Si chiama MATe Project

Un sito come professore per le ripetizioni di matematica

Un sito come professore per le ripetizioni di matematica
04 Luglio 2014 ore 13:45

La matematica è, per molti studenti italiani, una brutta bestia. Spesso nelle scuole gli insegnanti di matematica si trovano in difficoltà a gestire studenti che vanno a velocità diverse sul piano dell’apprendimento, soprattutto in una materia così ostica. Ecco che le ripetizioni diventano uno strumento fondamentale. Purtroppo però non tutte le famiglie possono permettersi una spesa costosa come quelle di un insegnante privato per una o due volte a settimana per i propri figli. Come se non bastasse, anche i pochi sistemi di supporto aggiuntivo che le scuole italiane mettevano a disposizione degli studenti attraverso ore aggiuntive di lezione al di fuori dell’orario scolastico sono decisamente diminuiti a causa dell’assenza di fondi. Da questa evidenza nasce l’idea di MATe, start-up digitale ideata dallo studente di ingegneria gestionale all’Università di Bergamo Elia Antonelli e realizzata con altri quattro ragazzi (Alberto Amendola, Matteo Selmi, Andrea Bassini e Francesco D’Ambrosio), con lo scopo di rendere le ripetizioni di matematica fruibili a tutti coloro che ne avessero bisogno.

L’evoluzione del progetto MATe. Nel febbraio 2013, durante un seminario online, Elia Antonelli, 25enne di Settala (MI), ebbe l’idea di progettare un sito in grado di offrire lezioni personalizzate di ripetizioni in matematica via web e dai costi contenuti. A lui si aggregarono altri 4 ragazzi dell’hinterland milanese ed il progetto prese il via. Dopo vari mesi di esperimenti, è nel gennaio 2014 che il sito MATe Project prende veramente il via, diventando qualcosa di concreto grazie anche al supporto del professore dell’Università di Bergamo Tommaso Minola e del suo assistente Paolo Pressiani, che decidono di mettere al servizio dell’idea di Elia Antonelli le loro competenze in ambito d’impresa e le loro conoscenze. Il funzionamento di MATe è molto semplice: uno studente può iscriversi ed ha due settimane in cui provare una lezione gratuitamente. Nel caso in cui trovi interessante l’idea, potrà poi iscriversi attraverso il pagamento della quota di iscrizione: 60 euro per un intero anno scolastico, appena 98 centesimi all’ora. Cifre ben lontane da quelle solitamente richieste per le classiche ripetizioni. Ogni studente può inviare le foto degli esercizi con cui ha maggiori difficoltà, accordandosi così direttamente con gli esercitatori circa i temi da trattare nella lezione successiva. Come ci spiega Elia Antonelli, «MATe è totalmente autofinanziato, l’Università di Bergamo ci sta però dando una grande mano attraverso il professor Minola e Paolo Pressiani, perché il loro supporto ci sta offrendo l’occasione di farci conoscere nel mondo imprenditoriale e di trovare finanziatori che credano nel progetto». Da gennaio a giugno già 32 studenti hanno usufruito delle lezioni di prova e più della metà ha poi deciso di pagare (ogni singola lezione e non l’intera quota di 60 euro, avendo a disposizione solamente metà anno scolastico) per avere accesso al servizio.

 

 

Le scuole non ancora aperte ad accogliere l’innovazione. MATe è una start-up imprenditoriale, ma non per questo Elia Antonelli e gli altri curatori del progetto pensano solamente a sviluppi economici: «Il sogno sarebbe trovare una scuola disponibile a fare da progetto pilota, che ci assegni una classe da seguire durante tutto l’anno scolastico, anche gratuitamente. Vorremmo dimostrare che il potenziale di MATe per gli studenti italiani e per la nostra scuola è enorme» ci dice Elia. In effetti, visti i sempre minori fondi per l’istruzione che lo Stato italiano stanzia al sistema educativo italiano, la possibilità di integrare il progetto MATe nel sistema scolastico potrebbe essere un’interessante prospettiva. Ma a quanto pare non considerata da molti Presidi. I ragazzi di MATe hanno contattato diverse strutture educative per presentare il progetto, ma non hanno mai ricevuto risposta. Al contrario, a rimanere piacevolmente sorpresi, sono stati genitori e singoli insegnanti: «Ci dicono che finalmente le nuove tecnologie vengono realmente messe al servizio di scopi didattici seri ed utili. Il basso costo è un incentivo, ma è soprattutto la responsabilizzazione dello studente ad interessare i genitori, che vedono i propri figli più invogliati alla condivisione dei problemi scolastici con ragazzi giovani e competenti che interagiscono con loro nella stessa lingua digitale». Attualmente sono solamente tre i ragazzi che ricoprono il ruolo di esercitatori, ovvero Matteo Selmi (studente di ingegneria biomedica), Alberto Amendola (studente di ingegneria gestionale) ed Elia Antonelli, mentre Andrea Bassini (Dottore in Economia europea) e Francesco D’Ambrosio (Dottore in Informatica) si occupano del lato amministrativo ed informatico. In futuro però MATe potrebbe dare lavoro a tanti giovani studenti e studentesse universitari in grado di mettere a disposizione le proprie competenze matematiche. La qualità sarebbe garantita dal fatto che avrebbe accesso al ruolo di esercitatore solamente chi abbia già passato l’esame universitario di analisi matematica. Innovazione, competenza, basso costo: tutti elementi che alla scuola italiana farebbero molto comodo.

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Domenica 6 luglio alle ore 19 Elia Antonelli presenterà il progetto a Bergamo Incontra, sul Sentierone.

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