La rinascita di un edificio

Da villetta confiscata alla mafia a casa per persone in difficoltà

Da villetta confiscata alla mafia a casa per persone in difficoltà
22 Aprile 2017 ore 11:00

È stata siglata la scorsa settimana la convenzione tra il Comune di Suisio e l’Azienda consortile Isola Bergamasca e Val San Martino per dare una nuova vita alla villetta di via Martin Luther King sottratta alla mafia. Una svolta all’insegna della solidarietà e dei servizi socio-assistenziali quella già in atto perché l’immobile sarà destinato ad ospitare persone in difficoltà.

 

 

Spiega il sindaco Giuseppe Casali: «Il Comune di Suisio ha ricevuto la villetta di via Martin Luther King nel 2010 dall’agenzia dei beni confiscati alla mafia. Fino ad oggi non è stata utilizzata perché si trovava in uno stato di abbandono e di degrado, quindi è stato necessario trovare dei fondi e mettere in atto dei lavori per renderla abitabile. Ora gli interventi sono terminati ed è pronta, ma il progetto deve ancora essere definito: la convenzione siglata negli scorsi giorni indica che affideremo lo spazio all’Azienda consortile dell’Isola Bergamasca e questa si occuperà di redigere un progetto per definirne l’utilizzo». E’ proprio l’azienda ad tirare le fila di questo importante progetto.

 

 

«L’idea si sta concretizzando in questi giorni anche se dovremo attendere luglio più o meno per quella che sarà l’inaugurazione», spiega Danilo Francesco Riva, presidente dell’Azienda consortile. «Stiamo ancora definendo il progetto, ma il desiderio è che questa casa serva ad accogliere donne sole in difficoltà, magari con figli a carico, oppure giovani appena usciti dalle comunità che hanno bisogno di uno spazio in cui vivere mentre riprendono in mano la loro vita. Tuttavia, tengo a specificare  che il tutto è ancora in fase di evoluzione: dopo aver redatto il progetto definito dovremo iniziare una raccolta fondi per poter arredare e preparare la casa al suo scopo». La struttura sarà intitolata a Camilla Bravi, una figura conosciuta nell’Isola Bergamasca, territorio di cui era originaria: una donna che ha vissuto a metà dello scorso secolo una vita travagliata piena di peripezie e che, nonostante tutto ha saputo riprendere in mano la sua vita e farne qualcosa di speciale. Aggiunge Danilo Francesco Riva: «Abbiamo scelto questo personaggio perché simboleggia la storia dei tanti ragazzi che possono perdersi nel corso delle loro vite, ma hanno pur sempre una speranza per ritrovarsi».

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