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Bordate al sindaco uscente

Anesa, candidato 5 Stelle in città «Sfido il Salvini di Bergamo, Gori»

Anesa, candidato 5 Stelle in città «Sfido il Salvini di Bergamo, Gori»
Personaggi 20 Febbraio 2019 ore 07:00

Mentre il centrodestra s’azzuffa alla ricerca di un candidato e Giorgio Gori beve caffè nei bar della città, c’è chi i caffè li fa e dal suo locale, il Dolcevita di via Monte Cenisio, ha lanciato la sfida proprio al sindaco uscente per le prossime elezioni. È Nicholas Anesa, 32 anni, nato a Vertova ma dal 2014 residente a Bergamo, in piazza Sant’Anna. È lui il nome che il Movimento 5 Stelle ha indicato per Palafrizzoni. Mentre ci parla, al suo fianco c’è Fabio Gregorelli, che insieme a Marcello Zenoni in questi cinque anni ha rappresentato i pentastellati in Consiglio comunale. Punterà all’ardua sfida delle Europee, lui. Ma, intanto, fa “da spalla” ad Anesa. Che, a dire il vero, non è che poi ne abbia tanto bisogno. Di coraggio, il ragazzo ne ha da vendere. Lo ha dimostrato tre anni fa, quando ha denunciato le persone che lo minacciavano e gli chiedevano il pizzo. «Molti mi domandano se so quanto sarà dura questa campagna elettorale. Lo so, ma dopo quello che ho passato, questo è niente», racconta con il sorriso.

Ha passato anni difficili...

«Non è stato facile. Quando ti trovi l’auto danneggiata o vieni seguito fino a casa da persone con la pistola in mano, non è semplice restare sereni. Ma ho fatto una scelta, ho combattuto e ora voglio fare lo stesso per Bergamo».

Perché?

«Perché vivo a Bergamo e non sono per niente contento della Bergamo di oggi».

Non crede sia una sfida impossibile?

«Impossibile no, difficile sì. Ma sono avvantaggiato: il lavoro svolto da Fabio e Marcello in questi cinque anni rappresenta una base solida. Ora il Movimento è molto più conosciuto rispetto al 2014».

Non molti la conoscono, però. Si presenti.

«Sono Nicholas Anesa, ho 32 anni e sono cresciuto a Vertova. Ho sempre lavorato in questo settore: a 18 anni, insieme al mio compagno Stefano, con cui sto insieme da quattordici anni, ho aperto un locale in Val Seriana. Siamo rimasti lì per sei anni, poi sono venuto a lavorare a Bergamo, come dipendente, al Dolcevita di via Borgo Palazzo. Quando i titolari del locale sono finiti nei guai per traffici loschi, ho preso in mano io la gestione. Dopo i fatti di cronaca di tre anni fa, da un paio di anni abbiamo trasferito qui l’attività. Stefano è pasticcere, io mi occupo del resto».

Avete anche una bambina.

«Sì, di due anni».

Come si chiama?

(Ride, ndr) «Ha un nome particolare: Yv. Sono le iniziali dei nomi delle nostre nonne. Ho sempre desiderato avere un figlio, Stefano anche. Dopo anni di vita insieme, abbiamo deciso di fare questo passo».

Con le dovute proporzioni, anche decidere di candidarsi è un grande passo. Su quali temi imposterà la sua campagna elettorale?

«Su quelli che da sempre rappresentano i valori del Movimento. A partire dall’ambiente. Bergamo è veramente indietro, da questo punto di vista. È una città inquinata, oppressa dal traffico, dove andare in bici è difficilissimo».

Però ci sono molti parchi.

«Sì, ma tenuti male. In Celadina stanno ancora aspettando i lavori promessi per l’estate scorsa... Questo è il problema: tante promesse e poca sostanza».

E sulla mobilità come pensate di muovervi?

«Il Piano sosta o le nuove Ztl non sono certo la soluzione. La cosa migliore da fare sarebbe chiudere completamente il centro alle auto».

Creare un’Area C?

«Non proprio. L’Area C prevede che se paghi puoi passare. Così favoriremmo chi se lo può permettere. No, il nostro intento è cambiare drasticamente il sistema di mobilità cittadino».

Non è semplice, data la conformazione urbanistica di Bergamo.

«Non lo è, ma bisogna farlo. Ovviamente implementando il trasporto pubblico con novità decisamente più importanti, ad esempio, della Linea C».

Non le piace?

«È inutile. Non ha migliorato il servizio. Anzi, con le corsie riservate il traffico è peggiorato».

Ma ha già un progetto?

«Delle linee guida. Si tratta di un passaggio complicato. Per ora ho...

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 7 del BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 21 febbraio. In versione digitale, qui.