Il sogno della qualificazione

Se si andasse in Europa farei… La parola ai tifosi della Dea

Se si andasse in Europa farei… La parola ai tifosi della Dea
28 Aprile 2017 ore 04:30

E se l’Atalanta andasse davvero in Europa, che fareste? Il traguardo è sempre più vicino, mancano poche partite alla fine del campionato e la qualificazione per la prossima Europa League è un obiettivo sempre più concreto. E così abbiamo girato la domanda a un bel gruppo di tifosi e le risposte sono state le più svariate. Tanti, per scaramanzia, non hanno voluto rispondere, altri lo hanno fatto senza indugi, ma abbiamo capito una cosa: l’attesa per il ritorno in una competizione continentale è incredibile e c’è una gran voglia di festeggiare un piazzamento che, comunque lo si valuti, ha dell’incredibile.

Isaac (barista, Guatemala): «Cosa faccio in caso di Europa? Cerco lavoro a Bergamo! Giorni liberi il martedì, il mercoledì o il giovedì, a secondo della coppa per cui ci qualifichiamo, poi maglia personalizzata “Immigrati sempre presenti – Sez. Guatemala” da indossare appena metto piede in Italia e semplici richieste di stipendio: vitto, alloggio, sigarette (ma va bene anche solo qualche birretta) e cellulare».

Alberto (libero professionista, Toscana): «Abito in un paese della Toscana e da sempre tifo Dea. Se si va in Europa faccio l’abbonamento e, dato che il fine settimana lavoro, lo lascio ai miei amici della Tana di Grassobbio. La prima trasferta in Europa, comunque, non la perdo nemmeno per sogno».

Davide (barista, Bassa Bergamasca): «Se andiamo in Europa la Vespa è già pronta: giocassimo una gara nel raggio dei chilometri che ci separano da Londra (1.350, sola andata) parto senza indugi».

Paolo (O.S.S., Pavia): «Se andiamo in Europa… mi pettino come Petagna!».

Vanni (rappresentante, Francia): «Se arriva la qualificazione, faccio qualcosa di molto semplice: accendo i ceri per non uscire al primo turno e restare in Serie A».

 

 

Daniela e Silvia (commesse, Bergamo): «Se succede, noi ci tatuiamo la data della qualificazione».

Filippo (studente, Piemonte): «Se l’Atalanta va in Europa, mi faccio i capelli blu e neri per una settimana».

Giuliano (libero professionista, Isola Bergamasca): «Se andiamo in Europa preparo la valigia, compagna già avvisata. Certamente, però, prima mi ubriaco dalla gioia!».

Marzio (impiegato, Valle Imagna): «Se si va… per l’ultima di campionato in casa contro il Chievo, io e gli amici si parte dalla valle e si va a piedi allo stadio: Corna Imagna- Bergamo, 27 chilometri. Per la Dea questo e altro».

Evy (impiegata, Isola Bergamasca): «Se andiamo, tutti biondi alla Stromberg, niente ferie programmate e super attesa di un charter per volare in Europa!».

Bruno (pensionato, Bergamo): «Fatemi pensare… Se andiamo in Europa forse mia moglie me la dà!».

Valo (impiegato, Bassa Bergamasca): «Ne parlo a fatica, sono molto scaramantico. Ma sicuramente, se andiamo in Europa, scatta un tatuaggio. Il disegno è già in mente ma non lo svelo!».

Mattia (commesso, Bergamo): «Ho fatto una scommessa e una promessa. La scommessa è che se andiamo in Europa mi tingo i capelli di argento, la promessa è che al preliminare vado sicuramente al seguito della squadra».

 

 

Daniele (politico, Bergamo): «Avevo pensato a un tatuaggio, ma l’idea di disboscare venti centimetri quadrati sul mio petto mi terrorizza. E poi dopo un mese sarebbe già coperto dalla sterpaglia. Farmi i capelli bianchi come il Papu? Inutile, ormai già ci siamo. Voto di castità per tre mesi? Che novità sarebbe? Deciso: io e mia figlia Beatrice, tifosissima, faremo la prima trasferta in moto, ovunque sia, dall’Islanda a Tel Aviv sperando non ci capiti Lugano o Lucerna, altrimenti prendiamo il motorino. Del resto, trent’anni fa, col Merthyr Tydfil, andai in Galles in pullman: 56 ore tra andata e ritorno!».

Fabio (giornalista, Isola Bergamasca): «Se l’Atalanta si qualifica per l’Europa League, faccio un mese di piscina a pieno regime e mi metto a dieta ferrea: sforzo immane!».

Teo (libero professionista, Isola Bergamasca): «Faccio il passaporto che non si sa mai, poi un tatuaggio con qualche scritta che ricordi quest’anno… Qualcosa tipo il logo della Dea rotondo con scritto sotto “Atalanta BC 2016/’17 a record year”».

Stefano (dirigente, Bergamo): «Se arriva la qualificazione faccio tutte le trasferte, sicuro. Cominciamo con non perdere a Roma, sarebbe splendido!».

Ron (impiegato, Toscana): «Per prima cosa dovrò aumentare la dose giornaliera di pastiglie per la pressione, per il resto credo che farò un tatuaggio e una camminata da qualche parte a Bergamo, oppure qui in Toscana. Il sogno comunque sarebbe quello di fondare un club che raggruppi i tifosi atalantini della Toscana per seguire la squadra in Europa».

Roberto (impiegato, Bergamo): «Ancora non ho deciso ma avevo pensato di tatuarmi il mio due aste!».

 

 

Dafne (cassiera, Bergamo): «Se andiamo in Europa mi tatuo tutto il campionato di quest’anno… Partite e risultati! È una promessa. Fatta da ubriaca, ma pur sempre una promessa!».

Stefano (rappresentante, Bassa Bergamasca): «Se succede, patto di sangue già fatto con gli amici Vendra, Bani, Gigi, Giana, Simo e il Legra: la prima trasferta si fa in camper ovunque sia!».

Gio (impiegato, Bassa Bergamasca): «Se succede, deciderò al momento. Certamente, se fossi allo stadio vicino all’amico Beppuccio, credo che mi commuoverei. Per il resto non pianifico nulla, qualcosa combinerò di sicuro come successe quanto conquistammo a Palermo una salvezza sudata e camminai in mezzo ai campi con la mia compagna».

Simone (libero professionista, Bergamo): «Se andiamo in Europa mi metto seriamente a dieta! Così unisco l’utile al dilettevole. Quanto peso? Troppo».

Marco (bancario, Val Seriana): «Se succede, coinvolgo gli amici Fabio, Alessandro e Lissa e facciamo Bergamo-Sotto il Monte a piedi prendendo un bicchiere di vino ad ogni bar che incontriamo per strada».

Lissa (operaio, Val Seriana): «Se l’Atalanta si qualifica sfido (e batto) l’amico Fabio Gennari a birra e salsicce!».

Alessandro (tour operator, Bassa Bergamasca): «Sono molto scaramantico ma potrei fare Urgnano- Santuario di Caravaggio in bicicletta».

Cristian (calciatore, Bergamo): «Facilissimo, cioc ona setimana!».

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