T2 da Bergamo a Villa d’Almè

Il tram in Val Brembana si può fare Ma passa da parchi, ditte, ciclovie

Il tram in Val Brembana si può fare Ma passa da parchi, ditte, ciclovie
27 Marzo 2017 ore 06:00

Il tram delle valli tra un mese compie 8 anni. Anzi, il tram della valle, perché per il momento c’è solo in Val Seriana, e non oltre Albino. La sfida lì è stata vinta: i passeggeri sono cresciuti in continuazione fino a superare i 3 milioni e mezzo nel 2016. In totale su quei binari sono passati 25 milioni di passeggeri dall’inaugurazione del 24 aprile 2009. Il servizio sulla linea T1 della Teb, che fa parte del gruppo Atb, piace perché è rapido e puntuale: il 99,9% delle corse nel 2016 sono arrivate a destinazione sotto i 5 minuti di ritardo. Più gente sul tram significa 3,9 milioni di chilometri annui di traffico privato in meno e la mancata emissione di 730 tonnellate di anidride carbonica, 3.4 di monossido di carbonio, 170 chili di pm10 e 120 di pm2.5. Solo benefici, cioè.

Il Brembo sta aspettando. L’altra valle, però sta ancora aspettando la T2, Bergamo-Villa d’Almè. «Attualmente nelle intenzioni del ministero delle Infrastrutture – ha spiegato l’amministratore delegato Gianni Scarfone al Corriere della Sera Bergamo – c’è interesse a riprendere gli investimenti su infrastrutture come questa. Quindi stiamo aggiornando il progetto che dovrebbe essere pronto per fine mese e apriremo un tavolo di confronto per coinvolgere tutti i soggetti interessati. Deve essere tenuto pronto un pacchetto di progettazione tecnico-economica e di condivisione con i vari soggetti da presentare alla giusta occasione di finanziamento».

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Non costa poco. Si parla di un costo di 142 milioni, ma potrebbero diventare anche di più. I soldi arriverebbero soprattutto da Stato e Regione, ma anche il territorio potrebbe dire la sua, anche perché un’infrastruttura di questo portata valorizza l’area anche dal punto di vista del valore immobiliare: i privati interessati a operazioni specifiche a margine del tracciato – in particolare di trasformazione delle principali aree produttive dismesse lungo il sedime, che sono ferme da tempo – sarebbero interessati a contribuire. Solo a Bergamo, ad esempio, lungo il tracciato della T2 c sono aree di sviluppo immobiliare e strutture pubbliche di notevole importanza: la ex Reggiani, lo stadio e l’ex Ote, ovvero il progetto Chorus Life del patron della Gewiss Bosatelli, con annesso Palazzetto dello Sport. Dove però ci sono strutture private che sono andate ad occupare il sedime, e in un nodo spinoso come Ponte Secco, le difficoltà potrebbero essere di difficile superamento.

Un percorso da reinventare. A 50 anni dalla dismissione della ferrovia della Val Brembana, il vecchio sedime non è rimasto lì, libero, in attesa di un ritorno del traffico su rotaia. Spesso è stato inglobato da parcheggi, parchi, piste ciclabili. Cercando di orientarsi su Google Maps, la linea della vecchia ferrovia si stacca dal retro dell’Archivio di Stato, in via Bronzetti, poi passa su un parcheggio di una concessionaria Ducati. Questo rende l’idea degli ostacoli che si possono ora incontrare in quei nove chilometri abbondanti. Giardini di ville con alberi ormai di altissimo fusto, cortili di condomini, spazi antistanti le aziende. Si rendono strettamente necessari degli espropri, in parole povere. Non tantissimi, ma comunque spinosi. Ma andiamo avanti: si passa da via De Gasperi e via Brembati, tra la Conca Fiorita e San Colombano. Si oltrepassa via Crocefisso fino a Sant’Antonio di Valtesse: nei pressi del Pontesecco la Circonvallazione si dovrebbe interrare per far passare il tram. Lì nelle vicinanze il Demanio ha concesso l’uso del sedime per farci dei giardini. Concessione gratuita, ma revocabile in qualsiasi momento. A Ponteranica c’è tutta una ciclabile tra le case laddove correvano i binari: si passa accanto al BoPo (e alla vecchia stazione, oggi diventata ciclo-officina) e poi dentro una galleria che sgocciola anche quando non piove da giorni. Dalla volta pendono cartelli che ripercorrono la storia della ferrovia storica. Corsi e ricorsi storici, si può dire, se dei vagoni ricominceranno a passare lì sotto. Si attraversa poi la provinciale fino alla cattedrale deserta dell’ex Gres, dove si costeggia per 800 metri quello che dovrebbe diventare il parcheggio di interscambio. A tratti emerge il binario e si passa dalla stazione di Petosino dove ora vive una famiglia: nel caso lo stabile servisse per il servizio pubblico se ne dovrebbe andare, ma già i componenti ne sono a conoscenza. Il tram corre veloce come il vento fino a Paladina, dove il percorso è occupato ora da via Sombreno e dai parcheggi di due ditte. Ad Almè il sindaco, ex assessore all’Ambiente del Comune di Bergamo, attende la T1 con ottimismo. «In paese avremo tre fermate, una anche alle piscine — ha detto Massimo Bandera al Corriere Bergamo -. E manterremo le piste ciclabili». Che attualmente corrono verso Villa d’Almè, percorrendo un ponte molto stretto sopra via Dante. Poi, il capolinea.

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