Restò aperto dal 1934 al 1963

80 anni fa il primo prigioniero entrava nell’inferno di Alcatraz

80 anni fa il primo prigioniero entrava nell’inferno di Alcatraz
11 Agosto 2014 ore 15:22

Alcatraz è una piccola isola situata a 2.4 chilometri dalla costa di San Francisco. Conosciuta anche come The Rock, la roccia, dal 1934 al 1963 è stata la prigione federale più famosa al mondo. Oltre che per le caratteristiche uniche del luogo, anche perché il carcere ha ospitato alcuni dei criminali di alto profilo più pericolosi di tutti gli Stati Uniti d’America, compreso il celebre gangster di Chicago Al Capone. L’11 agosto la prigione compie 80 anni dalla sua apertura (cioè dal giorno in cui i primi prigionieri “inaugurarono” il carcere di massima sicurezza), anche se oramai è chiusa da più di mezzo secolo.

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Le leggendarie evasioni. Aperta per 29 anni, la prigione ha ospitato 1576 prigionieri; 31 di loro hanno perso la vita nel tentativo di evadere. La leggenda vuole che solo in 5 ce l’abbiano fatta, ma anche di costoro le tracce si sono perse immediatamente dopo la fuga, tanto che nessuno sa se essi siano stati realmente in grado di attraversare le gelide acque della baia. Tra le altre storie, c’è quella dei fratelli Anglin e Frank Morris, che, nel giugno del 1962, tramite alcuni buchi scavati e visibili ancor oggi nelle loro celle, riescono a fuggire; la loro storia diventerà il soggetto del film Fuga da Alcatraz, con Clint Eastwood nella parte di Morris. Si dice che Morris stesse studiando lo spagnolo da qualche mese, per raggiungere, dopo l’evasione, il sud America. Oggi, la fuga da Alcatraz è una gara di triathlon che si tiene la prima domenica di maggio e prevede 2.4km a nuoto, 29km in bicicletta e 12.9km a piedi.

 

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La visita oggi. E l’angoscia di allora. Oggi, visitare Alcatraz è possibile. Ci sono diversi traghetti che partono dal Pier 33 (il molo 33) e arrivano all’isola, attraversando una delle baie più suggestive del mondo, su cui fa capolino il Golden Gate Bridge. Prima dell’imbarco, si incontra una serie di citazioni famose riguardanti la prigione, riportate su alcuni cartelloni che stuzzicano la curiosità dei visitatori in procinto di visitare l’isola. La migliore, anonima, dice: «Se infrangi le regole vai in prigione. Se infrangi le regole della prigione, vai ad Alcatraz». Dall’isola, se ci si volta a guardare quello che ci si è lasciati alle spalle, la vista della città di San Francisco è di quelle che ti tolgono il fiato.

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La visita alla prigione si fa tramite un’audioguida che ripercorre tutti i passaggi fondamentali della storia del luogo. È un “tour” molto intenso, capace di proiettare il visitatore in un passato in cui si può sentire l’angoscia che accompagnava la vita dei prigionieri. “La Roccia” li teneva inchiodati lì, a due passi dallo splendore assoluto di uno dei luoghi più belli d’America; in primavera e in estate, ai prigionieri dell’ala sinistra il vento trasportava lo swing suonato nei migliori club della città. La finestra di là delle celle era troppo alta per poterci davvero vedere attraverso. In questo stava la sua violenza maggiore, un’efficacia devastante: l’illusione di poter toccare con un dito la libertà. E mai che si riuscisse anche soltanto ad averla vicina.

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