Una storia italiana

Ritrova la madre 70 anni dopo Il padre le impedì di cercarla

Ritrova la madre 70 anni dopo Il padre le impedì di cercarla
10 Agosto 2015 ore 12:53

Una ragazza emiliana era emigrata in Germania, nei primi decenni del Novecento, per cercare lavoro, per guadagnare un po’ di soldi da spedire a casa. Poi la situazione geopolitica, cose su cui né lei né la grande maggioranza delle persone comuni poteva avere alcun controllo, si era complicata terribilmente. A causa delle azioni scellerate di un dittatore megalomane, un riformato alla leva che aveva vinto ripetutamente le elezioni, prima stuzzicando il malcontento del popolo tedesco, poi con la paura e la violenza, era scoppiata una guerra, una guerra enorme, mondiale pure questa, come quell’altra che aveva rovesciato sull’Italia l’onta di Caporetto e la cattiva nomea di salire all’ultimo sul carro del vincitore.

Ma la ragazza emiliana se ne infischiava, probabilmente, dei grandi sistemi, e le capitò di rimanere incinta di un soldato tedesco, ed era il 1944. Ancora un anno e poi la guerra finì, dopo devastazioni di città, un genocidio, due bombe atomiche. Era difficile fare i conti delle persone e delle cose perdute, soprattutto di quelle a cui non poteva essere dato un valore in dollari. La ragazza emiliana aveva partorito ed era ritornata al suo Paese, a un’Italia liberata, ma che era da fare, di nuovo. Con lei, però, non c’era la figlia. La neonata era rimasta in Germania, con il padre e con la moglie del padre. Da allora non si videro più, la giovane emiliana e la sua bambina.

 

emigrati

 

Settant’anni dopo. Sono trascorsi settant’anni e la bambina è un’anziana signora di 71 anni. Si chiama Margot Bachmann, ha vissuto con genitori adottivi e ora vive a Francoforte. Sapeva di essere figlia di madre italiana, anche se non poteva mai farne parola con nessuno, perché il padre biologico le aveva detto che era rimasta orfana. Ma questa storia non l’aveva mai convinta e così si era decisa a rivolgersi all’International Tracing Service (ITS), un centro di documentazione e ricerca sulla persecuzione nazista con sede a Bad Arolsen, in Germania. Voleva sapere che fine avesse fatto sua madre, se era vero quello che le avevano detto.

I lavori dell’ITS sono stati condotti in cooperazione con il Restoring Family Link della Croce Rossa Italiana, che ha un mandato internazionale proprio per portare a termine nel modo più efficiente possibile ricerche di questo tipo, quelle collegate a tentativi di ricongiungimento familiare. Gli sforzi compiuti hanno ottenuto un ottimo risultato: Margot ha ritrovato sua mamma, ora novantenne e residente a Novellara, nella provincia di Reggio Emilia.

 

[Migranti italiani a Wolfsburg negli anni Sessanta]

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Quasi un miracolo. Margot ha riferito all’Ansa di avere iniziato a cercare sua mamma solo per saperne di più sul suo conto, «ma non avrei mai immaginato di poterla stringere tra le mie braccia. Sono così felice di averla trovata ancora in vita e così in forma nonostante la sua età. Anche lei ha vissuto tutta la vita pensando fossi morta quando ero ancora in fasce. Mio padre mi aveva proibito di cercarla, e ho iniziato a farlo solo lo scorso anno, dopo la sua morte e grazie al sostegno di mia figlia».

È rimasta sorpresa anche Laura Bastianetto, la portavoce della Croce Rossa Italiana. «Oggi abbiamo assistito a un piccolo miracolo, non è usuale che madre e figlia si ritrovino a distanza di settant’anni. Spesso le riunificazioni avvengono tra fratelli perché ormai non restano molti dei sopravvissuti alla Seconda Guerra Mondiale. Grazie a un lavoro congiunto che è durato un paio di anni, abbiamo potuto assistere a quell’abbraccio così commovente. Siamo stati fortunati perché la donna non si è spostata dal luogo di origine in tutti questi anni. Per questo motivo è stato possibile rintracciarla in tempi brevi. Ora che le due famiglie si sono riunite saranno frequenti gli spostamenti tra Italia e Germania, hanno moltissimo da raccontarsi e siamo contenti che la madre, convinta di aver perso la propria figlia, possa invece recuperare il tempo perduto».

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