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Vita e politica

D’accordo, Di Maio, ma chi è?

D’accordo, Di Maio, ma chi è?
Personaggi 19 Settembre 2017 ore 10:15

È il candidato Biancaneve, con i sette nani attorno. Alla fine con una manovra tipicamente da palazzo, la nomenklatura dei 5Stelle hanno rotto gli indugi e scelto Luigi Di Maio, classe 1986, da Avellino, come candidato alla presidenza del Consiglio. Per evitare confronti che sono il sale della democrazia ma che si sarebbero trasformati in sanguinosi scontri intestini, si è scelta la scorciatoia dell’unzione da parte del vertice del movimento.

Ma chi è Luigi Di Maio? La prima cosa da sapere è che ha incontrato la politica tra le mura di casa: il padre Antonio, che è stato dirigente del Movimento sociale italiano. L’esordio di Luigi invece avviene con le elezioni scolastiche dell’istituto di Pomigliano d’Arco dove la famiglia si era trasferita. Una lista né di destra né di sinistra che aveva come programma la ricostruzione dell’edificio dopo la tragedia che aveva raso al suolo la scuola di San Giuliano di Puglia. Battaglia vinta e scuola che ha potuto essere inaugurata quando Di Maio era passato all’università.

 

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Se con lo studio fa un po’ a pugni (non si è mai laureato), invece con la politica si trova subito a suo agio. Quando i 5Stelle escono allo scoperto capisce che quello è il partito che non c’era e che lui andava cercando. È tale la convinzione con cui si butta nell’avventura, che nel 2007 viene nominato attivista modello. La sua faccia sempre bella linda conquista fiducia e consensi, Beppe Grillo se lo coccola. Poi arriva anche la sponsorizzazione da parte di un’autorità assoluta come Dario Fo che lo ribattezza come un politico italiano “inimmaginabile”. La carriera elettorale, in realtà, non comincia bene. Nel 2010 si candida alle comunali di Pomigliano d’Arco. Non solo non viene eletto, ma porta a casa la miseria di 59 preferenze.

A tenerlo a galla è però l’onda impetuosa di crescita dei 5Stelle. Tre anni dopo, alle politiche del 2013, è tutta un’altra storia. Il movimento incassa il 25,56 per cento dei voti diventando il primo partito, Di Maio è il secondo eletto nella Circoscrizione Campania 1 e viene nominato vice presidente della Camera: ha 26 anni. Il più giovane vicepresidente di sempre. Forse per allontanare da sé l’immagine del ragazzino, si fidanza con una militante pentastellata di dieci anni più vecchia, Silvia Virgulti, che nel frattempo è diventata responsabile comunicazione del movimento al Senato.

 

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Ha solo 30 anni, ma la sua storia ha già abbastanza materiali per scriverne una biografia. L’ha scritta un suo compagno di scuola, un amico sicuro, Paolo Picone, che si è concesso un tocco d’ironia nel titolo: Di Maio, chi?. In realtà è una biografia preparatoria all’investitura, e scritta in perfetto stile Di Maio: un pentastellato dall’imprinting molto istituzionale (è sempre con cravatta e vestito di blu) che si contrappone al profilo piacione e sgangherato di Di Battista, il suo mancato rivale alla premiership. Grillo ha sempre tifato per lui, sin da quella volta che lo imbarazzò dicendo pubblicamente che da Di Maio c’è sempre da imparare, anche quando sta zitto. E ieri, a giochi fatti, ai giornalisti che gli chiedevano il perché della scelta di Di Maio, ha risposto così: «Per rovinargli la vita».