Non solo movida

Il sogno: una “Boqueria” allo stadio «Mercato coperto come Barcellona»

Il sogno: una “Boqueria” allo stadio «Mercato coperto come Barcellona»
22 Novembre 2018 ore 06:00

La Spagna, anzi la Catalogna, fa ancora scuola. Star dietro alla “movida” è francamente impossibile, ma forse c’è un altro modello più facile da importare in Italia: il mercato coperto. Come quello di Barcellona, la splendida Boqueria. E proprio a Barcellona, per studiare da vicino quel modello e per confrontarsi con le esperienze più avanzate del piccolo commercio europeo, ci sono andati il presidente di Confesercenti Bergamo Elena Fontana e il vicedirettore Cesare Rossi. Hanno partecipato al convegno annuale organizzato da Vitrines d’Europe, organismo che riunisce le associazioni di categoria del continente, di cui Confesercenti fa parte. Le Giornate europee del commercio e del turismo sono servite per mettere a fuoco uno scenario in rapida evoluzione. «Siamo tornati a casa con diversi spunti interessanti – spiega Cesare Rossi – Su tutti la necessità di rendere le città più efficienti e accoglienti: per attirare i turisti non basta più l’aspetto monumentale ma servono servizi e trasporti efficienti, oltre a una rete di negozi di qualità. Il flusso di visitatori sta cambiando, sul mercato si stanno affacciando in modo prepotente i viaggiatori in arrivo dai Paesi emergenti. E ci si deve attrezzare di conseguenza per rispondere a nuove esigenze».

Niente auto. Durante il convegno è anche emerso che la rinuncia alle auto può dare una notevole spinta di sviluppo al piccolo commercio. «Uno studio danese ha dimostrato che dove ci sono isole pedonali e piste ciclabili lo shopping cresce. Un motivo di riflessione anche per Bergamo. Abbiamo scoperto che i grandi centri commerciali soffocano anche i negozi inglesi: nell’hinterland di Londra sono in grande aumento i locali sfitti, senza contare che il 20% dei consumatori fa acquisti online. Forse bisogna pensare di reinventarsi come venditori o intermediari di servizi, più che di prodotti fisici».

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Come sulle Ramblas. Infine, Rossi e Fontana hanno avuto la possibilità di osservare da vicino il mercato coperto sulle Ramblas. «La Boqueria è un simbolo di Barcellona: 220 banchi al coperto visitati da 50 mila persone al giorno, tra cui molti turisti – prosegue Rossi – la gente ci va per far spese ma anche per mangiare. La gestione è un modello invidiabile, c’è un direttore indicato dal Comune che porta avanti scelte autonome. Se vogliamo, nel nostro piccolo, è quanto accade al nostro mercato ortofrutticolo. Il futuro va in questa direzione, anche le nostre aree mercatali dovrebbero adeguarsi. La Boqueria è inimitabile, ma qualcosa di simile potrebbe nascere in piazzale Goisis, cogliendo l’occasione del restyling dello stadio».

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