Manuale di sopravvivenza

Come sfidare i disagi del caldo (anche per chi resta in città)

Come sfidare i disagi del caldo (anche per chi resta in città)
26 Luglio 2019 ore 10:00

Le previsioni sembrerebbero non lasciare dubbi: per i prossimi giorni sono attese ancora temperature infernali che significano boccheggiamenti a gogo con annessi e connessi, difficili da tollerare, specie per chi è ancora in città e, forse, vi resterà per l’intera estate. Dunque, la prospettiva è una lunga agonia e la sopportazione dei disagi da caldo fino all’arrivo delle prime piogge? Non è detto; prevenire alcune delle problematiche più frequenti associate alle alte temperature, come malesseri da sbalzi di temperatura, sonno disturbato, gambe gonfie, punture di insetti è possibile, mettendo in atto i consigli pratici spartiti dagli esperti di Assosalute, l’Associazione nazionale farmaci di automedicazione che fa parte di Federchimica, ricorrendo se necessario anche a farmaci di automedicazione.

L’estate, che bella stagione. Lo dice certamente chi può evadere dalla routine e ripararsi dal clima caliente al mare o in montagna, lo pensa un po’ chi rimane in città impegnato a trovare un modo per sopportare temperature insopportabili e arginare eventuali disagi che con il caldo minano la salute. Il primo consiglio per tutti, dicono gli esperti, ma in particolare per i bambini e per gli anziani, è bere molta acqua, almeno due litri al giorno anche quando si ha l’impressione di non avere sete, e restare idratati. Evitando così di disperdere troppi liquidi con il sudore e con essi sostanze preziose, come sali minerali e vitamine. Ma il caldo può portare con sé anche alcuni malesseri di cui i più comuni, possibili in città come in villeggiatura si intende, sono quattro in parte prevenibili o controllabili.

 

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Raffreddori e generici raffreddamenti. La colpevole è lei: l’aria condizionata e i famigerati sbalzi di temperatura, ovvero passaggi da ambienti ghiacciaia a torridi esterni. Esponendo così il fisico a dei “colpi” termici troppo repentini di cui ne fanno le spese soprattutto le vie aeree superiori, la cervicale e pure, ogni tanto, l’apparato gastrointestinali. Solo pochi eletti, i più previdenti, “climatizzano” gli ambienti rispettando i 5/6 gradi di differenza tra la temperatura esterna e quella impostata sul condizionatore, gli altri ahimè lasciano via libera a mal di gola, raffreddore e tosse, lì pronti in agguato. Per ripararsi parzialmente dall’«inverno» dei locali chiusi, un modo c’è: occorre premunirsi di un foulard, una sciarpa leggera o un maglioncino di cotone da indossare quando serve e mettere al sicuro soprattutto spalle e gola. Se poi l’acciacco arriva comunque si può ricorrere, per contrastare mal di gola e raffreddori, a farmaci ad azione balsamica, antisettici del cavo orale, decongestionanti nasali e antinfiammatori non steroidei e a farmaci antitussivi se il problema è la piumetta in gola che non dà tregua con accessi continui di tosse. Sono consigliati sedativi ad azione antinfiammatoria delle prime vie aeree se la tosse è secca, espettoranti e mucolitici che fluidificano il catarro se la tosse è grassa.

Disturbi del sonno che fanno contare le pecorelle. E chi riesce a prendere sonno e a dormire 8 ore filate quando la camera da etto è rovente come un forno, manca il ricircolo di aria e le pareti sono impregnate di caldo? Uno su mille ce la fa. Forse. Per non gravare ulteriormente sul ritardo del sonno e favorire un corretto riposo, gli esperti consigliano di evitare, soprattutto la sera e prima di andare a dormire, bevande alcoliche o eccitanti come thè e caffè e a tavola cibi pesanti che affaticano digestione e riposo. Meglio mettere da parte anche l’uso di dispositivi elettronici, sostituendoli con la  lettura di un libro ed avere cura di arieggiare per quanto possibile la stanza, cercando di mantenere una temperatura interna di 22-23 gradi, prediligendo lenzuola e/o tessuti in cotone che favoriscono una corretta traspirazione della pelle. Se il sonno proprio non ne vuole sapere di arrivare, si può fare uso di farmaci ad azione blandamente sedativa a base di valeriana, da sola o in associazione.

 Punture di insetti. Zanzare, api, vespe e calabroni innervositi anch’essi dal caldo, non trovano niente di meglio da fare che ronzare e pungere un malcapitato, poi tormentato da pomfi, spesso dolorosi o che danno bruciore e prurito. Contro l’insidia delle zanzare, oltre a evitare ristagni d’acqua, per esempio nei vasi dei balconi, è bene usare prodotti insetto-repellenti e zanzariere in casa, mentre se vedete svolazzare api e vespe, che si avvicinano a voi, cercate nonostante l’istinto di restare immobili, perché queste tendono a reagire se infastidite, meglio poi evitare di indossate abiti dai colori sgargianti o profumi forti che rappresentano un ulteriore richiamo per gli insetti. È bene dunque fare più attenzione, anche in città, se si svolgono lavori di giardinaggio o durante le passeggiate nei parchi cittadini o se si fa sport in quanto il sudore è “succoso” per gli insetti ed è un rischio aumentato di diventare la vittima sacrificale di una puntura. Per gli allergici agli imenotteri, e dunque al veleno dei loro morsi, d’estate è d’obbligo avere in tasca una fiala di adrenalina predosata da iniettare immediatamente e evitare un possibile shock anafilattico e problematiche associate, potenzialmente anche molto gravi. Nei casi generali, su necessità, è possibile lenire i fastidi dei ponfi specie il prurito con creme a base di antistaminici o derivati del cortisone, cioè i corticosteroidi, o antinfiammatori e anestetici locali.

Gambe gonfie, “lievitate” a tal punto da dare la sensazione di avere al loro posto delle colonne rigide e pesanti. Si tratta di norma di una conseguenza di problemi circolatori per insufficienza venosa e fragilità capillare, più tipica nelle donne, con  sintomi che si manifestano per lo più la sera, al termine di una giornata faticosa o dopo aver mantenuto a lungo una stessa posizione, seduta o in piedi. La prevenzione pratica richiede di indossare scarpe comode, né troppo basse né troppo alte per mantenere la curvatura naturale del piede, e vestiti che non “costringano l’addome” favorendo il ristagno del sangue nelle gambe. Mentre per alleviare il fastidio, è consigliato tenere per qualche minuto le gambe alzate e mettere i piedi a mollo in acqua fredda e favorire così una migliore circolazione. Se il disturbo è ricorrente, meglio riposare con i piedi più in alto del capo, inclinando il materasso in modo che le estremità inferiori rimangano sollevate di 15-20 centimetri. Dietro consiglio del medico e/o del farmacista, infine, si possono assumere farmaci ad azione capillaro-protettrice in crema o gel, da applicare localmente per un sollievo immediato, o anche sotto forma di polvere o compresse.

Insomma pochi accorgimenti, che dovrebbero dare un po’ più di benessere anche a chi trascorre le giornate più calde o l’estate in città in attesa di un meritato riposo quando gli altri saranno al lavoro.

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