Achtung Borussia Dortmund Noi non abbiamo paura

14 Dicembre 2017 ore 06:00

Come il gatto con il topo, ha giocato l’Atalanta a Marassi dove ha colto la prima vittoria esterna del campionato, è balzata all’ottavo posto in classifica, ha dimostrato che cosa significhi essere una grande squadra. Capace di giocare in modo disastroso il primo quarto d’ora, subendo meritatamente il gol di Bertolacci (il quarto del rossoblù ai nerazzurri) e mandando in bestia Gasperini, che del Grifone è un’icona, dall’alto delle sue sette stagioni in Liguria e il Grifone  ha portato per due volte in Europa. La seconda non poté giocarci: non per colpa sua, ma del club di Preziosi che non ottenne la licenza Uefa.

A Bergamo, invece, la prima campagna europea del cinquantottenne signore di Grugliasco è stata sinora trionfale e, proprio da Genova, l’Atalanta detta il primo messaggio post Nyon al Borussia Dortmund. Cari panzer, vi rispettiamo, ma non abbiamo paura né di voi né del Muro Giallo. Così si fa.

Ilicic, quarto centro stagionale, secondo consecutivo, va di nuovo in gol su assist di Petagna che se non ci fosse, bisognerebbe inventarlo; Masiello nella ripresa ribalta il Genoa, illuso nel primo tempo, deluso alla fine. Berisha è monumentale in tre occasioni; Perin lo imita su Toloi e Palomino; la traversa di Freuler trema ancora.

Molle e svagata nel primo quarto d’ora, l’Atalanta vince alla distanza una partita che la porta a ridosso del Milan, a ridosso della zona Europa League. Ma è ancora troppo presto per fare calcoli e per stilare tabelle. Ciò che conta è la personalità di un gruppo cui la cavalcata europea sta facendo un gran bene. All’anima di chi sostiene che il doppio impegno, alla lunga, sia una zavorra troppo pesante da portare.

Siamo a metà dicembre e grande è la soddisfazione sotto il cielo di Bergamo: un anno fa, dopo sedici giornate, i nerazzurri avevano cinque punti in più, ma il rilievo è meramente statistico perché, un anno fa, l’Atalanta non aveva appena vinto il girone di Europa League, qualificandosi con un turno d’anticipo ai sedicesimi, totalizzando il maggior numero di punti, seconda solo allo Zenit San Pietroburgo di Roberto Mancini. Conforta la forza tranquilla della squadra che Gasperini elogia quando deve; striglia quando occorre; guida con una maestria che lo colloca fra i migliori tecnici del nostro calcio.

È un vero peccato che fra meno di tre settimane finisca questo anno d’oro, ma il prossimo promette di essere addirittura migliore. Achtung, Borussia. Non abbiamo paura.

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