Demografia e urbanistica

Treviolo, il paese che cresce bene Il sindaco spiega tutte le ragioni

Treviolo, il paese che cresce bene Il sindaco spiega tutte le ragioni
23 Gennaio 2018 ore 08:41

È di qualche settimana fa la notizia che vede Treviolo come il Comune dell’hinterland con il tasso di crescita di abitanti più alto degli ultimi due anni. A fronte infatti di una diminuzione dei residenti in molti comuni della cerchia attorno a Bergamo, Treviolo raggiunge invece una crescita netta dell’1,8 per cento, pari a un incremento di 191 residenti. Dai 10.614 del gennaio 2015 si è infatti passati ai 10.805 dello scorso agosto. Un dato che dipende da molti fattori e che ha diverse ricadute sul territorio; abbiamo voluto approfondire e indagare in un incontro con il sindaco Pasquale Gandolfi.

Il primo cittadino individua le cause di questa crescita in tre caratteristiche di cui Treviolo è dotata, ma che soprattutto ha saputo gestire nel tempo: pianificazione urbanistica, posizione geografica strategica, tessuto sociale e associazionistico molto forte. Sono infatti da ricercare in questi tre fattori le motivazioni che spingono sempre più famiglie a scegliere di vivere nel Comune, anzi, nelle quattro frazioni che compongono il paese.

 

 

Le quattro frazioni. Infatti, la frammentazione del territorio ha giocato, secondo il sindaco, un ruolo primario nella coesione sociale, permettendo ai nuovi arrivati e ai giovani di sentirsi immediatamente parte di una comunità, e permettendo al Comune di non trasformarsi in un paese dormitorio. Le quattro realtà che vivono separatamente ma in maniera coesa danno infatti vita a un grande e diversificato tessuto sociale. Ogni frazione ha la propria parrocchia e le proprie associazioni, i propri punti di riferimento e la propria comunità. Questo ha dato vita a un trend positivo di assimilazione dei nuovi arrivati che possono prendere parte immediatamente alla vita del paese, senza sentirsi esclusi e distanti. D’altronde, quattro centri vivi e riconoscibili sono di gran lunga più inclusivi di un solo centro grande e distante.

Le associazioni. Da questo fattore ne deriva un altro altrettanto importante, cioè il pullulare di associazioni. I settanta e più gruppi che emergono dal territorio sono infatti anch’essi motivo di integrazione e di attrattività per chi deve scegliere dove vivere. Come spiega il Sindaco «le associazioni sono di ogni tipo, dagli amici dei minerali agli amici della montagna, ad associazioni sportive che vanno dal ciclismo alla ginnastica artistica, al pattinaggio a rotelle». Questo attivismo sociale è riscontrabile «soprattutto quando diamo vita alla manifestazione più importante di Treviolo, e cioè Treviva, dove tutte le associazioni del territorio scendono in piazza per presentarsi alla cittadinanza».

 

 

La pianificazione urbanistica. L’altro fattore determinante secondo il sindaco è quello della pianificazione urbanistica di un territorio che si è sviluppato poco in verticale, tramite i palazzi, e più in orizzontale, con villette e centri storici, dando vita così al trasferimento di famiglie benestanti. Come sottolinea Gandolfi, «il recupero dei centri storici delle quattro frazioni ha permesso di avere un livello qualitativo delle abitazioni medio alto. Questo ha portato a un’immigrazione di un certo tipo. Ovvero, la percentuale di immigrati extracomunitari è sotto il livello nazionale, perché siamo al 6 per cento quando i comuni attorno sono tutti attorno al 12-15 per cento, se non di più. Dall’altro ha portato anche ricchezza. Infatti il Pil pro-capite di Treviolo nella media bergamasca ci pone come il secondo paese più ricco dopo Gorle e Bergamo. Questo perché molte delle famiglie benestanti di Bergamo e molte famiglie di dirigenti delle grandi società con sede nella bergamasca si sono spostate a Treviolo».

 

 

La posizione strategica. E infine, «l’altro fattore è la posizione strategica, che permette a Treviolo di avere una vivibilità semplice e ricca, con molto verde e molti servizi a disposizione, che vanno sommati ai vari servizi dati anche dall’esterno. La vicinanza all’asse interurbano, al casello dell’autostrada di Dalmine, ai centri commerciali di Curno e Bergamo e all’ospedale sono infatti fattori fondamentali di cui gode Treviolo». Viene quindi spontaneo chiedere al sindaco, vista l’appetibilità del Comune, se nel nuovo Piano di Governo del Territorio vi saranno ampliamenti delle aree edificabili. La risposta è chiara e netta: «Assolutamente no. La nostra volontà è quella di non andare a consumare nuovo suolo». Infatti, «qualora si decidesse di modificare alcune destinazioni ad oggi non edificabili, sarebbe a discapito di altre aree edificabili che al momento non sono ancora state sviluppate. Vorremmo quindi fare un Pgt a tasso zero, senza prevedere nuovo consumo di suolo. Un Pgt che, per come lo stiamo pensando, dovrà andare a sistemare alcune situazioni critiche sul territorio – ma sono veramente poche – e a dare regole nuove, più puntuali, per dare maggiore qualità al costruito. Si andrà a eliminare per esempio la possibilità di realizzare i sottotetti». La volontà, è quindi quella di crescere utilizzando gli spazi già a disposizione, «senza snaturare il territorio, ma anzi valorizzandolo».

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