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Alfano e l’assordante silenzio sulle violenze per Roma-Cska

Personaggi 20 Settembre 2014 ore 14:00

Accendi il tg e scopri che quelli della Casta non cambiano mai. Toccato il fondo, cominciamo sempre a scavare. Pur essendo infognati da giorni e giorni nel maleodorante pantano dell’elezione dei giudici della Consulta e dei membri del Csm, queste talpe hanno deciso di fare il week end lungo e di tornare a lavorare soltanto martedì…

Gli strapagati e presunti rappresentanti del popolo (mica li scegliamo noi quando andiamo a votare), hanno così tanto da fare che, naturalmente, mica hanno il tempo di pronunciarsi sulle nuove violenze di cui è stato teatro mercoledì scorso a Roma il calcio italiano. Prima di Roma-Cska, fuori dallo stadio Olimpico e durante Roma-Cska Mosca dentro lo stadio Olimpico.

Eppure, il 3 maggio scorso, dopo la terrificante serata di Fiorentina-Napoli che, da dramma soffiò in tragedia 53 giorni più tardi, quando spirò Ciro Esposito, i signori Renzi, Alfano e sodali promisero che mai e poi mai si sarebbero ripetute quelle scene.

Eppure, l’8 agosto scorso, il signor Alfano, Ministro degli Interni, in calce alla presentazione delle nuove misure di ordine pubblico, ivi compreso il daspo di gruppo che non sta né in cielo né in terra e diversi giuristi hanno già definito anticostituzionale, solennemente dichiarò: «L’obiettivo del decreto è quello di restituire il pallone agli italiani e far giocare metaforicamente i bambini. Questa scelta si giustifica perchè quello che è avvenuto all’Olimpico, con la morte di Ciro Esposito non si verifichi più. Lo Stato ha perso la pazienza e non accetterà più che teppisti e facinorosi si avvicinino allo stadio. Il ministro dell’Interno avrà il potere di divieto di trasferta fino a massimo di due anni per gravi episodi di violenza con la chiusura della curva o il divieto di vendita dei biglietti alle tifoserie».

E ancora: «La sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, da applicare a chi commette azioni violente negli stadi ed è destinatario di più daspo è una scelta molto forte del governo, è una misura che si applica ai mafiosi. Il rigore delle sanzioni nei confronti di coloro che commettano atti di violenza può arrivare alla misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale, misura fino a oggi prevista per i criminali più pericolosi, che appartengano ad associazioni mafiose e non. E il rischio di vedersi impedite le trasferte per due anni dovrebbe ridurre i comportamenti violenti e vessatori». Parole, parole, soltanto parole. In attesa di sapere se qualcuno, nella catena di comando preposta alla tutela dell’ordine pubblico il 3 maggio scorso a Roma abbia pagato, e non risulta, a Renzi, Alfano e soci vogliamo chiedere come caspita sia possibile che anche il 17 settembre, a Roma, siano entrati bengala, fumogeni, razzi dentro lo stadio più importante del Paese oggi designato dall’Uefa fra gli impianti che ospiteranno alcune gare dell’Europeo 2020. Vogliamo sapere dove caspita stiano Renzi, Alfano e soci che sui fatti di Roma hanno perso la voce;  che cosa intendano fare concretamente, subito, per dimostrare come in questa repubblica delle banane ci sia uno straccio di autorità capace di imporre il rispetto delle sue leggi. O devono chiedere aiuto a Jenny ‘a Carogna? Lui fu l’unico che, la sera del 3 maggio, impose una legge. La sua.