Il valore rieducativo della pena

SPAZI(), il giornale fatto dai detenuti Cose belle dal carcere di Bergamo

SPAZI(), il giornale fatto dai detenuti Cose belle dal carcere di Bergamo
20 Novembre 2015 ore 13:21

«La pena ha una fine, ma qual è il fine della pena? Questa domanda, forse poco chiara a chi non conosce la realtà del carcere, può trovare una risposta nella lettura del giornale trimestrale Spazio». Esordisce così Adriana Lorenzi, scrittrice e formatrice, nel presentare questa pubblicazione da lei ideata. Si tratta di una rivista con testi dei detenuti della Casa Circondariale di Bergamo, prodotti durante il laboratorio di scrittura che lei stessa ha tenuto. Il progetto, per ora pensato sui tre anni ma rinnovabile per il futuro, è stato coordinato con l’aiuto di Paola Suardi, dell’agenzia Alterego-Informa, e ha avuto il sostegno del Creberg in primis, ma anche della direzione del carcere e del Comune, nonché dell’associazione Carcere e Territorio. Per leggere la rivista ci si può rivolgere direttamente ad Adriana Lorenzi (qui la sua mail) o all’associazione Carcere e Territorio. Delle copie saranno disponibili anche al Creberg o al Donizetti nella serata di Dai credito alla solidarietà (21 dicembre).

 

 

Rieducare attraverso la scrittura. Da 12 anni, nel carcere di Bergamo, esiste questo laboratorio di scrittura, collocato nella cornice del progetto di rieducazione dell’area trattamentale. Dietro c’è una dinamica importante, correlata al vero senso della pena, che si ritrova nelle parole del direttore della Casa CIrcondariale Antonino Porcino e nella dichiarazione propositiva di Adriana Lorenzi: «Si rischia che il carcere diventi un’università del crimine e un modo per isolare i soggetti. Essi devono invece passare alla responsabilità, instaurare rapporti costruttivi, impegnarsi per una seconda possibilità. E la scrittura può essere un primo passo in questa direzione». Un percorso e un progetto che vedono coinvolti, tra le firme, detenuti, ex detenuti, volontari studenti, una vice-ispettrice, un lettore esterno rimasto colpito dal numero zero. E, tra gli ospiti d’onore degli incontri, grandi autori quali Dacia Maraini e Marcello Fois.

Andare oltre le mura dal carcere. Nel settembre 2014, la Lorenzi e la Suardi, amiche dai tempi dell’università, si sono chieste come fare per portare questo percorso di scrittura fuori dalle mura del carcere. Per realizzare un progetto almeno triennale si sono rivolte a benefattori di diversa provenienza. Il Comune e l’Assessorato all’Istruzione hanno aderito, patrocinando e sostenendo il lavoro con la fornitura di computer. È stata in seguito trovata un’associazione che facesse da collettore dei fondi: Carcere e Territorio. Infine, è arrivata immediata la risposta positiva del Creberg e di alcuni privati, tra i quali lo Studio Legale Angarano – Zilioli. Il tutto con la direzione della Casa Circondariale.

 

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Spazio, con la o aperta. Il prodotto di questo importante progetto di rieducazione, Spazio – che in realtà si scrive tutto maiuscolo e con due parentesi al posto della o: SPAZI() – è un diario aperto dalla prigione; vi si raccontano le attività svolte e le riflessioni che ne nascono. «La o si apre perché il diario è aperto, nella detenzione si crea lo spazio della scrittura, che arriva anche fuori, nella comunità». Una o aperta che non è provocazione nei confronti del carcere, ma piuttosto richiamo verso la società esterna. A spiegarlo è il direttore Porcino: «Non si può pensare di chiudere le porte del carcere e credere di essersi liberati del problema. Ce ne si libera solo investendo in prevenzione sociale e contribuendo a realizzare il mandato del carcere: restituire una persona diversa al termine della pena».

Dai credito alla solidarietà. A luglio è uscito il numero zero in 500 copie; viene ora pubblicato il primo numero vero e proprio (1000 copie), in concomitanza con lo spettacolo benefico al Donizetti organizzato dal Creberg. La serata in programma per il 21 dicembre fa parte della rassegna Dai credito alla solidarietà; il ricavato andrà a sostegno di ALT (Associazione per la Lotta alla Trombosi), ma nel 2016 sarà proprio Spazio a beneficiarne. «Con questo tipo di iniziativa si raggiungono vari obiettivi – ha detto Angelo Piazzoli –: diamo rilievo a spettacoli di qualità (oltre al Gospel ci sarà Federico Buffa il 19 dicembre) e visibilità all’associazione che ne beneficia. Teniamo i prezzi bassi per avere teatri pieni». Il Creberg sostiene anche direttamente la rivista, donando 10mila euro ogni anno.

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