Elena David, leadership al femminile

18 Giugno 2019 ore 09:13

Elena David, top manager toscana di nascita da tempo conosciuta nel mondo dell’imprenditoria internazionale per le sue spiccate doti organizzative. È sposata con due figli e abita attualmente a Milano. Un curriculum stellare, quello di Elena, che dopo la laurea in Economia ha dedicato una trentina di anni prima al servizio del turismo in Starhotels come direttore generale, quindi è stata amministratore delegato di UNA Hotels fino al 2016. Nel 2004 è stata insignita della Mela d’Oro, Premio Marisa Bellisario, dedicato alle “Donne nell’Impresa del turismo e del tempo libero”, mentre nel 2013 ha ottenuto dall’Università Ca’ Foscari di Venezia il Master Award Honoris Causa in Economia e Gestione del Turismo. Oggi è presidente del Comitato Controllo e Rischi di La Doria, società leader nella produzione di derivati del pomodoro e sughi pronti, nonché consigliere indipendente del gruppo Fideuram Intesa San Paolo Private Banking. Da novembre 2018 è anche “Tuscany Business Advisor”, cioè membro di un network nominato dalla presidenza della Regione Toscana allo scopo di favorire e attrarre gli investimenti in Toscana.

 

 

Elena, una domanda impertinente: può riuscire una donna manager a mantenere intatta la propria femminilità?

«Certamente! Evitando di rinunciare alla propria personalità nel vestire o nel mantenere tratti di gentilezza. Avere attenzione ai particolari, alla cura dei dettagli, creando bellezza intorno a sé».

Quanta dose di coraggio occorre per mettersi in gioco come fa lei?

«Avere grinta e determinazione, essere costanti, non arrendersi, mai farsi intimorire. Credere nelle proprie idee e difenderle. Penso alla Giuditta e Oloferne di Artemisia Gentileschi: Giuditta, che compie l’atto eroico di liberare il popolo di Israele dall’assedio nemico uccidendone il capo dell’esercito. Questo quadro mi ha sempre colpito per la figura unica dell’artista, simbolo di determinazione e caparbietà».

Avere successo e in qualche modo stare nella sala dei bottoni eccita la “sete di potere”?

«Nessuna sete di potere, bensì esercizio responsabile dello stesso. Lavorare mantenendo sempre un profilo inattaccabile: onestà e trasparenza come parole d’ordine».

Ha avuto qualche difficoltà nell’imporre le sue idee?

«Capita di sentirsi fragili, colti da dubbi e paure. È perciò necessario trasformare le proprie ansie in stimoli: non rinunciare al dubbio che ti induce a perfezionare, a controllare anche il minimo dettaglio, a prepararti a fondo per ogni circostanza. La fragilità come premessa per la ricerca della sicurezza».

Quanto è necessario, stando in aziende così importanti, accettare compromessi?

«Dignità e coerenza sono le armi per non scendere a compromessi, non accettare il male e il malfatto e tenere duro. Ho pagato spesso a caro prezzo ma non mi pento affatto!».

Come riesce a coniugare la sua vita lavorativa con quella familiare?

«Ormai ho due figli grandi che vivono in giro nel mondo, Lorenzo di 27 anni e Virginia che ne ha 21. Non mi ricordo più come ho fatto quando erano piccoli… In realtà, scherzo: è stato tutto molto difficile ma ho cercato di non fargli mai mancare niente».

Ci racconta come trascorre il suo tempo libero?

«Mah, le mie passioni sono tante e certo non mi annoio mai. Mi piace viaggiare e coltivare la passione per l’arte. Adesso che vivo da qualche anno a Milano non mancano le occasioni anche senza la necessità di partire».

Turismo 2020
Top news
Glocal News
Video più visti
Foto più viste
Il mondo che vorrei
Gite in treno
Curiosità
ANCI Lombardia