Sfida per il futuro della città

Una Bergamo a misura di famiglie Il Comune ci mette un milione in più

Una Bergamo a misura di famiglie Il Comune ci mette un milione in più
22 Novembre 2019 ore 10:15

Un piano strutturale per sostenere le famiglie, sia in termini economici sia facilitando loro la vita su più fronti: proprio su quest’ultimo punto si concentra “Bergamo per le famiglie”, l’iniziativa sulla quale è al lavoro il Comune di Bergamo e che è prevista già nell’arco del 2020 e che caratterizzerà il prossimo mandato.

Sfida delle nascite. Quella della natalità e del sostegno alle famiglie è una delle sfide più importanti per l’Amministrazione di Bergamo. Negli ultimi due anni la città ha registrato un incremento delle nascite, passate dalle 820 del 2016 alle 872 del 2017 alle 922 del 2018: un dato in controtendenza non solo rispetto al panorama nazionale, ma anche rispetto a quello provinciale (che ha registrato invece un -5% nel solo 2018). Secondo alcune stime, il 2019 potrebbe segnare ancora un buon andamento delle nascite, poco superiore a quello del 2017, ma leggermente inferiore al dato dello scorso anno: di qui la necessità di rinforzare le politiche per la natalità e la famiglia della città, rilanciando una sfida decisiva per il futuro di Bergamo.

 

 

Il lavoro è centrale. Da un lato rimane la necessità di costruire maggiori occasioni di lavoro, soprattutto per le donne, visto che le statistiche evidenziano che le donne che lavorano, e che quindi garantiscono un secondo reddito alla famiglia, sono infatti mediamente più portate a fare figli. Il Comune sta approvando un bilancio che aumenta il carico di investimenti sulla città (169milioni di euro nei prossimi 3 anni) con le ricadute positive che questi possono avere in termini di creazione di spazi di qualità e di incremento di ricchezza e lavoro. Il documento finanziario prevede anche un sostegno economico alle famiglie, anche attraverso la creazione di un nuovo fondo di oltre mezzo milione di euro a beneficio dei cittadini per salvaguardare le fasce più deboli della popolazione e di ulteriori 100mila euro per migliorare la sicurezza di case ed esercizi commerciali. L’Amministrazione è convinta che queste misure possano influire positivamente nel consolidamento di un clima di fiducia in città, una positività verso il futuro che è alla base dei processi di crescita di una comunità.

Modello Bergamo. Sempre nel bilancio previsionale 2020 approvato dalla Giunta si introducono misure per rafforzare il “modello Bergamo” che ha consentito alla città di scalare le classifiche delle migliori smart cities e di progredire in quelle della qualità della vita. Per farlo, il lavoro della Amministrazione comunale si concentra su alcune importanti direttive:

– sostenere la possibilità di fare figli e crescerli con il supporto di buoni servizi per l’infanzia;

– prendersi cura di chi si prende cura, realizzando politiche e servizi a sostegno dei care givers perché possano bilanciare gli impegni di lavoro, famiglia e cura;

– costruire e rinsaldare azioni di welfare intergenerazionale e comunitario.

L’impegno economico (aggiuntivo ai servizi che già il Comune svolge a favore delle famiglie) di un milione di euro previsto per il 2020 dal bilancio di previsione si somma a quello destinato dallo Stato ai servizi per l’infanzia e l’istruzione da 0 a 6 anni (circa 540.000 mila per Bergamo) ed è destinato a sostenere le seguenti azioni:

– aumentare ulteriormente i posti negli asili nido (oltre 60, anche in convenzione) della città per consentire il sostanziale azzeramento della lista d’attesa entro i tempi degli inserimenti previsti nell’anno educativo (480mila euro);

 

 

– rinforzare il sistema delle ludoteche, degli spazi gioco e degli spazi bebè comunali: servizi comunali alternativi e complementari agli asili nido (80mila euro);

– accompagnamento tecnico, formazione e consulenza da parte dei Servizi per l’infanzia comunali per chi voglia avviare Nidi in famiglia a Bergamo, secondo i criteri indicati da Regione Lombardia;

– avviare il progetto Tat@Bergamo: qualificare baby sitter per supportare nuclei familiari con bambine e bambini da 5 mesi a 3 anni. Il progetto potrà essere gradualmente esteso a fasce d’età maggiori e si realizza con la partecipazione alla spesa da parte delle famiglie, a prezzi calmierati (50mila euro);

– realizzare azioni di revisione del sistema tariffario di servizi comunali (mense, ecc.) per famiglie con più di due figli (190mila euro);

– incentivare la partecipazione degli anziani alle varie attività ricreative, culturali e sportive;

– creare un albo degli anziani e adulti volontari, che, debitamente formati, possono contribuire ad aiutare in attività a supporto delle famiglie (spazi compiti, ludoteche, piedibus, ecc), 100mila euro;

– valorizzare spazi e servizi nei quali convivano più generazioni: bambini, ragazzi, adulti, anziani;

– maggiore efficacia comunicativa sui servizi di supporto alla gravidanza e ai nuovi genitori presenti al Centro Famiglia e nei quartieri;

– ampliare il sostegno a chi deve occuparsi di un familiare non auto-sufficiente, garantendo le giornate di sollievo, nelle quali il Comune fornisce assistenza a casa per offrire momenti di sollievo, e costruendo un servizio di supporto psicologico (100mila euro);

– messa a disposizione di scuole statali e associazioni genitori di servizi di prescuola e postscuola a tariffe calmierate. I servizi si attivano con un numero minimo di richieste a partire da settembre 2020.

I buoni esempi di Trento e Bolzano. Nella stesura del piano che il Comune mette in campo hanno contribuito azioni di scambio di buone pratiche avviate negli scorsi dall’Amministrazione: in primo luogo Bergamo è entrata nella Rete dei Comuni Family Friendly, lanciata dalla città di Trento, e il prossimo anno ospiterà la Convention nazionale del network delle città amiche della famiglia. In secondo luogo sindaco e assessori di competenza hanno avviato un’interlocuzione con la municipalità di Bolzano, uno dei pochi altri capoluoghi italiani in cui le nascite hanno registrato una crescita in questi anni.

La parola all’assessore. «Mettiamo in campo questo piano per le famiglie – spiega l’assessore Loredana Poli – perché la nostra città ha raggiunto un buon livello di crescita di servizi e qualità della vita e, per fare un ulteriore salto di qualità, ha bisogno dell’apporto di tutti, in termini economici, ma anche e soprattutto di partecipazione civica. Consideriamo i nostri concittadini partner di questo processo, non limoni da spremere, ma agenti di cambiamento, ciascuno per le proprie possibilità. Abbiamo messo al centro del nostro lavoro l’attenzione alle famiglie con bambini, perché le consideriamo innanzitutto un fattore di crescita, economica e ovviamente sociale, e il punto nodale della nuova valorizzazione dei rapporti tra le generazioni. Aiutare, in termini di servizi, la generazione “di mezzo”, impegnata a crescere bambini e assistere i genitori, significa facilitare l’accesso al lavoro delle donne, indicatore fondamentale nella creazione di ricchezza di un territorio. Incentivare e sostenere l’invecchiamento attivo ha ripercussioni positive sulla qualità della vita degli anziani e di tutte le loro famiglie. L’attenzione ai bambini e alle bambine della nostra città, dimostrata dai nostri servizi per l’infanzia, fa crescere nuove generazioni che stanno meglio e sono più consapevoli dentro le esperienze di ogni giorno. È evidente quindi quanto sia importante lavorare su tutte le componenti delle famiglie perché possano essere risorsa per la città e la comunità».

Turismo 2020
Top news
Glocal News
Video più visti
Foto più viste
Il mondo che vorrei
Gite in treno
Curiosità
ANCI Lombardia