Uno studio dello University College London

Dimagrire o smettere di fumare? Meglio se ci provate in coppia

Dimagrire o smettere di fumare? Meglio se ci provate in coppia
07 Maggio 2015 ore 13:14

Meglio ben accompagnati che soli: il detto, in caso del raggiungimento di obiettivi di buona salute, si capovolge. Cioè? Secondo un recente studio condotto da ricercatori del Cancer Research UK’s Health Behaviour Research Center presso lo University College London, in Inghilterra, e pubblicato sulla rivista  JAMA Internal Medicine, sembra che migliorare le proprie abitudini o cambiare lo stile di vita abbiano più probabilità di successo se vengono decisi, perseguiti e mantenuti in coppia.

Lo studio è ampio e ha preso in considerazione più di 3.700 coppie sposate o conviventi, di età media superiore ai 50 anni, che avevano già partecipato all’indagine ELSA (English Longitudinal Study of Ageing), sottoponendosi ogni due anni a questionari sulla salute e a controlli periodici ogni quattro. Con un solo obiettivo: monitorare i comportamenti o la correzione degli stessi, in relazione all’abitudine al fumo, alla sedentarietà e al peso corporeo. Tre importanti parametri che ancora oggi rappresentano le maggiori concause di patologie importanti, correlate all’invecchiamento o anche, nella peggiore delle ipotesi, ad un alto tasso di mortalità. Ma non solo: il focus era puntato soprattutto sull’osservazione di come le coppie, insieme, fossero in grado di cambiare le abitudini nocive in vista di un miglioramento dello stato di salute, raggiungere il traguardo e perpetrarlo nel tempo.

 

 

I risultati sono stati sorprendenti. I ricercatori hanno dimostrato che gli obiettivi e i buoni propositi salutistici hanno migliori probabilità di successo se vengono portati avanti, con costanza, da entrambi i partner.  Qualche esempio? Tenendo presente proprio quei tre comportamenti scorretti – ovvero tabacco, pigrizia e eccessi goderecci a tavola – è stato osservato che il 50 percento di donne è riuscita nel proponimento di spegnere definitivamente la sigaretta nel portacenere se il compagno lo ha fatto lo stesso in contemporanea, contro il 17 percento di partner di un non fumatore e solo dell’8 percento fra coloro che avevano al fianco un marito fumatore e che ha continuato nella propria abitudine.

Riguardo all’attività fisica, era migliorata per il 66 percento di donne che avevano cominciato a sgambettare più assiduamente al parco o in palestra insieme al partner, contro il 24 percento delle fisicamente più attive in solitaria. Stessi risultati per la tavola, sono riuscite ad abbandonare eccessi in porzioni, grassi e junk-food il 36 percento di donne sedute a tavola con compagni che tenevano anch’essi alla linea rispetto a solo il 15 percento delle intenzionate a perdere il 5 percento del loro peso iniziale, ma il cui obiettivo non era condiviso.

 

 

Stessi risultati positivi, precisano i ricercatori, sono stati raggiunti anche dagli uomini che hanno sostenuto le proprie rinunce insieme alla partner. Ancora, lo studio ha dimostrato che le probabilità di riuscita erano ugualmente elevate se un partner si era messo d’impegno e aveva migliorato da poco le proprie abitudini, ovvero se nella coppia uno dei due segue, a poca distanza, nei buoni intendimenti l’altro, come se si innescasse quindi una sana competizione salutistica. Che male non fa, anzi!

Come la mettiamo in caso di single? In mancanza di supporto e incoraggiamento da parte di un partner, i single sono destinati al fallimento? La risposta al riguardo non è ancora scientifica, perché lo studio non ha preso in considerazione questa classe di competitori, ma è possibile stimare che il sostegno positivo valga anche nel caso in cui a condividere l’impegno di un cambiamento sia un amico, magari il migliore che è un adeguato supporter, o un collega di scrivania con cui in pausa pranzo mettersi a fare una corsa al parco.

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