilevato che il beneficio diretto alla città e allo Stato dai visitatori del Museo ammonta a circa 75,3 milioni dollari. Ma – dato più sostanziale – il 53% dei visitatori delle mostre provenienti da fuori città ha riferito che la visita del Met è stato un fattore chiave motivante nella loro decisione di visitare New York».

Può essere utile, a questo proposito, richiamare uno studio di Maxwell L. Anderson, ricercatore a Princeton: si intitola  “Metrics of Success in Art Museum” ed stato commissionato da The Getty Leadership Institute. Lo studio inizia affermando che “I maggiori musei d’arte americani costituiscono la principale attrattiva turistica in molte città. Nel 2002 hanno mobilitato circa 100 milioni di visitatori, una cifra superiore a quelli che hanno seguito eventi sportivi”.

Dimostreremmo di non aver capito nulla né degli standard per il calcolo d’impatto sulle entrate fiscali impiegati dal Met, né delle raffinate Metrics usate per la determinazione del successo di musei d’arte come il Getty se istituissimo proporzioni del tipo: 32.000 (quanti sono gli abitanti di Fabriano) : (sta) a 118.000 (gli abitanti di Bergamo) = (come) 57.000 (i visitatori della mostra “Da Giotto a Gentile”) : (stanno) a [(57 x 118) : 32] 210 mila circa (i visitatori che potrebbero invadere Bergamo grazie a una mostra ben fatta e ancor meglio venduta).

Oppure: 8 milioni (la popolazione di NY) stanno a 118 mila (bergamaschi) come un po’ più di 75 milioni di dollari stanno a 1.12 milioni circa di dollari di entrate fiscali equamente divise fra Città Alta, piazza Pontida e dintorni se tra la primavera e l’estate prossima (ma ormai è tardi: facciamo l’autunno/inverno prossimi) si mettessero in piedi 4 mostre tutto sommato abbordabili come quella sul Roof Garden che, per chi non lo sapesse, è semplicemente il tetto del Met trasformato in giardino pensile da cui si gode di una vista inconsueta su Central Park e sullo skyline della città sulle rive dell’Hudson. Non c’è stato bisogno di chiedere in prestito Leonardo alla Regina d’Inghilterra.

Abbiamo abbozzato il calcolo solo per dare un’idea di cosa potrebbe significare un investimento sull’arte dalle nostre parti. Se - diciamo così, per dire - in Città Alta si tirasse su una bella struttura (temporanea, ecosostenibile, riciclabile, priva di grassi, con piante e fiori come l’Oasis di Abukir di Patrick Blanc a Parigi) tra la torre del Gombito e la Civica, altro che skyline di New York avrebbero in regalo gli appassionati dell’incredibile. A Londra c’è uno che certe cose le sa fare: si chiama Thomas Heatherwick ed è molto affidabile. Dicono che sia Leonardo da Vinci redivivo e - lo diciamo per le signore - si presenta anche molto, molto bene.

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